mercoledì 2 febbraio 2011

Barometro della democrazia. Tra i Paesi più evoluti, l'Italia arranca

Il Belpaese paga la limitata libertà di stampa, ma in classifica fa meglio di Francia e Inghilterra - di Francesco Tortora

da Corriere.it

MILANO - La democrazia italiana non è in buona salute. Almeno è quello che afferma il recente studio dei ricercatori dell'Università di Zurigo e del «Social Science Research Center» di Berlino che hanno elaborato il "barometro della democrazia", un indice che analizza lo stato di salute delle trenta democrazie più consolidate al mondo. Il barometro prende in esame cento dati empirici per misurare come i paesi gestiscono i tre principi democratici di libertà, uguaglianza e controllo sul potere.

CLASSIFICA - La ricerca, ripresa dal sito web del settimanale tedesco Der Spiegel, analizza gli anni che vanno dal 1995 al 2005 ed è alquanto impietosa con il nostro Paese che nella classifica generale si piazza solo al ventiduesimo posto. Nella lista sono presenti anche tutti gli Stati dell'Europa occidentale. Se si prendono come riferimento solo questi nostri vicini, l'Italia è terzultima, ma fa meglio di Gran Bretagna e Francia. Il risultato poco esaltante del Belpaese - dichiara lo studio - è determinato dalla limitata libertà di stampa che ostacola il processo democratico. Nell'Italia di Silvio Berlusconi - continua la ricerca - il declino è evidente. La classifica è dominata dai paesi dell'Europa del nord. La Danimarca è lo stato con la democrazia più solida, seguita dalla Finlandia e sorprendentemente dal Belgio. Probabilmente se lo studio analizzasse l'anno in corso, difficilmente Bruxelles, che da oltre sette mesi è senza governo, riuscirebbe a ottenere una posizione così prestigiosa. Seguono nella top ten Islanda, Svezia, Norvegia, Canada, Olanda, Lussemburgo e Stati Uniti. La Germania si classifica undicesima (il buon risultato è dovuto anche al discreto numero di donne presenti in Parlamento e alla netta separazioni tra i poteri dello Stato), mentre i più deludenti restano Inghilterra e Francia che si posizionano rispettivamente ventiseiesima e ventisettesima. Chiudono la classifica Polonia, Sudafrica e Costarica.

ANALISI - L'Inghilterra, sebbene sia considerata la madre di tutti i parlamenti, è penalizzata da un sistema elettorale che potrebbe alterare il responso della volontà popolare, da un sistema dei media troppo legato agli interessi privati e dalla scarsa fiducia della popolazione nei confronti della polizia. La Francia invece è in fondo alla classifica per il numero limitato di partiti politici presenti in Parlamento, per l'incremento delle violenze della polizia nei confronti dei cittadini e perché negli ultimi anni avrebbe limitato la libertà di culto. Neppure la Svizzera, uno dei pochi stati al mondo dove è spesso applicata la democrazia diretta, ottiene un risultato esaltante e si posiziona solo quattordicesima. A frenare lo sviluppo democratico del Paese elvetico è la scarsa partecipazione alla vita politica da parte delle donne e dei ceti meno abbienti: «La democrazia resta qualcosa che evolve continuamente - dichiarano Marc Bühlmann e Wolfgang Merkel, i due professori che hanno guidato la ricerca - Il nostro barometro della democrazia mostra i punti di forza e di debolezza delle democrazie più consolidate. Da una parte fa notare le migliori pratiche di alcune democrazie di successo, mentre dall'altra non riesce a nascondere le zone in cui il progresso deve essere ancora raggiunto».

Francesco Tortora

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