giovedì 1 settembre 2016

Vittime di Stato, licenza di uccidere


Riccardo Magherini. Foto dalla rete
Intervento di Eleonora Favaroni

Riccardo Magherini il 40 enne di Firenze ucciso dagli agenti delle forze dell’ordine il 3 marzo 2014 si aggiunge alla lunga lista di coloro , vittime di stato ,( recente la riapertura del caso di Stefano Cucchi) che ancora oggi non hanno né avranno un’equa giustizia e degna memoria.

Concessa la sospensione di pena  per parte degli agenti condannati a 8 mesi di reclusione. Gli altri sono stati tutti assolti. Ennesima  strage di vergognosa indecenza.
Magherini è morto dopo essere stato ammanettato e spinto a terra con forza , dove rimane per tempo. Viene picchiato, secondo i testimoni,, viene pestato e non ascoltato. Passano 12 minuti o forse più da quando smette di urlare.

sabato 13 agosto 2016

Il Doping dello sport ed il “non doping” della morale - di Federica Frasconi

Il Doping dello sport ed il “non doping” della morale


In questi giorni di Olimpiadi a Rio, abbiamo assistito alla squalifica di Alex Schwazer per doping: una squalifica di 8 anni che in tempi reali equivale, nella maggior parte dei casi, alla fine della sua carriera. Il caso di Schwazer è un caso diverso da molti altri ma in sé ha una denuncia della realtà molto più spinosa. Ora, con questo non si vuole dire che nello sport debba esserci il doping per gareggiare tra chi se lo somministra meglio, semmai si vuole aprire uno squarcio di realtà in quel mondo idealizzato e motore di ideologie e squadre di tifo tra i presidenti degli stati in gara.

Ogni sport ha in sé livelli di difficoltà elevati e diversi, essendo gli atleti tutti a livello agonistico: le questioni sono molto delicate; o si cambiano le regole e la mole di sforzo o si accetta l’evidenza. Non credo che quelle atlete o quegli atleti siano in se super eroi ma credo invece che siano giovani talenti indiscutibili che nella loro resistenza seppur elevata non riescono a sopportare un carico cosi pesante.
Il mondo del ciclismo, a mio avviso, è il più complicato in quanto gli atleti percorrono chilometri e chilometri in salita sotto ogni condizione climatica per molti giorni e molte ore di seguito; come si può anche solo credere che la maggior parte gareggi pulita in simili circostanze?

Un conto è non volere vedere la realtà un conto è vederla e metterla al silenzio di poteri molto più influenti dei semplici circoli sportivi. Se il doping è uno specifico trattamento medico per alleviare la fatica, il così detto “non doping” è allo stesso modo uno strumento medico per alleviare fatica e dolore.
Le case farmaceutiche sono un punto focale in questa vicenda e con loro tutto il clima di negazione ed esaltazione di realtà impossibili da raggiungere in condizioni di normale attività fisica. 

Mi torna in mente il mito di Bartali e Coppi e il famoso gesto della borraccia.
Al tempo nessuno comprese, o volle comprendere, il simbolismo nascosto in quel gesto: più che due atleti che si scambiavano la borraccia c’erano due poteri che si scambiavano favori, quello della democrazia cristiana e del partito comunista. Oggi chi ci assicura che in quella borraccia come in tante altre borracce, nella storia sportiva, non ci sia stata, oltre il controllo del potere, qualche sostanza di aiuto?

Alex Schwazer mi fa pesare a Marco Pantani ed a quanto lui stesso fosse stato distrutto dal potere, sia dal potere dello spettacolo che da quello della politica del tempo. Due atleti che hanno scontato sulle loro spalle le presunte colpe di altri intoccabili (seppur atleti): altri che continuano a non essere in regola con la morale sportiva e che gareggiano lo stesso, magari con un trattamento diverso rispetto a quello del riconosciuto e combattuto doping.
Un aiuto farmaceutico deve essere garantito a certi livelli per tutti gli atleti o altrimenti prendete in considerazione la realtà e non i miti; molti atleti muoiono giovani proprio perché esagerano nel raggiungimento di quell’ideale eroico e imponente che tanto mettete in scena e si sono massacrati magari dosando da soli quantità aberranti di medicinali ammessi e taciuti alle gare.

Lo sport è una gara prima di tutto con se stessi: rendetela tale e non un calvario di onori.
Vorrei parlare anche di Simone Biles atleta di talento indiscussa. Il suo corpo marmoreo, la sua capacità di spettacolo ha in sé un veicolo fondamentale quale è il talento. Un corpo femminile o per meglio dire… una donna è donna anche se ama avere e curare un corpo scultoreo anzi, nella sua arte, l’atleta ha in se una dolcezza decisa felice e libera come anche le altre atlete hanno a modo loro. Paragonare il suo fisco a quello delle cinesi o coreane leggiadro dolce e bello, od a quello delle russe o alle altre stesse atlete statunitensi mi sembra un modo poco serio di intendere la gara sportiva e tantomeno l’analisi della competizione. Sicuramente tra loro le atlete hanno un fisico diverso e non è un caso che in sport come la vela, atlete più leggere riescano ad arrivare nei primi posti: questo non è detto perché il punto focale è il talento prima della struttura fisica. Se le atlete cinesi o russe avessero avuto lo stesso talento di Simone Biles sarebbero arrivate prime. Un corpo di donna atletico ed in certi tratti rasente alla potenza del fisico maschile, non ha niente di così dispregiativo, anzi è un fisico che parla di uno spirito libero che probabilmente ama quel suo essere atleta cosi come si mostra; non definirei Simone Biles un baraccone, anzi definirei Simone Biles come una donna che nel suo modo ha dato libertà sessuale all’espressione artistica ed inoltre i baracconi come il circo non sono mondi degradati…

Se iniziassimo tutti a rispettare l’arte in base al fatto che è arte e non al luogo di reggenza che la ospita, forze tanti capogiri non ci sarebbero; ma così non è per questo siamo esistiti anche noi omosessuali con il nome di capovolti un tempo, ed oggi ancora,  a fatica, ognuno di noi, atleta quotidiano, cerca con la dolcezza e la giusta dose di amarezza di continuare la battaglia per la piena uguaglianza e per la cultura del vero e del reale che in se hanno anche l’arte: l’arte che non è maschera del potere o dei miti che il potere vorrebbe imporre.

L’uguaglianza parte anche da qui e non è un caso che atlete come Simone Biles siano attaccate solo perché talentuose ed anche di buona presenza scenica; i binomi, bellezza e intelligenza, omosessualità e purezza non sono poi così impossibili e se non vogliamo vederli ne accettarli, dovremmo chiederci il perché:
da cosa fuggiamo, perché due qualità non possono e non devono coesistere ancor meno se riconosciute a livello mondiale in un evento sportivo quale le olimpiadi ove lo sport è lo strumento sociale ed educativo del rapporto con se ed i propri limiti?
Forse perché lo sport fino ad oggi era, si, rappresentato come una sfida con se stessi ma non lo è mai stato nella realtà interna e mostrata. Forse dovremmo non avere paura di vedere la bellezza talentuosa o la donna apparentemente mascolina essere femminile e talentuosa o forse dovremmo avere paura: forse si dovremmo avere paura della realtà, se però la paura è un modo per arrivare all’accettazione della realtà e non sia l’ennesima fucina di stereotipi rinforzati e di reggenza elogiati.

Federica Frasconi


A tutti gli atleti quotidiani di ogni ambito

martedì 26 luglio 2016

Trasparenza e legalizzazione cannabis. Scatto finale per la raccolta-firme domani, mercoledì 27 luglio con un tavolo «no stop».

Continua la raccolta firme « per il diritto alla conoscenza e per una maggiore trasparenza dei lavori del consiglio comunale di Perugia» e per la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis.
Radicaliperugia.org domani, mercoledì 27 luglio, dalle 17,30 alle 22,30 terrà un tavolo «no-stop» informativo e di raccolta firme in Corso Vannucci.
Si tratta ─ ricordano Guaitini e Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia ─ dell’ultimo atto prima del deposito dei moduli a Palazzo dei Priori e al comitato «Legalizziamo» prima della consegna in Parlamento.
Con la proposta di legge sulla legalizzazione chiediamo che il tema venga discusso sulla base dei dati ufficiali e delle evidenze scientifiche. Con le esperienze positive in atto in diversi Paesi e le analisi di politici, economisti, giuristi ed esperti di tutto il mondo che denunciano il fallimento del proibizionismo. 
La recente discussione in Parlamento ─ continuano Guaitini e Maori ─ ha mostrato come ancora il dibattito sia invece incentrato su valutazioni di tipo moralistico e ideologico.

Unioni civili: le difficoltà applicative della legge e il decreto ponte

Intervento di Federica Frasconi di radicalipeugia.org, attivista glbtiqa

A pochi giorni dalla controfirma del ministro della giustizia Andrea Orlando, al decreto ponte sulle disposizioni transitorie per i registri sulle unioni civili,
ci aspetta una lunga rivoluzione culturale di verità e realtà, di diritti e non privilegi,  
E’ stato controfirmato il decreto ponte per le disposizioni transitorie sui registri per le unioni civili.
Sappiamo tutti cosa vuol dire; il giorno dopo della pubblicazione in Gazzetta, potranno celebrarsi le prime unioni civili e tale data dovrebbe essere nel mese di agosto.
Ci hanno rassicurati che i sindaci obbiettori saranno prontamente sostituiti: come i dottori obiettori per l’aborto? Beh, diciamo che in quel campo non ha proprio funzionato la tutela della libertà della donna di scegliere per il suo corpo e la sua vita.  
Come attivista lgbtqia (lesbica,gay,bisessuale,transessuale,queer,intersessuale,asessuale) , come donna lesbica e come radicale, continuerò in questa battaglia per l’uguaglianza che di certo, per molti come me, assume un ruolo molto intimo e personale. Le unioni civili, a mio parere, sono un primo passo.

giovedì 21 luglio 2016

Caso mense: positivo l'incontro tra Comune e genitori. Che sia un nuovo punto di partenza per un servizio sempre migliore

Caso mense: positivo l'incontro tra Comune e genitori. Che sia un nuovo punto di partenza per un servizio sempre migliore




Radicali Perugia saluta con soddisfazione l'esito dell'incontro che si è svolto questa mattina alla presenza del Sindaco tra l'amministrazione Comunale e i rappresentanti delle associazioni e comitati genitori (qui il comunicato stampa del Comune).

Avevamo espresso l'auspicio durante il Consiglio Grande dello scorso 18 maggio che il Comune potesse tornare sulle proprie scelte difronte all'evidenza dei problemi sorti - evidenza rafforzata dalle recenti inchieste della Procura di Perugia - e sfruttare i genitori come una importante risorsa anziché considerarli fastidiosi rompiscatole.

Da quando il sindaco Romizi ha preso in mano la questione in prima persona il cambio di passo è stato evidente e la decisione odierna di sancire un accordo con i genitori non era un atto formalmente dovuto ma denota come sia interesse primario della stessa amministrazione coinvolgerli come attori principali in un servizio così importante e delicato come il servizio mensa nelle scuole materne.

C'è un po' di rammarico per aver perso mesi preziosi - e qualcuno dovrebbe fare mea culpa - ma l'importante era riuscire a stabilire un nuovo punto di partenza per far sì che ci fossero tutti i presupposti per un servizio che raggiunga gli elevati livelli qualitativi a cui questa città era abituata.

Ringraziamo dunque il sindaco per essere riuscito a riallacciare i nodi di una positiva esperienza nel rapporto tra amministrazione e comitati e ringraziamo i rappresentanti dei genitori, splendidi per l'impegno e la competenza che hanno saputo mettere in campo, evitando anche facili strumentazioni politiche.


Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Anna Rita Fiorini Granieri - Radicali Perugia

giovedì 14 luglio 2016

Inchiesta mense scolastiche: fondate le preoccupazioni dei genitori. E’ opportuno prorogare di un anno l’appalto a delle ditte sotto inchiesta?


Caso mense: le denunce dei genitori trovano conferma nelle recenti indagini della Procura di Perugia.
E’ opportuno prorogare di un anno l’appalto a delle ditte sotto inchiesta?

L’inchiesta avviata dalla Procura di Perugia che fa seguito ai rilievi del Nas dei mesi scorsi e che ha portato all’iscrizione a vario titolo di 13 persone nel registro degli indagati, dimostra che le preoccupazioni e le criticità sollevate dai genitori nel corso dell’anno scolastico appena concluso sulla qualità del servizio mensa fornito ai bambini di Perugia non erano "inutili allarmismi".

Difronte a questo scenario, il Comune di Perugia, non avendo ancora predisposto un nuovo bando di gara, si appresta a prorogare di un ulteriore anno, mediante lo strumento della ripetizione, l’appalto milionario appena scaduto alle ditte che sono ora sotto indagine.

Ovviamente siamo alle prime fasi dell’inchiesta, nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva ed eventuali reati devono essere ancora accertati, tuttavia la delicatezza dell’oggetto dell’indagine impone la massima prudenza, pertanto riteniamo inopportuno per il Comune di Perugia prorogare questo contratto alle medesime condizioni che hanno portato ad un ricorso al Tar di prossima trattazione, una generale insoddisfazione da parte dei genitori, nessuna riduzione dei costi per l’amministrazione e ora, da ultimo, l’iscrizione nel registro degli indagati di 13 persone coinvolte nell’erogazione del servizio.
Se ripetizione deve essere, il Comune imponga alle ditte alcune migliorie sul servizio, senza riconoscere ulteriori corrispettivi, a cominciare dalla soluzione alle problematiche sulle stoviglie in plastica e sull’acqua ricca di nitrati e si rivedano completamente i meccanismi di controllo riconoscendo anche ai genitori piena legittimazione in materia. In caso contrario non vediamo altra soluzione che indire un nuovo bando con un capitolato e criteri di controllo maggiormente stringenti rispetto a quelli in vigore. I tempi sono ormai molto stretti ma in linea con quelli dello scorso anno quando la gara fu indetta proprio in questo periodo.



Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia

martedì 12 luglio 2016

Dichiarazione anticipata di trattamento: diritto di morire

Riceviamo questo contributo di Eleonora Favaroni  sul fine vita che volentieri pubblichiamo. 

“L’esserci “, abbraccia nel suo fondo tutti gli elementi in contrasto: attività e passività, agire e patire, colpa e libertà.
Ludwig Binswanger  ha detto “  Agli occhi dell’Amore tutto è possibile, così come agli occhi dell’AMore tutto è anche necessario.”
Vivere al cospetto della Morte significa morire la propria morte. Ogni trapassare , ogni morire deve essere anche volontario.
Chi può dire dove cominci la colpa e finisca il destino?
E che la vita e la morte non siano contrasti assoluti, che anche la morte debba essere vissuta e che la vita sia circondata dalla morte?
Il nostro diritto di vivere è anche il diritto di morire.
Oggi invece Il mondo è crocifisso sui cervelli mollicci e criminali di coloro che vogliono un’altra generazione di immortalità.

martedì 5 luglio 2016

Psichiatria: serve un Garante dei diritti umani

Eleonora Favaroni
Radicaliperugia.org pubblica volentieri questo nuovo contributo di Eleonora Favaroni che ci ha inviato per conoscenza. Si tratta di una lettera aperta inviata ad Attilio Solinas, presidente della Terza commissione consiliare della Regione Umbria.
Buona lettura


All’attenzione del dottor Attilio Solinas presidente della Terza commissione sanitaria consiliare  regione Umbria

«Scrivo da Perugia Sono un’insegnante  impegnata nel sociale e nel volontariato , ma soprattutto una persona che non riesce a voltare la testa dall’altra parte e fare finta di niente come invece la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica e della società corrente. Vorrei segnalare qui alcuni aspetti del settore della psichiatria territoriale e riportare l’attenzione e un riguardo a tante situazioni incresciose e irritanti che continuano a manifestarsi. L’ennesimo caso di abuso e incuria  anche questi giorni su tutti i giornali  in una comunità psichiatrica ad Assisi.