domenica 18 settembre 2016

Radicaliperugia interviene al congresso di Omphalos GLBT LIFE Perugia

Da sinistra: Strappaghetti, Maori e Bucciarelli al congresso.
«Se c’è un’associazione benemerita che dovrebbe essere iscritta nell’albo d’oro della città di Perugia, questa è Omphalos». 

Così inizia l'intervento di saluto di Andrea Maori all'VIII congresso di Omphalos GLBT LIFE Perugia intervenuto per radicaliperugia.
Di seguito l'intervento.

«Per chi non lo sapesse l’albo d’oro del Comune di Perugia è quella onorificenza che dopo un voto del consiglio comunale, l’amministrazione cittadina assegna a quanti, siano essi cittadini, enti o associazioni, si siano resi benemeriti del Comune in ogni campo di utilità pubblica ed abbiano dato particolare lustro alla città.
L’onorificenza viene assegnata in occasione della celebrazione del XX Giugno, cioè della massima manifestazione di laicità che ancora sopravvive a Perugia.

Congresso Partito Radicale Transnazionale 1-3/09/16 - Intervento di Enzo Gravina

"Da Ventotene a Rebibbia" - 40º Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito del 1-2-3 Settembre 2016.

Intervento n° 65 (primo non fatto per la tagliola del tempo delle 14.00). Iscritto
Enzo Gravina, San Benedetto del Tronto. Radicale da sempre, militante a  Perugia 97-2000.

Maurizio Turco, nella relazione del tesoriere (1), dice <<Io sono qui, con chi è qui, per continuare la strada intrapresa, le lotte avviate e quelle che dovremo promuovere>> e su questo siamo tutti d’accordo. Ma quali sono le lotte avviate?

mercoledì 14 settembre 2016

Italicum: intervista a Michele Guaitini sull'ordinanza di rinvio alla Corte costituzionale da parte della magistratura di Perugia promossa anche da radicaliperurgia

A sinistra Michele Guaitini. Accanto Andrea Maori
Qualche giorno fa il tribunale di Perugia  ha rinviato alla Corte costituzionale l'italicum su un ricorso firmato da una ventina di persone tra cui il sottoscritto ed altri compagni di radicaliperugia.

Il ricorso è stato patrocinato dagli avvocati Besostri, Pennino, e Ricciardi.

A seguito di questa decisione il dibattito sulla modifica della legge elettorale si è arricchito di un nuovo elemento.

Infatti non è improbabile che la Corte decida di prendere altro tempo per unificare tutti i ricorsi, forse anche dopo il voto referendario, per emettere la sua sentenza.


Qui il link per accedere all'intervista di Radio Radicale a Michele Guaitini, segretario di radicaliperugia e presidente del Comitato per la democrazia in Umbria, promotore del ricorso.

Andrea Maori, tesoriere di Radicaliperugia.org

lunedì 12 settembre 2016

Radicaliperugia: soddisfazione per l'approvazione all’unanimità da parte del Consiglio comunale di Perugia dell'ordine del giorno sulla valorizzazione della stanza di Aldo Capitini a Palazzo dei Priori


Radicaliperugia esprime la propria soddisfazione per l’approvazione all’unanimità nel Consiglio comunale di Perugia dell’ordine del giorno presentato dal consigliere del gruppo PD Tommaso Bori perché la stanza abitata da Aldo Capitini, nella torre campanaria all’interno di Palazzo dei Priori, venga sistemata, in modo che venga diffuso l’audio delle registrazioni del Seminario internazionale sulla nonviolenza del 1963 al fine di ricordare Aldo Capitini e sviluppare negli ascoltatori riflessioni sui temi del pacifismo e della nonviolenza tanto cari al filosofo perugino.
Il seminario del 1963 fu evento eccezionale di grande spessore culturale e politico. Le registrazioni sono da alcuni mesi disponibili per l’ascolto nel sito di Radio Radicale grazie alla sensibilità del Movimento Nonviolento che li ha messi a disposizione per una ampia fruizione.
Quel seminario che si tenne a Perugia per ben dieci giorni dal 1° al 10 agosto del 1963 è di grandissimo interesse da un punto di vista storico-politico e filosofico perché contiene acute riflessioni sulla nonviolenza che, riascoltate oggi, mantengono una profonda attualità di analisi. Indubbiamente si tratta di documenti molto importanti per la storia della realtà nonviolenta ed antimilitarista italiana.
Per radicaliperugia.org : Michele Guaitini (segretario), Andrea Maori (tesoriere)


lunedì 5 settembre 2016

Palasport Evangelisti: opacità nel bando e nell’assegnazione a Kronogest. Auspichiamo che il Comune riassuma la gestione diretta della struttura

Palasport Evangelisti: opacità nel bando e nell’assegnazione a Kronogest.
Auspichiamo che il Comune riassuma la gestione diretta della struttura
 
Foto: Umbria24.it

La vicenda del Palasport Evangelisti che ha vissuto un grosso clamore mediatico per la diatriba che ha visto contrapposti il gestore Kronogest e la Sir Safety Volley ha assunto connotati di elevata ciriticità.

Anche in base a quanto affermato da altre società dilettantistiche che usufruiscono del PalaEvangelisti nel corso dell’audizione in V Commissione di questa mattina, emerge un difetto di esperienza del gestore Kronogest. E non è un caso, dal momento che questa società è stata costituita ad hoc nell’agosto 2015 per partecipare a questo bando e che ha iniziato la propria attività solamente il 1° febbraio 2016 con l’assegnazione della gestione da parte del Comune degli impianti oggetto del bando: Palasport Evangelisti, Palasport Pellini e stadio Santa Giuliana.

venerdì 2 settembre 2016

Fertility day: Non parlate di bellezza se non volete riconoscerla



di Federica Frasconi

Ho sempre pensato che­ la propria vita pers­onale sia la battagli­a più completa e pot­ente e sconvolgente c­he una persona possa ­attuare e vivere e so­rprendere e non esaur­ire mai.

Ho sempre nascosto,in­ senso di protezione,­ le realtà del cuore,­le identità, i cuori:­ l'amore con nome, fa­ccia, storia e soprat­tutto anima.

giovedì 1 settembre 2016

Vittime di Stato, licenza di uccidere


Riccardo Magherini. Foto dalla rete
Intervento di Eleonora Favaroni

Riccardo Magherini il 40 enne di Firenze ucciso dagli agenti delle forze dell’ordine il 3 marzo 2014 si aggiunge alla lunga lista di coloro , vittime di stato ,( recente la riapertura del caso di Stefano Cucchi) che ancora oggi non hanno né avranno un’equa giustizia e degna memoria.

Concessa la sospensione di pena  per parte degli agenti condannati a 8 mesi di reclusione. Gli altri sono stati tutti assolti. Ennesima  strage di vergognosa indecenza.
Magherini è morto dopo essere stato ammanettato e spinto a terra con forza , dove rimane per tempo. Viene picchiato, secondo i testimoni,, viene pestato e non ascoltato. Passano 12 minuti o forse più da quando smette di urlare.

sabato 13 agosto 2016

Il Doping dello sport ed il “non doping” della morale - di Federica Frasconi

Il Doping dello sport ed il “non doping” della morale


In questi giorni di Olimpiadi a Rio, abbiamo assistito alla squalifica di Alex Schwazer per doping: una squalifica di 8 anni che in tempi reali equivale, nella maggior parte dei casi, alla fine della sua carriera. Il caso di Schwazer è un caso diverso da molti altri ma in sé ha una denuncia della realtà molto più spinosa. Ora, con questo non si vuole dire che nello sport debba esserci il doping per gareggiare tra chi se lo somministra meglio, semmai si vuole aprire uno squarcio di realtà in quel mondo idealizzato e motore di ideologie e squadre di tifo tra i presidenti degli stati in gara.

Ogni sport ha in sé livelli di difficoltà elevati e diversi, essendo gli atleti tutti a livello agonistico: le questioni sono molto delicate; o si cambiano le regole e la mole di sforzo o si accetta l’evidenza. Non credo che quelle atlete o quegli atleti siano in se super eroi ma credo invece che siano giovani talenti indiscutibili che nella loro resistenza seppur elevata non riescono a sopportare un carico cosi pesante.
Il mondo del ciclismo, a mio avviso, è il più complicato in quanto gli atleti percorrono chilometri e chilometri in salita sotto ogni condizione climatica per molti giorni e molte ore di seguito; come si può anche solo credere che la maggior parte gareggi pulita in simili circostanze?

Un conto è non volere vedere la realtà un conto è vederla e metterla al silenzio di poteri molto più influenti dei semplici circoli sportivi. Se il doping è uno specifico trattamento medico per alleviare la fatica, il così detto “non doping” è allo stesso modo uno strumento medico per alleviare fatica e dolore.
Le case farmaceutiche sono un punto focale in questa vicenda e con loro tutto il clima di negazione ed esaltazione di realtà impossibili da raggiungere in condizioni di normale attività fisica. 

Mi torna in mente il mito di Bartali e Coppi e il famoso gesto della borraccia.
Al tempo nessuno comprese, o volle comprendere, il simbolismo nascosto in quel gesto: più che due atleti che si scambiavano la borraccia c’erano due poteri che si scambiavano favori, quello della democrazia cristiana e del partito comunista. Oggi chi ci assicura che in quella borraccia come in tante altre borracce, nella storia sportiva, non ci sia stata, oltre il controllo del potere, qualche sostanza di aiuto?

Alex Schwazer mi fa pesare a Marco Pantani ed a quanto lui stesso fosse stato distrutto dal potere, sia dal potere dello spettacolo che da quello della politica del tempo. Due atleti che hanno scontato sulle loro spalle le presunte colpe di altri intoccabili (seppur atleti): altri che continuano a non essere in regola con la morale sportiva e che gareggiano lo stesso, magari con un trattamento diverso rispetto a quello del riconosciuto e combattuto doping.
Un aiuto farmaceutico deve essere garantito a certi livelli per tutti gli atleti o altrimenti prendete in considerazione la realtà e non i miti; molti atleti muoiono giovani proprio perché esagerano nel raggiungimento di quell’ideale eroico e imponente che tanto mettete in scena e si sono massacrati magari dosando da soli quantità aberranti di medicinali ammessi e taciuti alle gare.

Lo sport è una gara prima di tutto con se stessi: rendetela tale e non un calvario di onori.
Vorrei parlare anche di Simone Biles atleta di talento indiscussa. Il suo corpo marmoreo, la sua capacità di spettacolo ha in sé un veicolo fondamentale quale è il talento. Un corpo femminile o per meglio dire… una donna è donna anche se ama avere e curare un corpo scultoreo anzi, nella sua arte, l’atleta ha in se una dolcezza decisa felice e libera come anche le altre atlete hanno a modo loro. Paragonare il suo fisco a quello delle cinesi o coreane leggiadro dolce e bello, od a quello delle russe o alle altre stesse atlete statunitensi mi sembra un modo poco serio di intendere la gara sportiva e tantomeno l’analisi della competizione. Sicuramente tra loro le atlete hanno un fisico diverso e non è un caso che in sport come la vela, atlete più leggere riescano ad arrivare nei primi posti: questo non è detto perché il punto focale è il talento prima della struttura fisica. Se le atlete cinesi o russe avessero avuto lo stesso talento di Simone Biles sarebbero arrivate prime. Un corpo di donna atletico ed in certi tratti rasente alla potenza del fisico maschile, non ha niente di così dispregiativo, anzi è un fisico che parla di uno spirito libero che probabilmente ama quel suo essere atleta cosi come si mostra; non definirei Simone Biles un baraccone, anzi definirei Simone Biles come una donna che nel suo modo ha dato libertà sessuale all’espressione artistica ed inoltre i baracconi come il circo non sono mondi degradati…

Se iniziassimo tutti a rispettare l’arte in base al fatto che è arte e non al luogo di reggenza che la ospita, forze tanti capogiri non ci sarebbero; ma così non è per questo siamo esistiti anche noi omosessuali con il nome di capovolti un tempo, ed oggi ancora,  a fatica, ognuno di noi, atleta quotidiano, cerca con la dolcezza e la giusta dose di amarezza di continuare la battaglia per la piena uguaglianza e per la cultura del vero e del reale che in se hanno anche l’arte: l’arte che non è maschera del potere o dei miti che il potere vorrebbe imporre.

L’uguaglianza parte anche da qui e non è un caso che atlete come Simone Biles siano attaccate solo perché talentuose ed anche di buona presenza scenica; i binomi, bellezza e intelligenza, omosessualità e purezza non sono poi così impossibili e se non vogliamo vederli ne accettarli, dovremmo chiederci il perché:
da cosa fuggiamo, perché due qualità non possono e non devono coesistere ancor meno se riconosciute a livello mondiale in un evento sportivo quale le olimpiadi ove lo sport è lo strumento sociale ed educativo del rapporto con se ed i propri limiti?
Forse perché lo sport fino ad oggi era, si, rappresentato come una sfida con se stessi ma non lo è mai stato nella realtà interna e mostrata. Forse dovremmo non avere paura di vedere la bellezza talentuosa o la donna apparentemente mascolina essere femminile e talentuosa o forse dovremmo avere paura: forse si dovremmo avere paura della realtà, se però la paura è un modo per arrivare all’accettazione della realtà e non sia l’ennesima fucina di stereotipi rinforzati e di reggenza elogiati.

Federica Frasconi


A tutti gli atleti quotidiani di ogni ambito