Grazie a Radio Radicale da qui puoi ascoltare un'intervista sulla vicenda
nota di Andrea Maori e Carlo Ruggeri
Un partito concentrato nella gestione quotidiana del potere, senza alcuna idea fondativa veramente discussa e digerita è come una scheggia impazzita: capace di tutto, compresa la negazione della sua ragione d'essere. Nei documenti ufficiali c'è scritto che il pd è il parito dei diritti umani e civil?: non importa, tanto quello è un bla bla bla inutile. E allora che problema c'è a votare per l'abolizione di una cosa simbolica come il registro delle coppie di fatto??? che "comporta spese" per la comunità? E' questa la logica che in Umbria porta alla non elezione del garante regionale dei detenuti e a quello dell'infanzia, dopo che da anni sono state approvate, in sordina, leggi che rischiano di essere, come per lo statuto del Pd, lettera e leggi morte Per non parlare poi dell'ignobile legge elettorale regionale, vero attentato alla Costituzione. Un partito così è già morto.
Visualizzazione post con etichetta Documenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Documenti. Mostra tutti i post
mercoledì 25 gennaio 2012
Il Pd di Gubbio approva e vota in consiglio comunale una mozione del Pdl per l'abolizione del registro delle coppie di fatto
Dichiarazione di Patrizia Stefani, Presidente del circoloArci Gay-lesbica Omphalos di Perugia
Avevamo pensato che l’Umbria fosse la culla della civiltà, un’isola felice, avendo tanti comuni che si erano dotati dello strumento del “Registro delle coppie di fatto”, si era detto allora che anche Gubbio avesse fatto un passo importante nella direzione delle politiche attive per l'estensione dei diritti di cittadinanza e contro la discriminazione.
Invece no con una mozione di un simpatico cons...igliere del PDL che riporta:”IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA Il Sindaco e la Giunta a provvedere all’immediata abolizione del “Registro delle unioni civili”, istituito nel nostro Comune a seguito della deliberazione del Consiglio Comunale n.54 dell’11 marzo 2002, in quanto strumento privo di qualunque valore giuridico, interesse ed efficacia sociale, oltre che di dubbio valore costituzionale. Luigi Girlanda – Consigliere Comunale Del Pdl.”
Che la gente di destra ignori cosa significhi gesto simbolico e senso civico era scontato ma che venisse appoggiato dal PD è un ulteriore conferma che le persone gay, lesbiche e trans , non hanno interlocutori politici.
Invece no con una mozione di un simpatico cons...igliere del PDL che riporta:”IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA Il Sindaco e la Giunta a provvedere all’immediata abolizione del “Registro delle unioni civili”, istituito nel nostro Comune a seguito della deliberazione del Consiglio Comunale n.54 dell’11 marzo 2002, in quanto strumento privo di qualunque valore giuridico, interesse ed efficacia sociale, oltre che di dubbio valore costituzionale. Luigi Girlanda – Consigliere Comunale Del Pdl.”
Che la gente di destra ignori cosa significhi gesto simbolico e senso civico era scontato ma che venisse appoggiato dal PD è un ulteriore conferma che le persone gay, lesbiche e trans , non hanno interlocutori politici.
giovedì 19 gennaio 2012
Umbria, le clientele monocolore di Perugia
da il Sole 24 ore, di Mariano Maugeri e Giuseppe Oddo, 17 genaio 2012
Sono oltre sessant'anni che in Umbria è al potere lo stesso partito, una continuità che risale al primo dopoguerra. Il mondo nel frattempo è cambiato; l'Umbria decisamente meno. I discendenti del vecchio Pci, i democratici del Pd, somigliano poco e niente ai loro progenitori, ma ne conservano i retaggi culturali.
Traspare, dal fondo dei loro discorsi, l'ostentazione di quella diversità morta e sepolta con la stagione berlingueriana e la Prima Repubblica. Un'idea trasferita nella gestione di questa piccola Regione, considerata un modello di buona amministrazione; un vezzo simile a quello dell'Emilia-Romagna. In Umbria è un sentimento ancora più radicato per via della collocazione geografica: un'isola, chiusa, tagliata fuori dalle grandi direttrici di traffico e forse proprio per questo ancora più fiera della propria identità e delle proprie tradizioni.
Nella sua superiorità numerica, che si è progressivamente erosa a ogni consultazione, la sinistra è sempre scesa a patti con i suoi avversari. Spiega il rettore della settecentenaria Università di Perugia, il professor Francesco Bistoni, il cui mandato sta per scadere: «Da una parte c'erano i comunisti, che avevano in mano tutte le leve dell'amministrazione; dall'altra i democristiani, cui spettavano l'Università e le banche. Al di là delle lotte di facciata, il sistema di potere era fondato su una diarchia allargata alla chiesa e alla massoneria».
Sono oltre sessant'anni che in Umbria è al potere lo stesso partito, una continuità che risale al primo dopoguerra. Il mondo nel frattempo è cambiato; l'Umbria decisamente meno. I discendenti del vecchio Pci, i democratici del Pd, somigliano poco e niente ai loro progenitori, ma ne conservano i retaggi culturali.
Traspare, dal fondo dei loro discorsi, l'ostentazione di quella diversità morta e sepolta con la stagione berlingueriana e la Prima Repubblica. Un'idea trasferita nella gestione di questa piccola Regione, considerata un modello di buona amministrazione; un vezzo simile a quello dell'Emilia-Romagna. In Umbria è un sentimento ancora più radicato per via della collocazione geografica: un'isola, chiusa, tagliata fuori dalle grandi direttrici di traffico e forse proprio per questo ancora più fiera della propria identità e delle proprie tradizioni.
Nella sua superiorità numerica, che si è progressivamente erosa a ogni consultazione, la sinistra è sempre scesa a patti con i suoi avversari. Spiega il rettore della settecentenaria Università di Perugia, il professor Francesco Bistoni, il cui mandato sta per scadere: «Da una parte c'erano i comunisti, che avevano in mano tutte le leve dell'amministrazione; dall'altra i democristiani, cui spettavano l'Università e le banche. Al di là delle lotte di facciata, il sistema di potere era fondato su una diarchia allargata alla chiesa e alla massoneria».
sabato 7 gennaio 2012
Ricordo di Francesco Tullio
di Francesco Pullia
Ho conosciuto Francesco Tullio intorno alla metà degli anni settanta. Desideravo allargare, da giovane militante radicale qual ero, la cerchia delle mie conoscenze e mettermi in contatto con qualche riferimento perugino. Il suo nome mi era stato segnalato dal partito come quello di un appartenente alla Lega obiettori di coscienza. Francesco era romano ma si era trasferito a Perugia per frequentare la Facoltà di Medicina. Andai a trovarlo, un giorno di fine estate, in un appartamentino in vicolo degli Archi, una labirintica rientranza della centrale via Cavour, a pochi metri dalla piazzetta dedicata a Giordano Bruno. Per arrivarci bisognava passare sotto una piccola volta che immetteva a un intrico di stradine. Francesco mi attendeva con una compagna sul gradino della porta.
martedì 3 gennaio 2012
Carceri - Nel 2011 66 suicidi. In Umbria 2, dove il sovraffollamento è del 165%
Da umbrialeft
03/01/2012 - 12:39
PERUGIA - Ornella Favero per Ristretti Orizzonti, Patrizio Gonnella per Antigone, Luigi Manconi per A Buon Diritto rendono noti i dati sulle morti in carcere nel 2011. In totale, si sono verificarti 66 casi di suicidio, di cui 45 erano cittadini italiani. L'età media dei morti suicidi si aggira sui 38 anni. Il carcere primo in questa triste qclassifica è quello di Torino, seguito da quelli di Genova e Padova. Secondo i tre firmatari della nota, inoltre, "il tasso medio di sovraffollamento nelle carceri è pari a circa il 150% (circa 68.000 detenuti in 45.000 posti). In tutti gli Istituti nei quali si è registrato più di un suicidio nell`anno 2011 il tasso di sovraffollamento risulta essere superiore alla media nazionale. In particolare si segnala il carcere di Castrovillari (Cs), con 2 suicidi su "soli" 285 detenuti presenti e una media del 217% di affollamento.
Di seguito, i dati resi noti oggi.
venerdì 23 dicembre 2011
Il caccia F-35 è uno spreco da abolire, perché non se ne discute seriamente?
Dopo le rivelazioni di enormi problemi tecnici, è necessario un confronto aperto. I dati reali dimostrano una realtà del progetto ben diversa da quella favoleggiata dai vertici della Difesa.
“Non stupisce la difesa d’ufficio da parte del Ministro-Ammiraglio Giampaolo Di Paola della partecipazione italiana al programma F-35, non pensavamo però fosse capace di affermare che non è uno spreco soprattutto dopo le recenti notizie provenienti dal Pentagono”. Questo il commento della Rete Italiana per il Disarmo alle recenti dichiarazioni (anche televisive) del Ministro, alla luce del recente rapporto (dal titolo “F-35 Joint Strike Fighter Concurrency Quick Look Review”) elaborato da alti ufficiali del Dipartimento della Difesa USA che rivela impietosamente la mole di guai del programma. Tra le questioni maggiormente problematiche c’è il nuovo casco avveniristico che non funziona come dovrebbe, oppure il meccanismo di aggancio di coda che ha fallito tutti e otto i test di atterraggio. Secondo alcune discrezioni sembra ci siano state 725 ‘richieste di modifica’ in attesa di essere evase, nel solo mese di ottobre 2011. Come è evidente tutte queste modifiche comportano un ulteriore rallentamento dei tempi e di conseguenza un ulteriore levitare dei costi. Questi problemi poi pongono serie domande sulle reali capacità finali di questo aereo di quinta generazione.
mercoledì 14 dicembre 2011
Attenti a quel libro: appunti di un coltivatore di canapa
Un romanzo per dire la propria sulla liberalizzazione delle droghe leggere da un singolare angolo visuale: una casa nel bosco
Le grandi rivoluzioni nascono nei piccoli luoghi, uno scantinato, una stanza d’albergo o un garage. Lo spiega Daniel Vaillant, già ministro degli Interni francese, primo firmatario per la depenalizzazione delle droghe leggere. Per la stessa trincea, Daneiel Giovagnoni, geologo perugino al suo primo romanzo – “Non nuove gravemente alla salute” – sceglie una casetta nel bosco. Qui, tra lecci antichi, comincia il diario di un coltivatore di canapa e la più moderna delle battaglie giocata con le uniche armi a disposizione: la logica, la passione e Internet. Un click del mouse e un fil fumo diventano alleati per una guerra leggera, la liberalizzazione. E volano per raccontare una storia, la sua.
Daniele Giovagnoni, lo spunto per scrivere il suo primo romanzo è arrivato da un tema di attualità “Non nuove gravemente alla salute” o piuttosto dalla voglia di parlare del suo rifugio in mezzo al bosco?”
“Ho sempre voluto raccontare qualcosa sul mio pezzo di terra, ma avevo solo idee da approfondire,abbozzate. Perciò era una linea narrativa che stava lì, ferma. Poi, un giorno, mi capitano in mano dei semi di canapa. E penso di piantarli quindi a un diario sulla piantagione e arriva così anche il secondo filone”.
sabato 10 dicembre 2011
Carceri umbre: sovraffollamento drammatico. Un'inchiesta della Uil penitenziari
martedì 6 dicembre 2011
Esercito e chiesa non pagano la crisi
sabato 3 dicembre 2011
Spionaggio di Stato: i Radicali e la polizia
da (www.excursus.org, anno III, n. 29, dicembre 2011)
In un saggio Stampa Alternativa i fascicoli emanati da prefetture e questure nel periodo 1953-1986: una lettura dettagliata e precisa.
di Domenico Letizia
<<La galassia radicale, sin da prima degli anni della contestazione, si è sempre battuta per quelli che in Italia furono definiti diritti civili, un partito e contemporaneamente anche un movimento sempre presente tra le file della sinistra parlamentare ed extraparlamentare, con l’unica eccezione di sostare culturalmente sulla soglia con un piede in casa liberale, con l’altro in casa socialista e con uno sguardo interessato al mondo libertario.
"Aspettando materiali segreti" - Intervista di Lanfranco Palazzolo ad Andrea Maori, La Voce Repubblicana
<<Andrea Maori, archivista, ha svolto uno studio minuzioso sui rapporti delle prefetture che riguardavano anche i radicali.
Tutti i partiti della Prima Repubblica sono stati controllati minuziosamente dal Ministero dell’Interno. Lo ha detto alla “Voce” Andrea Maori, autore di “Attenta vigilanza. I Radicali nelle carte di Polizia (1953-1986)” (Stampa Alternativa).In questo libro, l’archivista ha svolto un minuzioso studio sui rapporti delle prefetture e delle questure sulle iniziative politiche dei radicali.
Andrea Maori, come è nata l’idea di questo libro sulla storia “spiata” del Partito radicale? “Questo libro nasce da una ricerca minuziosa negli archivi della polizia dal fascismo in poi. Mentre svolgevo questa ricerca mi sono imbattuto in serie archivistiche particolari come quella del Dipartimento della sicurezza e quella relativa al gabinetto del ministero dell’Interno. Per cui, ho trovato molto materiale sul Partito radicale tra il 1953 e il 1986, con relazioni particolarmente minute di questo ministero relative al Partito radicale, ai suoi congressi e alle iniziative locali. Visto che quel materiale aveva una sua continuità, ho assemblato questi documenti in un saggio. La caratteristica di questo materiale è che si parte dalla relazione dei congressi e delle iniziative politiche per arrivare alle conclusioni su quello che potrebbe accadere dal punto di vista dell’ordine pubblico e per evitare che vengano commessi alcuni reati”.
domenica 27 novembre 2011
Spese militari in aumento: altro che tagli!
La commissione Difesa della Camera ha approvato il 23 novembre scorso, all'unanimità, cinque programmi d'acquisto di armamenti da destinare alle forze di terra. Si va dai blindti con cannone da 120 mm aiu ceicoli tattici leggeri "lince"; dai veicoli tattici medi multiruolo , ai sistemi acustici per la localizzazzione delle sorgenti di fuoco. Affari d'oro per le industrie di morte, complice una maggioranza ampia. In un periodo di tagli, la politica militare è sempre in auge.
sabato 26 novembre 2011
Strutture Caritas - Radicali: "Subito Commissione di Inchiesta Vaticana"
da umbrialeft
di Armando Allegretti
PERUGIA - “Insistiamo col dire che a essere vero oggetto di indagine non è il solo sacerdote accusato di presunti abusi sessuali a cui, in questi ultimi giorni, sono seguite ben cinque denunce già depositate in Procura, ma anche e soprattutto i due Vescovi della Curia di Perugia, Mons. Chiaretti prima e Mons. Bassetti ora che, nonostante fossero a conoscenza della drammatica realtà, non hanno agito così come lo stesso Benedetto XVI° prevede, e cioè tramite l'accertamento di fatti secondo quella che è la giurisdizione italiana”. A dichiararlo ad Umbrialeft sono Mario Staderini, Segretario Nazionale Radicali Italiani e Liliana Chiaramello, Segretaria Radicali Perugia.
venerdì 25 novembre 2011
Accessibilità degli archivi del Ministero dell'Interno: interrogazioni parlamentari al Senato e alla Camera e un'intervista a Maori su Attenta vigilanza
Ancora un'intervista su "Attenta vigilanza": questa volta con Lanfranco Palazzolo a Radio Radicale, abbiamo sviscerato gli aspetti legati alla mancanza di disponibilità degli archivi della pubblica sicurezza e dei servizi segreti declassificati e sulle modalità del controllo poliziesco, così come escono dal libro. Cliccando qui, si può ascoltare l'intervista. La questione della disponibilità degli archivi del Ministero dell'Interno da parte degli studiosi, è stata sollevata con un'interrogazione parlamentare - prima firmataria la senatrice Donatella Poretti e dal deputato Maurizio Turco. Il testo dell'interrogazione nella versione depositata al Senato è disponibile cliccando qui.
martedì 22 novembre 2011
Aborto farmacologico in Umbria: intervista alla presidente della Regione Catiuscia Marini e alla ginecologa Marina Toschi
lunedì 21 novembre 2011
I Ragazzi della comunità arrivano davanti alla Commissione d'inchiesta della Curia di Perugia
di Armando Allegretti
PERUGIA - Dalle 15,30 di oggi pomeriggio, all'interno del Vescovado in PIazza IV Novembre, i tre giovani ex ospiti di Case Famiglia gestite dalla Caritas, che nelle ultime settimane avevano denunciato un sacerdote per molestie fisiche, sessuali e psicologiche, starebbero dando la loro versione dei fatti alla Commissione d'Inchiesta della Curia di Perugia e Città della Pieve, istituita proprio per far luce sui fatti dopo che la prima denuncia risale al 2008.
Le Iene a Perugia davanti al vescovado per presunti abusi sessuali
da perugiatoday.it
Davanti al Vescovado l'inviato Goria, insieme ai tre presunti molestati, hanno chiesto di interloquire con il Vescovo. Incontro in corso, ma con gli avvocati
Blitz delle Iene, con l'inviato Giulio Goria, lunedì pomeriggio davanti al Vescovado di Perugia. Motivo: ascoltare il parere del Vescovo sui fatti delle violenze sessuali e psicologiche che tre ragazzi, con precedenti penali o stato di disagio, avrebbero subito negli anni passati da un sacerdote in alcune case famiglia del perugino gestite dalla Caritas. Molestie che sono state ribadite in ben 5 denunce dal 2008 ad oggi. Insieme alle Iene erano presenti anche i tre giovani in compagnia del loro legale, avvocato Frattini. La Curia ha accolto i tre denuncianti per un colloquio al quale partecipano anche gli avvocati della Curia.
sabato 19 novembre 2011
"Prete accusato di abusi, la Curia: 'Fiducia nei pm'"
[caption id="attachment_1910" align="alignleft" width="150" caption="Palazzo arcivescovile di Perugia, sede della Curia"]
[/caption]
Resi noti i nomi della Commissione d'inchiesta dalla diocesi. Altre denunce potrebbero essere depositate nei prossimi giorni.
Da il Giornale dell'Umbria, Perugia, 19 novembre 2011.
PERUGIA - Conferma "piena fiducia negli organi inquirenti" la Curia arcivescovile di Perugia dopo aver appreso "dagli organi di stampa in data 17 e 18 novembre 2011 che sarebbero stati depositati presso la competente Procura della Repubblica alcuni espositi da parte di ex ospiti delle Case di accoglienza Caritas circa presunti abusi commessi da un sacerdote". La Curia arcivescovile di Perugia "nel confermare piena fiducia negli organi inquirenti, rende noto che la Commissione di indagine appositamente istituita è composta da monsignor Pierluigi Rosa, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico diocesano, nella qualità di istrutture; avvocato Enrico Solihnas, giudice presso il Tribunale ecclesiastico umbro, nella qualità di notaio: suor Elena Ascoli, religiosa, nella qualità di notaio aggiunto. (...)
Resi noti i nomi della Commissione d'inchiesta dalla diocesi. Altre denunce potrebbero essere depositate nei prossimi giorni.
Da il Giornale dell'Umbria, Perugia, 19 novembre 2011.
PERUGIA - Conferma "piena fiducia negli organi inquirenti" la Curia arcivescovile di Perugia dopo aver appreso "dagli organi di stampa in data 17 e 18 novembre 2011 che sarebbero stati depositati presso la competente Procura della Repubblica alcuni espositi da parte di ex ospiti delle Case di accoglienza Caritas circa presunti abusi commessi da un sacerdote". La Curia arcivescovile di Perugia "nel confermare piena fiducia negli organi inquirenti, rende noto che la Commissione di indagine appositamente istituita è composta da monsignor Pierluigi Rosa, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico diocesano, nella qualità di istrutture; avvocato Enrico Solihnas, giudice presso il Tribunale ecclesiastico umbro, nella qualità di notaio: suor Elena Ascoli, religiosa, nella qualità di notaio aggiunto. (...)
Breve rassegna sulla vicenda dei presunti abusi sessuali in comunità a Perugia
Da libero-new.it Perugia, 16 nov. (Adnkronos) - Una denuncia querela e' stata depositata stamane alla procura della Repubblica di Perugia da uno dei ragazzi camerunensi che ha sostenuto in un servizio della trasmissione televisiva Le Iene di aver subito molestie sessuali da un sacerdote perugino. A presentare la denuncia gli avvocati Alessandro e Fratini e Federico Mazzi che in una nota stampa affermano di aver depositato l'atto "al fine di esperire l'azione penale sui fatti e circostanze narrate nel servizio televisivo". Nessun altro particolare e' stato fornito sul contenuto dello stesso. A parlare di presunti abusi sessuali in una comunita' erano stai alcuni ragazzi, due camerunensi e due italiani in piu' puntate della trasmissione televisiva di Italia Uno. La Curia arcivescovile di Perugia ha aperto una commissione il 24 ottobre scorso, ma ha reso noto di non aver raccolto alcun elemento concreto oltre a voci di scarsa consistenza. Fino ad ora nessuna inchiesta era stata avviata invece dalla magistratura.
Da campanianotizie.com
Una denuncia querela e' stata depositata stamane alla procura della Repubblica di Perugia da uno dei ragazzi camerunensi che ha sostenuto in un servizio della trasmissione televisiva Le Iene di aver subito molestie sessuali da un sacerdote perugino.A presentare la denuncia gli avvocati Alessandro e Fratini e Federico Mazzi che in una nota stampa affermano di aver depositato l'atto "al fine di esperire l'azione penale sui fatti e circostanze narrate nel servizio televisivo". Nessun altro particolare e' stato fornito sul contenuto dello stesso. A parlare di presunti abusi sessuali in una comunita' erano stai alcuni ragazzi, due camerunensi e due italiani in piu' puntate della trasmissione televisiva di Italia Uno. La Curia arcivescovile di Perugia ha aperto una commissione il 24 ottobre scorso, ma ha reso noto di non aver raccolto alcun elemento concreto oltre a voci di scarsa consistenza. Fino ad ora nessuna inchiesta era stata avviata invece dalla magistratura.
giovedì 17 novembre 2011
Esclusivo - Violenze e abusi, sette storie escono dalla stessa casa accoglienza
Da umbrialeft.it
di Armando Allegretti
PERUGIA - Violenze, soprusi, vessazioni e minacce, questo è quanto riferito ad Umbrialeft e quanto è stato depositato presso i legali che al momento si occupano del caso. In effetti - riferiscono - è notizia di poco fa che è stata depositata dagli avvocati la prima denuncia di un ragazzo protagonista della storia. La comunità degli orrori, così come definita in seguito al servizio andato in onda su Le Iene, torna a far parlare di se e torna a lasciare sospesi degli interrogativi. Molti interrogativi.
di Armando Allegretti
PERUGIA - Violenze, soprusi, vessazioni e minacce, questo è quanto riferito ad Umbrialeft e quanto è stato depositato presso i legali che al momento si occupano del caso. In effetti - riferiscono - è notizia di poco fa che è stata depositata dagli avvocati la prima denuncia di un ragazzo protagonista della storia. La comunità degli orrori, così come definita in seguito al servizio andato in onda su Le Iene, torna a far parlare di se e torna a lasciare sospesi degli interrogativi. Molti interrogativi.
Iscriviti a:
Post (Atom)