lunedì 8 gennaio 2018

Comune di Perugia: grave errore la vendita delle quote di Minimetro Spa

Comune di Perugia: grave errore la vendita delle quote di Minimetro Spa

La vendita delle quote di Minimetro Spa come misura correttiva di bilancio è miope. Non solo svantaggiosa economicamente, ma  strategicamente sbagliata perché espone il Comune alle scelte del privato acquirente.



Abbiamo appreso con preoccupazione che tra le misure correttive di bilancio che la Giunta comunale perugina vuole porre in essere in seguito alle osservazioni della Corte dei Conti, è prevista la cessione delle quote di proprietà (pari al 70%) della società partecipata che gestisce il Minimetro.


Benché la gestione dell’impianto gravi sulla collettività per una cifra vicina ai 10 milioni di euro annui, la società chiude costantemente il proprio bilancio in utile proprio in virtù del contratto di servizio con il Comune di Perugia che le garantisce introiti elevati e certi indipendentemente dai volumi di traffico.
Cedere una partecipazione societaria che genera utili per far fronte ad una difficoltà finanziaria non è mai di per sé una buona pratica, ma ciò che più conta è che il Minimetro per la città di Perugia rappresenta un asset strategico. Cederlo significa legarsi mani e piedi al privato acquirente, ponendo il Comune di Perugia in posizione di sudditanza costringendolo a mettere mano al portafoglio ogni volta che voglia impostare ad esempio differenti politiche su orari di funzionamento e tariffe, esattamente come accade oggi per i parcheggi con Sipa. Senza contare la questione della seconda tratta che il nuovo proprietario potrebbe decidere di costruire vincolando in maniera più pesante il Comune ad un contratto di servizio decisamente più oneroso.

Stupisce inoltre la previsione di risparmi annui quantificati dalla Giunta in circa 1 milione di euro che scaturirebbero in caso di cessione delle quote, grazie alla rinegoziazione del contratto di servizio. Ma è un controsenso: se è possibile rinegoziarlo in maniera così vantaggiosa con un contraente privato, a maggior ragione si potrà ottenere lo stesso risultato, se non migliore, oggi che si ha il pieno controllo su Minimetro Spa potendo quindi contrattare con se stessi.

Si individuino quindi altre strade per rimediare alle osservazioni della Corte dei Conti, misure strutturali per evitare che periodicamente si ripresenti il problema di dover coprire carenze di bilancio; se per farvi fronte si ricorre in continuazione a dismissioni patrimoniali ci ritroveremo tra qualche anno con gli stessi problemi e senza più asset da poter vendere.

In caso di cessione, l’unico acquirente che si intravede all’orizzonte che potrebbe rappresentare per la città una interessante opportunità è il gruppo Trenitalia sia per l’elevata liquidità disponibile sia perché diventerebbe unico gestore del trasporto pubblico locale avendo già acquisito sia Fcu che Umbria Mobilità e potendo così mettere in atto sinergie e integrazioni tra i vari vettori. Ma dubitiamo che il Comune possa procedere mediante trattativa diretta dovendo invece ricorrere a una procedura ad evidenza pubblica che potrebbe dare risultati diversi da quelli sperati.



Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia

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