domenica 31 dicembre 2006

Per il nuovo anno

Il 19 Dicembre abbiamo avuto l'ultima riunione dell'anno della nostra associazione, in gran parte dedicata alle notizie, alle impressioni riportate da Bruxelles dai compagni del CIR lì presenti (in occasione del consiglio generale del PRT) e alla riflessione che ne è seguita. La triste giornata di ieri che ha visto perdersi la speranza di seminare il seme della nonviolenza in un area dove sangue rischia di aggiungersi a sangue in un escalation senza controllo, conferma la assoluta necessità di rilanciare il partito nonviolento transnazionale partendo da una convinta campagna di iscrizioni per il 2007. In queste ore Marco Pannella prosegue lo sciopero della fame e della sete con un " repentino e grave deterioramento della funzionalità renale", facendosi carico ancora una volta di rilanciare la possibilità che la moratoria delle esecuzioni capitali venga votata all'ONU. Le scorse settimane hanno visto aprirsi uno squarcio di verità nel Paese in seguito alle azioni di Piergiorgio Welby e dei radicali. Anche per casualità non mi son trovato al posto o insieme al mio collega Dott. Riccio in quell'opera che ha liberato anche noi medici dalla paura di fare il nostro dovere. Una mia mail di disponibilità per Piero Welby, arrivata a Marco Cappato il 13 Dicembre, non è stata letta e una sua telefonata nei giorni scorsi mi ha chiarito cosa è accaduto.
Voglio ringraziare tanto Carlo Ruggeri, perchè questo spazio è frutto del suo impegno, così gratuitamente e generosamente offerto. Con lui e con le tante e compagne e compagni che sono iscritti al CIR di Perugia, abbiamo il dovere/volere di non mollare per l'anno in arrivo, proseguendo in quanto ci siamo proposti nell'ultimo nostro Congresso, impegnandoci sui tanti fronti aperti (dal satyagraha per la pace agli appuntamenti sul futuro della Rosa nel Pugno agli impegni su questioni locali che ritengo di notevole importanza strategica e che rivestono una loro propria urgenza). Le risorse (umane ed economiche) vanno ampliate e valorizzate, e le prossime iniziative potrannno aiutarci in questo. Mando tanti auguri a tutti per il 2007!!

Tommaso Ciacca


Eutanasia e i Radicali


Riportiamo di seguito l'editoriale di Gianni Scipione Rossi e la risposta del nostro segretario Tommaso Ciacca, pubblicate dal Giornale dell'Umbria


Il caso Welby, le regole e le eccezioni


I Radicali saranno contenti del clamore suscitato. La loro capacità di risorgere dalle sconfitte politiche buttando la palla in tribuna è ormai proverbiale. Lo schema è sempre lo stesso e dunque un po’ stantio. Però funziona almeno a livello mediatico. Così fallito il referendum sulle staminali, finita l’alleanza politico-elettorale con lo SDI, ecco la compagnia pannelliana riemergere come d’incanto grazie alla sofferenza di Piergioìrgio Welby e all'emozione popolare che la sua vita attaccata a un ventilatore non poteva che suscitare.
l radicali sono contenti perché convinti di riuscire, con i loro metodi, a interpretare il non detto; il non espresso, di un sentimento popolare diffuso quanto inconfessabile. Lo sono sempre stati e' continuano a esserlo, a onta di ogni smentita.
E di smentite ce ne sono state molte, nell'ormai lunga storia della creatura politica di Marco Pannella. Senza voler considerare i tanti che lo hanno abbandonato lungo la strada, l'unica battaglia che i radicali abbiano sul serio vinta, in fondo è quella sul referendum sul divorzio, una legge che peraltro resta legata ai nomi di un liberale - Baslini - e di un socialista - Fortuna.
Per il resto, la legge sull'aborto, a rileggerla oggi - se finalmente la società italiana fosse diventata adulta,capace di raccontarsi la verità- è scritta con i piedi, con quell’inafferrabile concetto del disagio psicologico e sociale che suona grimaldello per qualunque privato e personale capriccio. E non ci si venga a raccontare che garantisce la libertà della donna… Per fare un altro esempio, la seconda repubblica nasce grazie a un referendum che porta il nome di Mario Segni, mentre Pannella resta ancorato alla prospettiva di un bipartitismo di tipo americano che ,suona monumento all'ipocrisia ideologica di un picçolo partito che non riesce ad aggregarsi neppure con i suoi parenti più prossimi. E poi" chi non ricorda Ilona Staller in Parlamento? E Toni Negri? Meglio lasciar perdere...
Ora è la volta dell'eutanasia.
Negarla, per i radicali, significa, come sempre negare una fumosa "legalità" più grande e superiore della legalità dei comuni mortali, quella delle leggi scritte dagli uomini sulla base di una sapienza e di una moderazione antiche. In sostanza per l’ideologia radicale legalità significa che la società organizzata deve riconoscere all'individuo la libertà assoluta di fare, senza vincoli. Che si tratti di una costruzione teorica che prescinde dall' esistenza di Dio è ovvio. Meno ovvio, ma certo, è che risponde a una visione del singolo come monade isolata dall'insieme del contesto umano. Una visione estranea alla realtà.
Per imporre, in modo arrogante, la loro minoritaria filosofia al mondo intero, i radicali non esitano a strumentalizzare gli epifenomeni. Per un Piergiorgio Welby che affida loro la propria privata rivendicazione del diritto alla morte, tanti ignoti sofferenti continuano silenziosamente a lottare per la vita. Il problema. naturalmente non è come giudicare il desiderio di Welby di staccare la spina. Il problema insolubile, è come una norma valida erga omnes possa disegnare con certezza il confine tra accanimento terapeutico e suicidio assistito. Il problema è, qualora questa norma fosse scritta, come imporre ai medici di prestarsi al suiçidio assistito, qualora ripugni alla loro coscienza. Il problema è sapere a chi tocca decidere quale vita sia degna di essere vissuta. Il problema. in fondo, è come una norma possa interferire con la profondità dell'animo umano piegato dal dolore.
Per sciogliere questi nodi non basta sbandierare il corpo immobile di un essere umano, non basta registrare l'impotenza dei parenti, non basta un funerale laico.
Non basta, purtroppo.
Si dice che in Olanda ci siano riusciti a scrivere la norma, a quadrare il cerchio. In Olanda, per la cronaca, esiste anche un partito per i diritti dei pedofìli, ed è un buon motivo per non invidiare gli olandesi. In Olanda. tra i casi di legittima eutanasia infantile, è previsto anche quello di spina bifida, una delle malformazioni congenite più gravi. È lecito dubitare che i genitori di bambini che ne siano affetti siano disposti a sopprimerli. Ed è comunque immaginabile che la collettività debba interrogarsi su come aiutarli a sostenere lo sforzo e il dolore.,piuttosto che a eliminarli. Ammesso che di liberazione veramente si tratti.
La grancassa mediatica intorno al povero Piergiorgio Welby aiuterà a sciogliere nodi con cui l’uomo convive dalla notte dei tempi? Solo l’arroganza ideologica dei radicali può pensarlo. Un paio di settimane fa, è stata concessa la grazia a un anziano padre che ha ucciso il figlio sordomuto e schizofrenico. Per l’ennesima volta, quel figlio malato aveva picchiato selvaggiamente la madre. Si può scrivere una legge che renda impunibile chiunque uccide gli schizofrenici? O i maniaco-depressi ? O i ciechi, i sordomuti, i tetraplegici, i microcefali?
Se l’unico valore degno di tutela è il diritto dell’individuo a distinguere il bene dal male, la risposta è sì. Ma è una china pericolosa quella che colloca l’individuo, niccianamente, al di là del bene e del male. E’ la via che conduce al dominio del superuomo su noi uomini comuni. Con le nostre imperfezioni, i nostri dubbi, le nostre speranze, la nostra morale da poveri di spirito. Una morale che può concepire le eccezioni, non che le eccezioni siano la regola.


Gianni Scipione Rossi, Giornale dell'Umbria - 27.12.2006


Eutanasia e i radicali


L’editoriale pubblicato sul Giornale dell’Umbria il 27 Dicembre a firma di Gianni Scipione Rossi, dal titolo "Il caso Welby, le regole e le eccezioni" non è offensivo solamente nei riguardi di Piergiorgio Welby, dei radicali e di una intera storia politica con più di 50 anni, ma anche verso un Presidente della Repubblica che con la sua risposta ha consentito al Paese di confrontarsi apertamente e forse di vivere un Natale più autentico, più umano, oserei dire anche più cristiano.
"Il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio…", così il Presidente Napolitano augurandosi una chiara presa di responsabilità da parte del Parlamento su temi così importanti per tutti i cittadini. Altro che "minoritaria filosofia da imporre al mondo intero", caro Scipione Rossi, altro che "visione del singolo come monade isolata dal contesto umano"! Piero Welby e con lui i radicali, tanti medici e personalità del mondo scientifico e filosofico, sono entrati in sintonia con quel 61,6% di italiani che è favorevole all’eutanasia per i malati terminali che ne facciano richiesta (rapporto EU.R.E.S. 2004). Alle accusa di strumentalizzare la sofferenza, il malato Luca Coscioni rispondeva che era lui a strumentalizzare i suoi compagni. Così è stato anche per Piero che ha fatto una battaglia per chiedere che alla luce del sole fosse dato ascolto alla sua richiesta, strumentalizzando lui sì il proprio corpo così offeso, perché divenisse passapartout per tutti per aprire la porta che consente al malato di affermare i propri diritti, innanzitutto quello di scegliere di sospendere una terapia invasiva giungendo ad una morte senza dolore, né angoscia.
Grazie a quanto fatto dal Dott. Riccio, noi medici oggi siamo più liberi, più sereni e fiduciosi che in Italia si esca dalla clandestinità e dalla paura di fare il proprio dovere, che si abbia una legge sul testamento biologico e che l’eutanasia non sia più solo un tabù.
Ma lei Dott. Scipione Rossi non è anche uno storico? Perché allora la menzogna sulla legge 194/78, che i radicali volevano abrogare con un referendum, proprio per i limiti e i compromessi in essa contenuti? Perchè disconoscere con tanto fiele ed acredine una storia fatta di nonviolenza, che ha scelto Gandhi come riferimento e che dà voce ai deboli, ai perseguitati in tutto il mondo?
Non è preferibile pronunciarsi contro nel merito, facendo così crescere dibattito e consapevolezza, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi di una caricatura che non le fa onore?


Tommaso Ciacca
Segretario del C.I.R. Perugia



mercoledì 27 dicembre 2006

lunedì 25 dicembre 2006

Buon Natale e buon sogghigno, Piergiorgio

Sono certo che se Piergiorgio avesse potuto assistere a quanto accaduto, e magari per i credenti lo ha fatto e lo sta facendo da lassù, avrebbe accolto tutto il trambusto post mortem con un sogghigno di soddisfazione e orgoglio.
Per decenni malato e per quasi due lustri tracheizzato e immobilizzato a quel letto che ineluttabilmente sarebbe per infiniti giorni divenuto giaciglio di non vita e di tortura parzialmente alleviata dal tepore della presenza di Mina, Piergiorgio ha avuto la ammirevole capacità di smuovere mari e montagne, un mosè del 2000 che con la forza di un semplice movimento oculare ha aperto acque e menti - almeno quelle disposte a ciò.
Per un commento (teo)logicamente più autorevole del mio e, con tutta probabilità, del vicariato stesso, rimando all’articolo apparso presso radioradicale.it, redatto dal centro studi teologici di Milano, crudamente schietto nella disamina del caso.
Confesso però di aver appreso la notizia del diniego vaticano per nulla con tristezza o rabbia, anzi con il sorriso innocente e beffardo di chi sa di aver preso, in questa occasione e non solo, la parte della ragione, nel senso duplice della parola stessa, ovvero sia come "essere nel giusto", che come "ratio": il vicariato tace quando si tratta di celebrare vita e morte di sanguinari dittatori come con Franco e con le recentissime esequie di Pinochet, uno che non ha né nascosto né rimpianto la sorte di migliaia di scomparsi nel vuoto delle carceri e torture della tirannia; tace pure quando i funerali sono da svolgersi in onore di mafiosi, camorristi e criminali di ogni luogo e genere; con tutti gli onori si accolgono vice o aspiranti macellai come il "santo" Tarek Aziz, sodale di Saddam Hussein, venerato in Vaticano perché "cristiano"(!) e nella basilica francescana di Assisi in nome della "pace"(!), per la verità con la complice partecipazione di qualcun altro che sappiamo noi...
La migliore risposta alla militanza vaticana e al risveglio delle coscienze chiesto da Piergiorgio, in ogni modo, è stata quel popolo, quella folla che ieri gli ha riservato l’ultimo saluto.
E’ con questa immagine, con Piergiorgio che sogghigna e si gode il primo 25 dicembre di pace da anni, che desidero augurare a lui e a voi tutti che leggete, credenti o meno, ma sicuramente laici, un buon Natale, comunque e con chiunque vogliate passarlo, tra amici, familiari, compagni/e di amore, o in solitudine, che l’abbiate scelta oppure no.


Un abbraccio,


Antonio.


sabato 23 dicembre 2006

Cerimonia Laica

Welby I funerali di Piergiorgio Welby si terranno domani 24 dicembre 2006 alle ore 10.30  in Piazza San Giovanni Bosco di fronte alle porte chiuse della Chiesa Don Bosco.


La piazza si trova a pochi metri della fermata Giulio Agricola della Metropolitana A.

Chi vuole partecipare a questa cerimonia laica di estremo saluto a Piergiorgio, può mettersi in contatto con Elisabetta Chiacchella.



"Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa."
Dal blog di Welby


 


venerdì 22 dicembre 2006

Di cosa parliamo quando parliamo di Welby

Piergiorgio WelbyEcco, è successo, ieri Piergiorgio è morto.

Confesso di aver innanzitutto pensato ce l’ha fatta, e di essermi vergognato di non aver provato vergogna, pensandolo.

Perché ci possiamo girare intorno quanto vogliamo, ma è andata proprio così.
Per 88 giorni Piergiorgio Welby, ci ha regalato una straordinaria occasione di riflessione, ha sottratto il non detto dalla penombra delle stanze, agli sguardi privati che derivano dall’accettazione dell’ineluttabile.

Ha trasformato, come Luca Coscioni, il proprio dolore in dignità politica, squarciando il velo ipocrita e connivente.
Per tutto questo tempo trascorso dalla lettera al presidente Napoletano, un cittadino del nostro paese ha continuato a chiedere se la sua indicibile sofferenza sarebbe potuta cessare.

Questo macigno che ci ha accompagnato da quasi tre mesi rimarrà profondamente inciso nella mia memoria, una domanda tanto fondamentale quanto semplice.

Il tempo che Piergiorgio ci ha dedicato con la sua battaglia ha costretto l’opinione pubblica a immedesimarsi, a porgersi lo stesso interrogativo, a dibattere, a tentare di allontanare il caso specifico sul quale la politica o la legge, secondo alcuni non può o non deve rispondere.

In questo tempo, dove le parole altisonanti si rincorrono vacue e sprezzanti, può sembrare inopportuno o banale parlare di atto eroico. Eppure, subito dopo aver pensato che sì, ce l’aveva fatta ad andarsene da uomo, Eroe, è stato il secondo pensiero.
Il medico anestesista che l’ha aiutato rispettando e attuando la sua lucida volontà, lo ha prima sedato e poi ha staccato la macchina che gli permetteva di non morire soffocato.

Una sorta di Cristo senza poteri, armato solo di scienza e carità.

Di fronte alla generosità di questi uomini, le accuse di strumentalizzazione, le minacce e le dichiarazioni arroganti diventano lontane, sfocate.

Il giudice parla di vuoto legislativo, il Consiglio superiore di sanità di quadro stabile senza accanimenti, la camera dei deputati boccia la richiesta d’indagine sull’eutanasia, la politica grida allo scandalo e invoca l’azione della magistratura.

Nessuna risposta, nessun come, mai un quando, tutto deve restare com’è, possibilmente senza disturbare, il solo accordo pare riguardare i divieti, di decidere, di sapere.

Vola sopra questo impietoso rumore Piergiorgio, ora sei libero.

Sei stato un gigante.

Grazie, Piergiorgio Welby.

 

 

Ultimo frammento

 

E hai ottenuto che che

volevi da questa vita, nonostante tutto?

Sì.

E cos’è che volevi?

Potermi dire amato, sentirmi

amato sulla terra.

 

Raymon Carter, Il nuovo sentiero per la cascata

 

sabato 16 dicembre 2006

Veglia per e con Welby

Questa sera a Perugia, in Piazza della Repubblica, alle ore 21:00 saremo "insieme" a Piergiorgio Welby per manifestare con altre 50 città la nostra riconoscenza alla battaglia che Piergiorgio sta combattendo.
In queste ore, il tribunale civile a cui Welby ha chiesto l'interruzione del trattamento terapeutico al quale è sottoposto, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, decisione che potrà comunque essere impugnata.

E' intollerabile che il nostro stato condanni, di fatto, un uomo alla tortura determinata dalla malattia.

Partecipare alla veglia di Sabato significa anche stare vicino a Piero, dando corpo alla sua richiesta di giustizia, di verità, di confronto parlamentare su temi così importanti per tutti i cittadini.


E’ una battaglia di civiltà alla quale siamo tutti invitati.


giovedì 14 dicembre 2006

Riunione C.I.R. Perugia

Alle iscritte, agli iscritti, ai simpatizzanti,


martedì 19 Dicembre, alle ore 21:15, presso la sala delle Conferenze dell’Hotel La Rosetta di Perugia (Via del Sette, traversa di corso Vannucci), è convocata riunione del Centro di Iniziativa Radicale di Perugia con il seguente ordine del giorno:



  • relazione dei compagni iscritti al CIR che hanno partecipato a Bruxelles al Consiglio Generale del PR transnazionale e di Elisabetta Chiacchella su riunione coordinamento “violenza sulle donne”.


  • iniziative locali e nazionali in atto : punto della situazione


  • prossime iniziative del CIR : proposte e calendarizzazione


  • blog e onelist: riflessioni per un miglior utilizzo


Abbiamo bisogno dell’apporto di ognuno per poter rafforzare la possibilità che anche nella nostra città possa crescere il dibattito e la coscienza sui temi della laicità, della libertà, dell’autodeterminazione, della nonviolenza. A due mesi dal nostro VI Congresso, dopo l’iniziativa voluta dal CIR e realizzata il 25 Novembre in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, con la presenza di Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel Pugno, sono molte le idee in campo e gli obiettivi sui quali lavorare (sulla base di quanto deciso in sede congressuale).


A livello nazionale, Radicali Italiani (movimento al quale il CIR è federato) e l’Associazione Coscioni continuano nel portare avanti le battaglie che hanno come punto di riferimento i 31 punti di Fiuggi con mobilitazioni importanti (in queste ultime settimane le iniziative nonviolente con Piergiorgio Welby) alle quali diamo il nostro contributo anche in Umbria.


Si è svolto poi dal 6 al 9 Dicembre a Bruxelles il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e è stato rilanciato il primo grande Satyagraha mondiale per la Pace.


Tante sono quindi le sfide in campo e a livello locale è forte la necessità di essere di più e più motivati per quanto andremo a fare nel 2007.


Vi aspettiamo augurandovi buone feste!


 
Il Segretario Tommaso Ciacca
tommaso.ciacca@radicaliperugia.org

Il Tesoriere Francesco Pellegrino
francesco.pellegrino@radicaliperugia.org


Statuto del C.I.R.


Art. 1 – Costituzione
E’ costituita una associazione radicale denominata Centro di Iniziativa Radicale di Perugia (CIR di Perugia). Il CIR di Perugia è un’associazione politica, non ha scopo di lucro e non ammette cariche retribuite.


Art. 2 – Finalità
Scopo prioritario del CIR di Perugia è promuovere democrazia politica senza frontiere di ordine nazionale, razziale, religioso, ideologico, sessuale o altro. A tal fine il CIR di Perugia prende ogni idonea iniziativa in sede politica, scientifica, giudiziaria e d’informazione. Il CIR di Perugia è costituito tra coloro che abbiano versato la quota d’iscrizione.


Art. 3 - Gli iscritti
Le condizioni di iscrizioni sono l’accettazione del presente statuto, il versamento delle quote individuali nella misura stabilita dal Congresso. La validità dell’iscrizione va da Congresso ordinario a Congresso ordinario.


Art. 4 – I finanziamenti
I finanziamenti del CIR di Perugia provengono dalle quote individuali degli iscritti: da altri contributi individuali, anche di persone non iscritte che vogliono partecipare al finanziamento di specifiche campagne proposte dal
CIR di Perugia e da esse condivise; dai proventi di particolari attività ed iniziative preventivamente e pubblicamente proposte dal CIR di Perugia.


Art. 5 - Gli Organi
Gli organi del CIR di Perugia sono: il Congresso, il Segretario, la Segreteria e il Tesoriere


Art. 6 – Il Congresso
Il Congresso è l’organo deliberativo del CIR di Perugia di cui stabilisce gli orientamenti e fissa gli obiettivi. Ha luogo ogni anno ed è convocato dal Segretario almeno dieci giorni prima. Il Congresso straordinario può essere convocato dal Segretario e da un terzo degli iscritti da almeno tre mesi. Il Congresso elegge il Segretario e il Tesoriere. Approva il bilancio consuntivo e fissa la quota annuale di iscrizione. Il Segretario dà mandato ad un socio di redigere il verbale del Congresso.


Art. 7 – Il Segretario
Prende le iniziative che ritiene opportune per lo sviluppo e la realizzazione dei programmi del CIR di Perugia. Costituisce secondo le necessità, gruppi di lavoro; può altresì nominare responsabili del CIR di Perugia per specifiche iniziative. Il Segretario convoca la riunione dei soci almeno quattro volte all’anno e dà mandato ad un socio di redigere il verbale. E’ il rappresentante politico e legale del CIR di Perugia. Il Segretario dà comunicazione tempestiva delle iniziative del CIR di Perugia con gli strumenti telematici attraverso i siti Internet e/o le liste di discussione usate abitualmente dagli iscritti al CIR di Perugia.


Art. 8 – La Segreteria
Il Segretario entro una settimana dalla sua nomina può costituire una Segreteria composta da iscritti al CIR di Perugia che lo coadiuva nella conduzione politica e nella gestione finanziaria ed organizzativa. Alle riunioni della Segreteria partecipa di diritto il Tesoriere del CIR di Perugia.


Art. 9 – Dimissioni del Segretario e/o del Tesoriere
In caso di dimissioni del Segretario e/o del Tesoriere, il Segretario è tenuto a convocare il Congresso straordinario entro 20 giorni dalla data di dimissioni, che deve essere comunicata per iscritto ai soci. Il dimissionario rimane in carica fino all’elezione del nuovo Segretario e/o del nuovo Tesoriere


Art. 10 – Modifiche statutarie
Il presente statuto può essere modificato dal Congresso a maggioranza semplice


Art. 11 – Norma transitoria
II Congresso del CIR di Perugia che tiene presso la sala del Consiglio della I Circoscrizione di Perugia il 7 settembre 2002 è convocato da un comitato promotore e va considerato come assemblea costituente di  un’associazione radicale territoriale in base a quanto previsto dallo Statuto di Radicali Italiani.


 


Grazie Welby

Grazie Welby per il tuo coraggio, la tua generosità, la tua forza Stiamo cercando di organizzare a Perugia, la veglia per e con Piergiorgio Welby. Gli amici di Civiltà Laica saranno presenti a Terni, in Piazza della Repubblica, per informazioni contattare Nicoletta Bernardi.

Se sei interessato a partecipare, puoi contattarci al seguente indirizzo e-mail:
info@radicaliperugia.org


venerdì 1 dicembre 2006

Giornata mondiale contro l'AIDS

Giornata mondiale contro l'AIDS


Oggi, primo dicembre, si celebra la giornata mondiale di mobilitazione contro l'hiv/aids (è più corretto usare questa espressione, essendo l'aids solo la malattia conseguente alla infezione del virus hiv).
Ma purtroppo non mi sorprenderei se non lo sapeste.
Per fortuna aprendo la mia home page, nel bel mezzo della classica schermata candida di google, ho trovato quel famoso fazzoletto rosso intrecciato, divenuto simbolo universalmente inequivocabile della lotta per sconfiggere l'hiv/aids, trappola tanto più insidiosa quanto è all'apparenza impalbabile, invisibile, dai sintomi e dalla prognosi quanto mai incerta.
Ringraziamo google per questo piccolo, ma significativo gesto. Altrettanto non potremmo fare nei confronti dei media italiani però.
A parte la felice eccezione del gruppo la7/mtv che senza timori o reticenze mettono in bella mostra ciò che si ricorda quest'oggi e nel passato ha saputo rompere quel muro fatto di tabù, leggende, oscurantismi vari, rai e mediaset continuano nel loro perpetuo silenzio che diviene colpevole disinformazione  nella educazione e salute sessuale. Al tg5 delle 13, diretto, ricordiamolo, dal "liberale" (che mi venga un colpo!) Carlo Rossella, divenuto un contenuto insulso di notiziette al pari di studio aperto dopo le "volontarie" dimissioni del bravo Mentana, non un servizio, non una parola, non una lettura di qualche secondo su ciò che rappresenta la giornata odierna è stata spesa. Solo un servizio "gossipparo" su Nicole Kidman che ha incontrato a Ginevra un gruppo che è attivo nel campo della battaglia contro la violenza sulla donna in famiglia; ottimo tema, peccato che anche quella giornata, il 25 novembre, sia passata inosservata in tutti i canali mediatici e che per parlare di cose così serie ci debba essere sempre di mezzo l'impegno, pur lodevole, di una stella del cinema ultramilionaria. A proposito di milioni il sedicente telegiornale concludeva la propria edizione con la strabiliante nuova che tornerà dalle 18.50 alle 20 ogni giorno fino a primavera -udite, udite- "chi vuol essere milionario".
Spero di tornare sul tema nel futuro grazie a questo mezzo di informazione e interazione sociale sui generis rispetto a rigidi canali classici della politica. La prossima volta, è mia intenzione analizzare le responsabilità, i silenzi, le contraddizione anti-scientifiche anti-umane e, in ultima analisi, anti-vita del Vaticano, che proprio a difensore della "vita" si eresse discutibilmente in molte occasioni, sul tema dell'hiv/aids e sull'uso vietato del preservativo. Vedremo però che proprio in queste settimane sembrano esserci delle novità a riguardo.
In conclusione, buon 1° dicembre a tutti.

PS: per chi abita a Perugia o nei paraggi, l'invito è per la festa di stasera al locale 110, in via Pascoli, organizzata dal gruppo studentesco del corso di laurea di CTF (chimica e tecnologie farmaceutiche) per celebrare la ricorrenza.


Antonio Di Bartolomeo


domenica 26 novembre 2006

Questo 25 Novembre

Oggi, 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è importante riflettere sulle cifre relative agli stupri, alle molestie, alle aggressioni che ad ogni latitudine e longitudine, ragazze, bambine, madri, nonne sono costrette a subire. Non ci sono infatti confini su questo fronte se in Europa la violenza familiare è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni e se in Italia circa dieci milioni (dati Istat) sono coloro che hanno subito molestie e ricatti sessuali. C’è alla base un problema culturale enorme che necessita di essere affrontato a partire dall’informazione e dalla conoscenza che si costruisce nella scuola, perché è anche lì che si può far conoscere la differenza tra una molestia e un corteggiamento, è anche lì che vanno diffusi i numeri telefonici dei centri antiviolenza e di sostegno, è anche lì che di fatto si fa ascolto ed educazione civica. “La violenza contro le donne ci riguarda” è il titolo di un appello rintracciabile in rete sottoscritto da uomini, che chiede un salto di qualità, una presa di coscienza collettiva contro la barbarie della violenza sulla donna, una chiara assunzione di responsabilità da parte maschile. E’ un segnale positivo di richiesta di pubblica riflessione da una prospettiva diversa. Sia che ci si trovi di fronte alla violenza perpetrata tra le mura domestiche delle nostre città, sia che venga esercitata pubblicamente negli stati dove il maschilismo è legge e i diritti umani sono calpestati, non si può rimanere indifferenti, ma agire informando, approfondendo e cercando gli strumenti legislativi, culturali, scientifici idonei. Un esempio di come risultati concreti contro la violenza al corpo della donna possono essere raggiunti è rappresentato dalla legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza: nei paesi dove esiste l’aborto clandestino (come accadeva in Italia fino a trenta anni fa) secondo l’ultimo rapporto dell’OMS sono circa 68.000 i decessi ogni anno ad esso connessi.
E’ anche questo un dato sconvolgente, di una violenza evitabile. Sul fronte quindi preventivo, di educazione sessuale, affettiva, nonviolenta c’è ancora molto da fare ed è per questo che ogni diritto ancora negato alle donne (e non solo) nel nostro Paese è un ostacolo anche culturale per impegnarsi contro i reati in casa o per strada.
Il Centro di Iniziativa Radicale di Perugia, ha promosso e parteciperà oggi 25 Novembre alla manifestazione a palazzo Cesaroni “Mai più violenza contro le donne” e insieme a Donatella Poretti, radicale, eletta in parlamento nella Rosa nel Pugno e ad Ada Girolamini , consigliere regionale SDI, della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, sarà in piazza con un volantinaggio rivolto agli studenti, informando sui dati conosciuti e diffondendo il numero del “telefono donna” 800861126 del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria.


Tommaso Ciacca
Segretario Centro di Iniziativa Radicale di Perugia


giovedì 23 novembre 2006

25 Novembre

25 NovembreUna donna su 3 nel mondo, subisce violenza, abusi,  stupro. In America, ogni 4 minuti una donna viene violentata, nella civilissima Svezia viene uccisa una donna ogni 10 minuti. In Europa la violenza familiare è la prima causa di morte per le donne tra 16 ed i 44 anni. Più del cancro, degli incidenti stradali, delle guerre. Questi dati sono assolutamente parziali, per molte donne il silenzio è l’unica risposta alla frustrazione della violenza subita.
E la solitudine si trasforma in colpa.


Il Global Gender Gap, recente studio promosso dal World Economic Forum, classifica il nostro paese al 77° posto, su 115 paesi campione, per disparità tra donne e uomini in settori come economia, politica, livello d’istruzione, benessere e accesso al mondo del lavoro.

E’ interessante correlare questo dato con quello sulla competitività italiana, scesa in un anno dal 38° al 42° posto, confermando quello che il Ministro Emma Bonino ripete da anni, “Senza diritti civili non può esserci sviluppo”.


La giornata nasce in ricordo delle sorelle domenicane Mirabal, uccise il 25 novembre del 1960 perché impegnate nella lotta di liberazione contro il generale Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana. La commemorazione di questa data ebbe origine al primo incontro internazionale femminista in America Latina, celebrato in Colombia, nel 1980. La Repubblica Dominicana propose questa data in onore di Patria Minerva e Maria Teresa Mirabal.
Nel 1998 l’assemblea generale delle Nazioni Unite, approvò all’unanimità il 25 novembre come “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”


Per questo, noi Radicali di Perugia, per la Rosa nel Pugno, abbiamo promosso la giornata del 25 Novembre, e parteciperemo alla manifestazione pubblica “Mai più violenza contro le donne” indetta per sabato 25 novembre alle ore 10:30 presso la Sala della Partecipazione, Palazzo Cesaroni, in Piazza Italia, 2.



Parteciperanno;

On. Donatella Poretti, Rosa nel  Pugno
Ada Girolamini, Consigliera regionale
Daniela Albanesi - Presidente Centro Regionale per le Pari Opportunità
Maria Prodi, Assessore Regione Umbria
Mara Gilioni - Vice Presidente Consiglio Regionale
Serena Moriondo, Segreteria Regionale Cgil
Sen. Erminia Emprin, Partito Rifondazione Comunista – SE

Dopo l’assemblea, il Centro di Iniziativa Radicali Perugia insieme all’Onorevole Donatella Poretti e al consigliere Ada Girolamini (membro della direzione nazionale RnP), distribuiranno un volantino informativo davanti agli istituti superiori del centro storico.


Al termine degli impegni, tutti a pranzo con Donatella!


Amici, simpatizzanti, radicali, libertari, siete tutti invitati dal Birraio, in via delle Prome, 18 (Porta Sole). Pranzo di autofinanziamento alle ore 13.45 circa, prezzo 20 €, prego confermare presenza tramite posta elettronica.


giovedì 16 novembre 2006

Eutanasia, ne possiamo parlare?

Il Centro di Iniziativa Radicali Perugia aderisce alla mobilitazione dell'Associazione Luca Coscioni, per sollevare il problema Eutanasia.
Noi crediamo che l'ipocrisia non possa fornire risposta alla sofferenza di migliaia di cittadini, che privati della speranza di vita debbono subire anche l'oltraggio del silenzio istituzionale.
Per questo, sabato 18 novembre dalle 9:30 alle 12:30 al mercato di Pian di Massiano , e domenica 19 novembre in Piazza della repubblica dalle 16:00 alle 20:00, saremo presenti con un tavolo per la raccolta di firme sulla petizione al Parlamento Italiano.
Invitiamo tutti a partecipare.


Firma on-line la petizione al parlamento italiano.


martedì 7 novembre 2006

Radicali Italiani, tre donne alla guida del partito


Rita, Elisabetta e Maria AntoniettaRita Bernardini, Elisabetta Zamparutti e Maria Antonietta Coscioni sono state elette rispettivamente segretario, tesoriere e presidente di Radicali Italiani, al termine del V Congresso tenutosi a Padova dal 2 al 5 Novembre.
Una dirigenza di partito interamente al femminile è novità assoluta nello scenario politico italiano che ha così tanto bisogno di essere riformato e di riformare democraticamente le istituzioni per un ritorno a condizioni minime di legalità nel nostro Paese.
Auguro pertanto alle tre elette di poter portare avanti con successo quanto contenuto nella mozione congressuale approvata (che ha raccolto per intero le proposte politiche del segretario uscente Daniele Capezzone) e rivolgo un saluto particolare a Maria Antonietta Farina Coscioni, umbra di adozione, che nella carica che fu di Luca saprà sostenere la lotta in difesa della laicità e per la libertà di ricerca scientifica.


Tommaso Ciacca
Segretario del Centro di Iniziativa Radicali Perugia



lunedì 30 ottobre 2006

Violenza sulle donne

Dopo il terribile caso della ragazza perugina, costretta dai suoi aggressori ad un’intera notte di abusi e brutalità, le cronache dei quotidiani tornano ad occuparsi della violenza sulle donne.
Dallo studio effettuato da “Telefono Donna” la struttura regionale del Centro per le Pari Opportunità (numero verde 800.86.11.26) emerge che ogni giorno, nella nostra regione vengono denunciati due casi di violenza, per un totale di 600 denunce l’anno.
Secondo l’Istat (annuari Conoscere l’Umbria) i delitti di violenza sessuale nella sola provincia di Perugia passano dai 27 casi del 2003 ai 42 del 2004, tuttavia l’aumento delle denunce non è necessariamente un dato negativo, in molti casi, la vittima vive il sopruso in un clima di solitudine, costretta a preoccuparsi più dei giudizi della sua sfera sociale e professionale, che dell’oltraggio riservatogli.
E mentre alla camera, il ministro per le pari opportunità Barbara Pollastrini, ha presentato il pacchetto anti-violenza, che tra le altre misure aumenta la pena minima perché l’attenuante generica non riduca il periodo di reclusione, e porta da 6 mesi, a 4 anni la pena per i reati di molestia, tentiamo una riflessione.
Prolungando la reclusione e aumentando il numero dei reati, potremo sconfiggere quest’inciviltà?
L’Onorevole Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno, ha elogiato l’iniziativa, dichiarando però che “non è solo inasprendo le pene e introducendo nuovi reati nel Codice Penale che si può combattere questa battaglia”.
Ci troviamo in perfetto accordo con lei, per contrastare il fenomeno è necessario operare una profonda inversione culturale che investa tutti i settori della società, a partire dai media che strumentalizzano la figura femminile relegandola a mero immaginario maschilista, a quella televisione generalista che mostra la donna come elemento d’arredo, umiliandone storia e dignità.
Come potrà la donna, ottenere rispetto e considerazione, quando il modello che indichiamo è “vince il più ignorante”?

giovedì 26 ottobre 2006

Nuove sfide

Il 14 ottobre 2006, presso l'hotel la Rosetta, si è tenuto, in forma pubblica, il VII congresso del Centro di Iniziativa Radicali Perugia.
A dire la verità non c'è stata la ressa, e alcuni interventi hanno cercato di analizzare ed affrontare questo tema, la partecipazione.
Tommaso Ciacca, è stato eletto segretario del C.I.R.,  Andrea Maori, segretario dimissionario, fondatore e memoria storica del movimento radicale perugino, ha iniziato i lavori, compiendo una lucida analisi dell'attuale situazione politica nazionale, la crisi di crescita (speriamo) della Rosa nel Pugno, le idiosincrasie del gruppo parlamentare, gli scarsi rapporti con lo Sdi locale e le relative difficoltà nell’intraprendere azioni comuni sul territorio.
Nota positiva è stata la presenza di alcuni Universitari impegnati nelle elezioni delle rappresentanze studentesche nella Commissione di Controllo degli Studenti, e di alcuni iscritti alla FGS (Federazione Giovani Socialisti) interessati al dibattito.
Il programma politico del nuovo segretario è incentrato su tre punti. Rilanciare le iniziative sul territorio, programmando una serie d’incontri tematici con i parlamentari radicali, avviare conseguentemente, un rapporto di contatto con la componente Sdi, affrontare con coraggio e decisione la questione della Sanità in Umbria, urgente emergenza territoriale e puntuale rappresentazione delle oligarchie partitiche.
I membri della segreteria sono Massimiliano Camilletti, Andrea Maori e Bruno Maurizi, Carlo Ruggeri è stato eletto segretario organizzativo, Francesco Pellegrino riconfermato Tesoriere dell’associazione.
Nuove sfide ci attendono, legge finanziaria, liberalizzazioni, pacs, testamento biologico, fecondazione assistita, antiproibizionismo e laicità dello stato, sono battaglie che non possono attendere le nostre debolezze o le perplessità strategiche interne ai partiti, ed è su queste tematiche che intendiamo impegnarci a fondo, come Radicali, per la Rosa nel Pugno e magari un giorno, con il Partito Democratico.
Spero che questo nuovo spazio in rete, offra a tutti un luogo d'incontro, partecipazione e discussione. La struttura è ancora provvisoria e con il tempo cercheremo di ampliarla e di renderla funzionale.
Per il momento memorizzate nei vostri contatti, rubriche, foglietti e appunti, il nostro indirizzo di posta elettronica; info@radicaliperugia.org, lo potete usare per dare dei consigli, offrire la vostra collaborazione e le vostre critiche, risponderemo a tutti.

Un ringraziamento speciale ad Antonio Tombolini e alla sua Simplicissimus Blog Farm, che a tempo record ci ha generosamente concesso questo spazio.
Un saluto cordiale a tutti gli iscritti, i simpatizzanti e a quanti stanno leggendo il primo intervento del nostro blog.



Carlo Ruggeri
carlo.ruggeri@radicaliperugia.org
Segretario Organizzativo C.I.R. Perugia