giovedì 24 novembre 2016
Presentazione del libro "Giochi di mano" - Venerdì 2/12 ore 17,30 da Umbrò
Venerdì 2 dicembre alle 17,30 da Umbrò (via Sant'Ercolano n. 4 a Perugia), si terrà la presentazione del romanzo: "Giochi di mano", scritto dell'autrice marchigiana Manuela Lunati che è stata studentessa nel Master in didattica dell'italiano L2 all'Università per Stranieri di Perugia negli anni scorsi.
Il romanzo ha vinto un premio RAI nel 2012. La presentazione è inserita nelle manifestazioni contro la violenza sulle donne, tema del libro.
A presentarlo ci saranno donne del centro antiviolenza di Perugia e sarà possibile fermarsi per un aperitivo di raccolta fondi per il centro suddetto.
Referendum del 4/12: capire la riforma per un voto consapevole. Appuntamento il 26/11 ore 15,45 hotel Giò
Radicaliperugia.org ha
organizzato per il giorno sabato 26 novembre dalle ore 15,45 presso l’hotel
Giò a Perugia in via D’Andreotto n. 19 l’evento dal titolo
Referendum
del 4/12: capire la riforma per un voto consapevole
L’incontro si prefigge di illustrare
i contenuti della riforma e gli scenari possibili per il sistema
istituzionale affinché ciascuno possa formarsi la propria opinione per un
voto il più possibile libero e consapevole.
E’ principalmente rivolto a
chi ancora non ha preso una decisione definita o vuole approfondire alcuni
aspetti o chiarire i propri dubbi.
Hanno accettato di
partecipare due costituzionaliste dell’Università di Perugia, la Prof.ssa
Luisa Cassetti e la Prof.ssa Margherita Raveraira che, pur non
appartenendo ad alcun comitato, cercheranno di spiegare i contenuti della
riforma e i motivi per i quali sia opportuno per una votare SI e per l’altra
votare NO.
Modera il dibattito,
all’interno del quale sarà possibile fare domande da parte del pubblico,
Michele Guaitini segretario di Radicaliperugia.org
L’ordine degli avvocati ha
concesso l'accreditamento per questo evento, pertanto gli avvocati che parteciperanno, riceveranno 3 crediti
formativi (iscrizione possibile anche in loco il giorno dell’evento).
mercoledì 2 novembre 2016
Illegittime alcune deliberazioni del Consiglio Comunale di Perugia per errata interpretazione dei regolamenti. Chiesto l’annullamento del voto col quale la I Commissione ha respinto la petizione popolare sulla trasparenza
Illegittime alcune deliberazioni del Consiglio Comunale di
Perugia per errata interpretazione dei regolamenti.
Chiesto l’annullamento del voto col quale la I Commissione ha respinto la petizione popolare sulla trasparenza.
Chiesto l’annullamento del voto col quale la I Commissione ha respinto la petizione popolare sulla trasparenza.
Il Consiglio comunale ha sempre considerato gli astenuti
ai fini del quorum ‘funzionale’ equiparando di fatto l’astensione al voto
contrario.
Ma una sentenza del Consiglio di Stato del 2012 e un susseguente parere del Ministero degli Interni del 2015 ribaltano tale interpretazione: una deliberazione deve essere approvata se i voti favorevoli superano i voti contrari.
Ma una sentenza del Consiglio di Stato del 2012 e un susseguente parere del Ministero degli Interni del 2015 ribaltano tale interpretazione: una deliberazione deve essere approvata se i voti favorevoli superano i voti contrari.
Martedì 25 ottobre la I Commissione consiliare del Comune
di Perugia ha respinto la petizione popolare promossa da Radicali Perugia sulla
trasparenza dei lavori de Consiglio con 2 voti favorevoli, 1 contrario e
7 astenuti.
Benché l’unico voto che avrà efficacia sarà quello
definitivo in Consiglio comunale, abbiamo chiesto formalmente l’annullamento
del voto in commissione per l’errata interpretazione data all’astensione e stiamo
valutando tutte le iniziative legali per la salvaguardia dei diritti dei
firmatari della petizione.
sabato 29 ottobre 2016
“Da Nadine Gordimer a Raffaele Bendandi: terremoto dopo terremoto, pseudo favole e pseudo favole…" Intervento scritto di Federica Frasconi per il XV congresso di Radicali Italiani:
La sera di mercoledì 26
ottobre 2016, stavo scrivendo delle piccole riflessioni riguardo quanto
accaduto a Goro; pochi minuti dopo, una forte scossa ha reso le mura della
stanza curve e ballerine. La prima e la
seconda scossa sono durate pochi secondi, a quanto dicono, anche se sembravano
durare minuti pieni e interminabili: La paura che in un momento annulla tutto e
ti fa sentire un essere umano solo, uno specchio di noi stessi pronto a giudicarci
sinceramente in un sentimento che, dentro, nasconde tante emozioni e tanti
ricordi.
In quei momenti non si ha il tempo di riflettere su
cosa accade, si resta fermi o si scappa; in ogni caso, la sensazione di essere
soli la si sente: Soli con il cuore in preghiera d’ogni forza possibile.
Queste due scosse di terremoto verificatesi con epicentro
a Visso, in provincia di Macerata, si sono protratte per tutto il centro Italia
e non solo, avendo un ipocentro tra i 9 chilometri ed i 10 chilometri di
profondità tra l’una e l’altra.
mercoledì 19 ottobre 2016
Sulla raccolta delle firme per proposte di legge e referendum: la burocrazia uccide la democrazia
Ritorno al passato e un bagno di realtà: le modalità di certificazione
delle firme per proposte di legge di iniziativa popolare e per i referendum
nazionale attualmente è identica a quella degli anni Settanta. Ogni firma deve
essere autenticata da un pubblico ufficiale. Ma la firma autenticata non basta
per il conteggio delle firme. Ci vuole il mitico certificato elettorale che
deve essere rilasciato IN ORIGINALE dai competenti uffici elettorali comunali.
Non basta un invio scansionato. Ci vuole il bel cartaceo con tanto di carta
intestata del comune, firma e timbro originale.
Ogni altro documento non è
valido, pena l'annullamento della firma, inviato per esempio con PEC od altro.
Niente!.
L'unica concessione è il certificato collettivo dei firmatari di un unico
modulo ma sempre timbrato e firmato. Poi, il comitato promotore si deve far
carico di ritirare negli uffici questo materiale o farselo inviare con busta
con tanto di francobollo. Non solo: sarebbe poi preferibile che il comitato
promotore inserisca questi certificati nel modulo della raccolta firme...
Ecco,
quando si parla di democrazia e di avvicinamenti dei cittadini alla vita
pubblica, sarebbe ora che si partisse da questi problemi pratici, facilmente
risolvibili ai tempi di internet.
Andrea Maori Comitato promotore della proposta
di legge “Norme per la regolamentazione della produzione, consumo e commercio
della cannabis e suoi derivati”
giovedì 13 ottobre 2016
Intervento di Tommaso Ciacca sulla galassia radicale
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| Tommaso Ciacca a Rai Tre Umbria |
Tommaso Ciacca, membro
della direzione dell’Associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca
Coscioni, iscritto a radicaliperugia, con questo apporto vuole contribuire all’arricchimento
della discussione sullo stato della galassia radicale.
L’intervento non pronunciato di Enzo Gravina al congresso straordinario del PRT e qui pubblicato mi spinge a scrivere. Ho condiviso con Enzo parte della nostra storia radicale, lo conosco e mi riconosco nelle sue parole, nelle inquietudini che evocano in questo tempo così difficile per le battaglie di libertà e democrazia che vogliamo portare avanti.
E’ venuto a mancare quel nutrimento quotidiano che Marco Pannella ci offriva e sul quale nascevano idee e le speranze si facevano corpo. Anche l’ultima delle lotte su cui si è incentrato il congresso di Rebibbia, quella sull’amnistia e sul Diritto Umano alla Conoscenza, è estremamente coerente con l’urgenza di opporre resistenza alla mancanza di Stato di Diritto e alla crisi profonda delle Democrazie. Marco comunque non ci ha lasciati ma vive nella compresenza di cui spesso ci parlava sulla base del lascito di apertura capitiniano e che ci anima nelle riflessioni e nei silenzi, nei dibattiti e negli scontri.
Il tradimento delle grandi istituzioni democratiche anglosassoni in occasione della guerra che ha rafforzato il fondamentalismo islamico e il sistema criminogeno della giustizia italiana così pestilenzialmente esportabile ovunque sono lì alla RADICE (la radicalità della analisi e dell’azione dovrebbe ispirare il nostro movimento) delle sofferenze di milioni di persone minando alle fondamenta “Spes contra Spem”. Se ti viene a mancare il “pane” non si può però litigare per le briciole da consumare ma c’è bisogno di seminare grano e di produrre nuovo lievito che faccia crescere possibilità concrete di azione. Ciò al al momento non sta avvenendo e anzi siamo difronte ad una totale divisione di cui non si riesce a comprendere la ragione politica se non in termini di paura, personalismo e un principio di disperazione.
Il PRT e la galassia, nonostante le contraddizioni presenti, avevano il merito di aver scoperto in politica una visione olistica innovativa per cui in ogni luogo associativo dell’area trovavi gli stessi elementi fondanti (antiproibizionismo, Stato di Diritto, nonviolenza, strumenti di partecipazione, transnazionalità delle lotte per i Diritti ecc…) che permettevano a chiunque si avvicinasse di scoprire tante diverse iniziative con radici comuni.
Nella differenza ci si arricchiva e il solco era lo stesso. Sono iscritto alla nostra associazione radicale perugina ma non riesco, per motivi contingenti di lavoro, a partecipare alle riunioni e alle molteplici e interessanti iniziative; è possibile pensare che dal basso, dalle diverse realtà territoriali si provi a riprendere il bandolo di questa matassa che appare così intricata e logora?
lunedì 10 ottobre 2016
Traffico di armi dall’Italia all’Arabia saudita: Procura della Repubblica di Brescia apre un’inchiesta. A quando quella di Perugia dopo l’esposto di Radicaliperugia e Movimento nonviolento?
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| Foto della conferenza stampa di febbraio 2016 su esposto a Perugia |
Finalmente
una Procura della Repubblica - quella di Brescia - ha aperto un'inchiesta sul traffico di armi dall'Italia all’Arabia
saudita per bombardare lo Yemen. L’annuncio è di poche ore fa.
La notizia di possibile reato, su cui si focalizza il documento presentato anche a Perugia, Roma, Cagliari,
Pisa e Verona è relativa alla violazione dell'articolo 1 della legge
185/90 che vieta l'esportazione di armamenti verso paesi in stato di conflitto
armato e che violano i diritti umani.
Ci
auguriamo che lo stesso avvenga a Perugia dove radicaliperugia e Movimento
nonviolento nel febbraio scorso depositarono un circostanziato esposto sullo
stesso argomento presso la locale Procura
della Repubblica.
Peccato che non si sia sfruttata la recente marcia Perugia-Assisi per
portare alla luce questo commercio di armi clandestino denunciato da una rete
per il disarmo molto attiva e ben documentata.
Temiamo che fino a quando il movimento pacifista non farà i conti con le ragioni profonde che
portano al riarmo in atto e non agirà politicamente per fermarlo, sarà
destinato al sicuro fallimento.
I firmatari dell’esposto:
Michele Guaitini,
segretario di radicaliperugia, Andrea
Maori, tesoriere di radicaliperugia, Elisabetta Chiacchella, esponente di
radicaliperugia e del Movimento nonviolento
venerdì 7 ottobre 2016
«Lo studio è una forma di corruzione: la peggiore, se lo si prende sul serio» di Federica Frasconi
La
delicatezza della vita che si scontra con un Darwin quasi eterno».
Di pochi giorni fa la notizia di
un professore dell'università di Bologna, che è lodevole citare, Lucio Picci
(docente di politica economica) il quale, sentendosi in torto moralmente nei
confronti degli studenti, ha detto loro che sarebbero stati liberi di copiare
se l’avessero ritenuto utile.
Liberi di copiare sì, ma con una premessa molto
educativa e realistica la quale include l'apparente gesto immorale ed anti
etico del professore nella correttezza morale, come un gesto leale e di
giustizia sociale e non di oppressione dei ruoli; Se tra professori accade che
molti copiano i lavori degli altri, restando impuniti dietro un
accondiscendente omertà, (“La segretezza e una fitta rete di connivenze
assicurano il mancato accertamento dei casi di plagio” ha scritto il
professore) è giusto che anche gli studenti possano copiare se lo vogliono e
possano farlo senza subirne conseguenze accademiche.
La lettera scritta dal professore agli studenti
ed ai colleghi compreso il rettore “magnifico”, riporta anche un fatto che
parla di una studentessa sospesa per tre mesi perché beccata a copiare e
riporta anche casi di plagio accademico come quello presunto (ancora da
accertare dopo 16 anni dall’accusa) di Enrico Lorenzini, incoronato professore
emerito. Il plagio non essendo quasi mai riconosciuto come reato,
è tranquillamente libero di esserci ed operare assurdamente su idee di
altri mettendole sotto il nome di chi se ne appropria.
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