| Tavolo radicale a Pian di Massiano |
lunedì 30 luglio 2012
Informazione e raccolta firme oggi a Perugia, presso il percorso verde di Pian di Massiano
sabato 28 luglio 2012
Maori (Radicali) risponde al consigliere comunale proibizionista del Pdl Varasano: se fossero attuate le sue posizioni, a Perugia ci sarebbe più narcomafia e disperazione. Nei prossimi giorni depositeremo le petizioni “per una città più tollerante, civile e bella.”
di Andrea
Maori, segretario di radicali perugia – Giovanni
Nuvoli
Prendiamo
atto dell’irresponsabile posizione del consigliere comunale del Pdl Leonardo
Varasano che, in nome dei risparmi e della “lotta alla droga” propone, con
ineffabile stile proibizionista, di tagliare le spese per i sistemi di
prevenzione nell’ambito dei progetti di riduzione del danno di bassa soglia cofinanziati
dal comune di Perugia.
Il
consigliere Varasano forse non sa che quell’unità di strada insieme al Sert
costituiscono i sistemi più efficaci di assistenza immediata ai
tossicodipendenti presenti a Perugia e che, con enorme difficoltà, consentono
di evitare situazioni drammatiche. Il consigliere Varasano, facendosi forse
interprete delle insicurezze in cui vivono i cittadini di Perugia da anni a
seguito delle politiche proibizioniste in cui è stata gettata l’Italia con l’ingrassamento
dei profitti delle narcomafie, propone soluzioni di tipo criminogeno che,
paradossalmente, vanno ad alimentare quel mercato clandestino che lui stesso
vorrebbe sconfiggere a partire dal livello terminale dei tossicodipendenti,
ultima catena di un sistema fatto di clandestinità e, spesso, disperazione.
Nei
prossimi giorni depositeremo una petizione con centinaia di firme autenticate e
certificate di perugini che chiede di moltiplicare le iniziative di riduzione
del danno già avviate dal comune di Perugia attraverso il potenziamento delle
strutture di intervento c.d. di bassa soglia e sviluppo degli attuali progetti
contro la tratta e il traffico di esseri umani in un’ottica di assistenza e di
contatto al fine di prevenzione di situazione definite “ a rischio”.
venerdì 27 luglio 2012
Umbria Mobilità: problemi di liquidità noti da più di un anno. Cosa hanno fatto nel frattempo gli amministratori e i soci per risolverli?
di Michele Guaitini ed Andrea Maori, tesoriere e segretario di Radicaliperugia - Giovanni Nuvoli
E’ notizia di questi giorni
che Umbria Mobilità non ha la liquidità necessaria per pagare le
quattordicesime ai propri dipendenti.
La
politica tuona contro la Regione Lazio e il Comune di Roma che a loro dire sono
inadempienti nel pagamento dei loro debiti nei confronti dell’azienda di
trasporto umbra per un totale di 49 milioni di euro.
Peccato
che questi stessi politici non abbiano utilizzato le stesse parole di sdegno
nei confronti degli enti da loro amministrati che pagano i loro fornitori, per
lo più piccole e medie imprese, con ritardi di mesi e in qualche caso
addirittura di anni, costringendoli a dei veri e propri salti mortali per
“tirare avanti”.
Con la speranza che si trovi
al più presto una soluzione per far avere ai lavoratori le loro giuste
spettanze, chi ha responsabilità politiche pensi piuttosto a chiedere conto
senza indugio a amministratori e sindaci (i
cui compensi complessivi ammontano a circa 1 milione di euro annui), e agli
stessi soci, perché si debba correre frettolosamente ai ripari nelle afose
giornate di fine luglio quando la
situazione era a loro ben nota da più di un anno.
Già il bilancio del 2010
infatti riportava un margine di tesoreria (differenza tra liquidità differite e
immediate e passività correnti) negativo per circa 58 milioni di euro mentre
l’Amministratore unico nella sua relazione sulla gestione redatta il 26 magio
2011 scriveva testualmente “sebbene le dinamiche di tesoreria siano
costantemente monitorate […] l’incertezza
circa i tempi di incasso delle prestazioni rende sensibile il rischio di
liquidità e di variabilità dei flussi finanziari”.
E’ passato più di un anno ma a
parte l’aumento dei prezzi dei biglietti e il taglio di alcune corse, quali
interventi sono stati adottati per prevenire i problemi di oggi?
giovedì 26 luglio 2012
Garante dei detenuti:il comitato promotorie consegna una petizione con 500 firme. Presidente e vicepresidente del cosiglio regionale assicurano attenzione e annunciano visita nelle carceri
Registrazione di Radio Radicale dell'incontro con l'ufficio di presidenza
Il presidente del Consiglio regionale Eros Brega e il vicepresidente Damiano Stufara hanno incontrato questa mattina a Palazzo Cesaroni i rappresentanti del comitato promotore della petizione che chiede all'Assemblea di procedere con la nomina del garante dei detenuti. Andrea Maori (Radicali), Walter Cardinali (Associazione Libera) e Simona Materia (associazione Antigone) hanno messo in evidenza le criticità dell'universo carcerario umbro e auspicato una rapida designazione della figura di garanzia. Il presidente Brega ha annunciato che nella riunione dell'Ufficio di presidenza del 30 luglio proporrà di mettere in calendario, per il mese di agosto, una serie di visite dell'Up e dei capigruppo regionali, nelle carceri dell'Umbria, “per sensibilizzare i consiglieri regionali al problema e poter procedere con al nomina del Garante alla ripresa dei lavori consiliari”.
(Acs) Perugia, 26 luglio 2012 – “Saremo attenti a quanto previsto dalla legge e perseguiremo, come sempre, alti livelli di trasparenza. Auspico che non sia necessario modificare la legge dato che sui garanti una
scelta a maggioranza rappresenterebbe una sconfitta delle istituzioni. Nel corso dell'Ufficio di presidenza previsto per il 30 luglio proporrò ai componenti e ai capigruppo di calendarizzare una serie di visite nelle
carceri umbre per il mese di agosto, per sensibilizzare ulteriormente i consiglieri regionali al problema e poter procedere con la nomina del garante alla ripresa dei lavori consiliari”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, al termine dell'incontro con i rappresentanti del comitato promotore che hanno consegnato, questa mattina a Palazzo Cesaroni, le 500 firme della petizione che chiede al Consiglio regionale di procedere con la designazione del Garante dei detenuti, figura prevista dalla legge regionale 13 del 2006. La delegazione, formata da Andrea Maori (Radicali), Walter Cardinali (Associazione Libera) e Simona Materia (associazione Antigone), ha incontrato il presidente Eros Brega e il vicepresidente Damiano Stufara - in rappresentanza dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea – depositando le sottoscrizioni raccolte in calce all'appello che chiede di applicare la norma regionale, di “inserire al più presto all'ordine del giorno
dei lavori del Consiglio la nomina del garante, ad oltranza, fino al raggiungimento della nomina e che vengano diffusi online nel portale della Regione Umbria i curricula dei candidati alla nomina di garante, in
base al diritto dei cittadini di conoscere le competenze professionali di chi è candidato ad assumere questo importante incarico pubblico”. Maori, Cardinali e Materia, in rappresentanza del comitato di cui fanno
parte anche il Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza e il Forum dei detenuti, hanno spiegato che tra le 500 firme ci sono anche quelle di 240 detenuti del carcere di Spoleto: “La legge è stata
approvata ormai 6 anni fa e prevede una importante figura di mediazione tra società civile e universo carcerario. È necessario procedere con l'elezione, applicando criteri di trasparenza, mantenendo l'autonomia da politica e sistema giudiziario e oltrepassando il problema relativo al quorum dei due terzi previsto dalla normativa. Ci sono problematiche che richiedono urgentemente la presenza di una figura terza, qualificata ma
autonoma che conosca il sistema carcerario. Il comitato promotore della petizione è a disposizione della Regione per collaborare ad individuare la figura più idonea a ricoprire questo incarico”.
Il presidente Brega ha spiegato di aver già messo, nelle settimane passate, la questione della nomina del garante all'ordine del giorno del Consiglio, ma che il mancato accordo tra i gruppi politici non ha consentito di procedere. A questo proposito il vicepresidente Stufara ha rimarcato l'importanza dell'incontro con il comitato ed ha sottolineato il “continuo deterioramento del livello della qualità della vita nelle carceri” e la mancanza di “una figura di mediazione tra la popolazione carceraria e la struttura penitenziaria. Accogliamo l'invito ad adottare procedure trasparenti ed aperte alla società civile, ma fino ad ora la nomina è stata impedita dal diritto di veto che la minoranza esercita in ragione del quorum dei due terzi. Se l'accordo tra tutti gruppi dell'Assemblea dovesse risultare impossibile da raggiungere siamo pronti, come gruppo, a presentare una proposta di legge per modificare il quorum necessario alla designazione del garante dei detenuti”. MP/
http://www.flickr.com/photos/acsonline/7649214972/
Il presidente del Consiglio regionale Eros Brega e il vicepresidente Damiano Stufara hanno incontrato questa mattina a Palazzo Cesaroni i rappresentanti del comitato promotore della petizione che chiede all'Assemblea di procedere con la nomina del garante dei detenuti. Andrea Maori (Radicali), Walter Cardinali (Associazione Libera) e Simona Materia (associazione Antigone) hanno messo in evidenza le criticità dell'universo carcerario umbro e auspicato una rapida designazione della figura di garanzia. Il presidente Brega ha annunciato che nella riunione dell'Ufficio di presidenza del 30 luglio proporrà di mettere in calendario, per il mese di agosto, una serie di visite dell'Up e dei capigruppo regionali, nelle carceri dell'Umbria, “per sensibilizzare i consiglieri regionali al problema e poter procedere con al nomina del Garante alla ripresa dei lavori consiliari”.
(Acs) Perugia, 26 luglio 2012 – “Saremo attenti a quanto previsto dalla legge e perseguiremo, come sempre, alti livelli di trasparenza. Auspico che non sia necessario modificare la legge dato che sui garanti una
scelta a maggioranza rappresenterebbe una sconfitta delle istituzioni. Nel corso dell'Ufficio di presidenza previsto per il 30 luglio proporrò ai componenti e ai capigruppo di calendarizzare una serie di visite nelle
carceri umbre per il mese di agosto, per sensibilizzare ulteriormente i consiglieri regionali al problema e poter procedere con la nomina del garante alla ripresa dei lavori consiliari”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, al termine dell'incontro con i rappresentanti del comitato promotore che hanno consegnato, questa mattina a Palazzo Cesaroni, le 500 firme della petizione che chiede al Consiglio regionale di procedere con la designazione del Garante dei detenuti, figura prevista dalla legge regionale 13 del 2006. La delegazione, formata da Andrea Maori (Radicali), Walter Cardinali (Associazione Libera) e Simona Materia (associazione Antigone), ha incontrato il presidente Eros Brega e il vicepresidente Damiano Stufara - in rappresentanza dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea – depositando le sottoscrizioni raccolte in calce all'appello che chiede di applicare la norma regionale, di “inserire al più presto all'ordine del giorno
dei lavori del Consiglio la nomina del garante, ad oltranza, fino al raggiungimento della nomina e che vengano diffusi online nel portale della Regione Umbria i curricula dei candidati alla nomina di garante, in
base al diritto dei cittadini di conoscere le competenze professionali di chi è candidato ad assumere questo importante incarico pubblico”. Maori, Cardinali e Materia, in rappresentanza del comitato di cui fanno
parte anche il Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza e il Forum dei detenuti, hanno spiegato che tra le 500 firme ci sono anche quelle di 240 detenuti del carcere di Spoleto: “La legge è stata
approvata ormai 6 anni fa e prevede una importante figura di mediazione tra società civile e universo carcerario. È necessario procedere con l'elezione, applicando criteri di trasparenza, mantenendo l'autonomia da politica e sistema giudiziario e oltrepassando il problema relativo al quorum dei due terzi previsto dalla normativa. Ci sono problematiche che richiedono urgentemente la presenza di una figura terza, qualificata ma
autonoma che conosca il sistema carcerario. Il comitato promotore della petizione è a disposizione della Regione per collaborare ad individuare la figura più idonea a ricoprire questo incarico”.
Il presidente Brega ha spiegato di aver già messo, nelle settimane passate, la questione della nomina del garante all'ordine del giorno del Consiglio, ma che il mancato accordo tra i gruppi politici non ha consentito di procedere. A questo proposito il vicepresidente Stufara ha rimarcato l'importanza dell'incontro con il comitato ed ha sottolineato il “continuo deterioramento del livello della qualità della vita nelle carceri” e la mancanza di “una figura di mediazione tra la popolazione carceraria e la struttura penitenziaria. Accogliamo l'invito ad adottare procedure trasparenti ed aperte alla società civile, ma fino ad ora la nomina è stata impedita dal diritto di veto che la minoranza esercita in ragione del quorum dei due terzi. Se l'accordo tra tutti gruppi dell'Assemblea dovesse risultare impossibile da raggiungere siamo pronti, come gruppo, a presentare una proposta di legge per modificare il quorum necessario alla designazione del garante dei detenuti”. MP/
http://www.flickr.com/photos/acsonline/7649214972/
Garante dei detenuti: consegnate 500 firme di cittadini al presidente del consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega
Si è svolto oggi un incontro del comitato promotore per la nomina del
Garante regionale dei detenuti composto da Andrea
Maori, segretario di radicaliperugia – Giovanni Nuvoli, Walter Cardinali presidente di Libera –
Umbria e Simona Materia, di Antigone
con l’ufficio di presidenza del consiglio regionale dell’Umbria composto dal
presidente Eros Brega e dal
consigliere Damiano Stufara. Il comitato
ha consegnato 500 firme di cittadini, quasi la metà delle quali detenuti nelle
carceri umbre di una petizione con la quale si chiede l’immediata
approvazione della nomina del garante, attraverso la convocazione ad oltranza
del consiglio regionale. Tale nomina,
secondo i promotori, deve vedere la Regione
impegnata a diffondere online i dati dei candidati in modo da favorire la
conoscenza da parte dei cittadini di coloro che si candidano ad assumere un
incarico di garanzia che deve essere indipendente dal potere politico e dalla
magistratura. Il presidente Brega si è
impegnato a far conoscere il testo della petizione a tutti i gruppi consiliari
e a far inserire, a partire da settembre, all’ordine del giorno del consiglio
la nomina del garante.
Ricordiamo che la nomina del garante dei detenuti è prevista da una
legge approvata nel 2006 e mai applicata. La presenza del garante, contribuendo
alla tutela dei diritti, può essere veicolo di una cultura basata sulla
legalità, condizione necessaria alla sicurezza in quanto consente di limitare i
danni sulla salute fisica, psicologica e sociale, che la violazione dei diritti
e la detenzione stessa producono sulla persona detenuta.
mercoledì 25 luglio 2012
Economia. Caso Perugina Nestlè, Chiaramello-Massari (Radicali): una soluzione non ottimale, ma concreta, al problema dello scontro tra le generazioni per il posto di lavoro.
Assunzione
di un figlio in cambio di una riduzione dell’orario di lavoro. E’ questa la
proposta della multinazionale per aumentare il numero di posti di lavoro.
La
stampa ha riportato dichiarazioni di alcuni lavori di questo tenore: “A me questa
proposta piace. Mio figlio ha 29 anni e non trova nulla da fare. Un call center
prima, la consegna di lettere per una posta privata, tutto il giorno in giro a
sue spese per portare a casa venti euro quando va bene Con la proposta della
Nestlé, io avrei meno soldi ma anche meno ore di lavoro, e lui avrebbe
finalmente uno stipendio, sia pure basso, e anche i contributi".
Non è certo una soluzione ottimale,
ma le imprese iniziano a rendersi conto che c’è bisogno di trovare una
soluzione per i tanti giovani disoccupati il cui tasso di
disoccupazione ha toccato un record storico salendo al 36,2%.
Sono anni che Radicali Italiani
avvertono del pericolo legato alla legislazione vigente, che avrebbe messo i
padri contro i figli.
La proposta non è ottimale, ma in
tempi di crisi è una proposta concreta fatta tra soggetti privati in autonomia
e responsabilità, trovando un punto d’incontro tra esigenze concrete dei
lavoratori e imprese, che almeno tenta un approccio positivo e non conflittuale
al problema. Infatti i sindacati sono contrari alla proposta.
Certo, in questo caso sarebbero i padri a pagare per i
figli, ma lo tsunami economico
finanziario ci fa ritenere che sia sempre valido il motto in base al quale: “in primo luogo bisogna vivere poi fare filosofia”.Liliana Chiaramello, Presidente Radicali Perugia
Alessandro Massari, Direzione Nazionale di Radica
lunedì 23 luglio 2012
Basta con la violenza di certe sagre, di Francesco Pullia
Le chiamano sagre o feste anche se di festoso o gioioso non hanno
proprio nulla, anzi testimoniano quanto ci sia ancora da fare per sradicare
la mentalità retriva secondo cui i momenti di socializzazione dovrebbero
abbinarsi all'uccisione e al consumo di altre specie animali. Le varie
sagre della lepre, del cinghiale, della porchetta, del castrato, della
lumaca (non si risparmia proprio nessuno) che, ahinoi, pullulano in
periodo estivo, lungi dall'essere manifestazioni di aperta convivialità,
sono drammatica espressione di ritardo culturale e risultano decisamente
offensive in una regione, come l'Umbria, che ha dato i natali a Francesco
d'Assisi e ad Aldo Capitini, nonviolento e fondatore, con Edmondo Marcucci,
della Società vegetariana italiana. Nessuno pretende di imporre proprie
scelte di vita. Si vuole, invece, suscitare una seria, profonda riflessione
sul rapporto tra uomo e altri animali, alla luce di una responsabilità,
oggi più che mai urgente, fondata sull'etica della compassione, della
compresenza, dell'inter(in)dipendenza.
Francesco Pullia
Francesco Pullia
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