domenica 21 settembre 2014

“Lotta alle droghe e fallimento del proibizionismo: le alternative in campo" - dibattito seminario a Perugia, 22 settembre ore 16,30


Invito a partecipare al dibattito-seminario

“Lotta alle droghe e fallimento del proibizionismo: le alternative in campo"
promosso da Radicaliperugia.org

Lunedì 22 settembre ore 16,30
presso la sala Fiume di Palazzo  Donini, (Sede della Giunta Regionale dell’Umbria)
corso Vannucci 96 - PERUGIA

L’incontro è concepito come un seminario perché insieme a dati di conoscenza generale sulla situazione del proibizionismo vuole essere l’occasione di dibattito aperto con i partecipanti per individuare iniziative ─ già avviate o da avviare ─ di iniziativa politica.

Hanno garantito finora la loro partecipazione (in ordine alfabetico):

Bruschini Simonetta, operatrice nel campo della riduzione del danno
De Paulis Amato J., Alternativa Riformista
Federico Valerio, Tesoriere di Radicali Italiani
Fiorio Carlo, docente universitario, garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Regione Umbria
Maori Andrea, segretario di Radicaliperugia.org (modera)
Massari Alessandro, Direzione di Radicali Italiani
Ricci Fabrizio, Libera Umbria, curatore del dossier “La droga in Umbria”
Sterzi Claudia, sociologa, segrretaria dell'associazione radicale antirproibizionista
Stufara Damiano, consigliere della Regione Umbria, (PRC, per la Federazione di Sinistra) promotore della legge regionale sull’uso terapeutico della cannabis


L’incontro è aperto alla partecipazione di tutti i cittadini

venerdì 12 settembre 2014

tavolo informativo a Perugia sabato 13 settembre dalle 16 in corso Vannucci sulla campagna per una legge sull'eutanasia e il testamento biologico


Il tema dell'eutanasia e del testamento biologico è stato posto alle istituzioni anche attraverso la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e il testamento biologico, di cui alleghiamo il sito internet ufficiale (http://www.eutanasialegale.it/) e allego il testo della proposta di legge.
Su tale proposta partita dai cittadini e sostenuta dall'Associazione Coscioni a livello nazionale e da Radicali Perugia a livello locale, sono state raccolte 60.000 firme di cui circa 500 a Perugia.
Purtroppo ad un anno dalla presentazione in Parlamento della proposta, ancora non è stata data risposta ufficiale a questa richiesta, tradendo di fatto il giusto diritto di ben 60.000 cittadini a quantomeno discutere la proposta di legge.  
Riteniamo che ,per non deteriorare ulteriormente il rapporto tra cittadini ed istituzioni ,si debba valorizzare la cittadinanza attiva che si organizza per discutere anche di tematiche così intime e personali, incentivando maggiormente il libero dibattito pubblico. 
La proposta di legge è la sostanziale regolamentazione di un fenomeno sociale che oggi esiste sotto forma di eutanasia clandestina, nonchè espressione di libera e consapevole scelta sul fine vita tramite il testamento biologico.   La politica tutta ha il dovere di rispondere. in maniera affermativa o negativa a questa proposta, con coraggio, a prescindere dal partito di appartenenza.
Invitiamo quindi i cittadini a partecipare al tavolo informativo il 13 settembre alle ore 16 in Corso Vannucci a Perugia ad un tavolo informativo sulla proposta di legge, in concomitanza con le iniziative di altre città italiane che saranno mobilitate per quel giorno per chiedere una discussione della proposta al Parlamento.  

martedì 9 settembre 2014

Centro per l'impiego di Perugia: ieri il Governo ha risposto ad un'interpellanza della deputata Galgano (SC) sollecitata da radicaliperugia e da disoccupatiorg

CENTRO PER L’IMPIEGO DI PERUGIA: IERI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI IL GOVERNO HA RISPOSTO AD UN’INTERPELLANZA URGENTE DELLA DEPUTATA DI SCELTA CIVICA ADRIANA GALGANO SUL SUO FUNZIONAMENTO. MAGGIORE TRASPARENZA E RISPETTO DELLE REGOLE SENZA L’APPLICAZIONE COSTANTE DI ECCEZIONI.

Dichiarazione di Andrea Maori segretario di Radicaliperugia.

Grazie all’iniziativa di Radicaliperugia e dal gruppo disoccupatiorg ieri alla Camera dei Deputati durante lo svolgimento di interpellanze urgenti il sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova ha risposto ad un’interpellanza urgente prima firmataria la deputata umbra di Scelta Civica Adriana Galgano in merito a chiarimenti sull’applicazione della disciplina relativa alle assunzioni nella pubblica amministrazione per le quali non è richiesto un titolo di studio superiore a quello della scuola dell'obbligo. (audio video http://www.videoparlamento.it/scheda/420342#id-2912412) In particolare la deputata Galgano – su denuncia di radicaliperugia e di disoccupatiorg - con la sua interpellanza ha richiesto di sapere quali sono in criteri interpretativi delle norme sul lavoro applicati dal centro per l’impiego di Perugia alla luce dei criteri interpretativi forniti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sull'applicazione dell'articolo 16 della legge n. 56 del 1987 e dell'articolo 8, del decreto legislativo n. 297 del 2002. (3-00957) che garantisce fasce di protezione per l’accesso al lavoro di personale con titolo di studio di scuola media e che invece viene applicato – per le solite eccezioni previste dalla normativa – anche per l’assunzione di personale con titolo superiore. Il sottosegretario Bellanova ha confermato l’applicazione della legge e le sue eccezioni. La deputata Galgano – che si è dichiarata parzialmente soddisfatta   – ha replicato citando una serie di esempi anche recenti applicate dal centro per l’impiego di Perugia: la chiamata per un cuoco con la sua relativa qualifica come il possesso di un diploma di scuola superiore alberghiera o il possesso di un attestato di qualifica professionale relativo a un corso di cucina professionalizzante di almeno 200 ore o aver maturato un'esperienza documentata nel settore come aiuto cuoco di almeno 6 mesi. E quindi sono requisiti che vanno ben oltre il diploma della scuola dell'obbligo come prevede l'art. 16. La deputata Galgano ha denunciato con fermezza durante il suo intervento che  risultano episodi di tensione con gli utenti del Centro per l'Impiego della provincia di Perugia. Per evitarli basterebbe un regolamento esposto al pubblico che renda chiaro e trasparente quali sono i diritti dell'utente, come avere una ricevuta per i documenti che vengono consegnati.

Radicaliperugia  - ha dichiarato Maori – continua la sua iniziativa di trasparenza sui criteri di applicazione delle norme sul lavoro e annuncia che nei prossimi giorni verranno resi noti altri episodi sulle politiche del lavoro applicate nel territorio di Perugia grazie alla collaborazione con disoccupatiorg.

domenica 7 settembre 2014

“Lotta alle droghe e fallimento del proibizionismo: le alternative in campo" - dibattito seminario a Perugia, 22 settembre ore 16,30

Invito a partecipare al dibattito-seminario

“Lotta alle droghe e fallimento del proibizionismo: le alternative in campo"
promosso da Radicaliperugia.org

Lunedì 22 settembre ore 16,30
presso la sala Fiume di Palazzo  Donini, (Sede della Giunta Regionale dell’Umbria)
corso Vannucci 96 - PERUGIA

L’incontro è concepito come un seminario perché insieme a dati di conoscenza generale sulla situazione del proibizionismo vuole essere l’occasione di dibattito aperto con i partecipanti per individuare iniziative ─ già avviate o da avviare ─ di iniziativa politica.

Hanno garantito finora la loro partecipazione (in ordine alfabetico):

Bruschini Simonetta, operatrice nel campo della riduzione del danno
De Paulis Amato J., Alternativa Riformista
Federico Valerio, Tesoriere di Radicali Italiani
Fiorio Carlo, docente universitario, garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Regione Umbria
Maori Andrea, segretario di Radicaliperugia.org (modera)
Massari Alessandro, Direzione di Radicali Italiani
Ricci Fabrizio, Libera Umbria, curatore del dossier “La droga in Umbria”
Sterzi Claudia, sociologa, segrretaria dell'associazione radicale antirproibizionista
Stufara Damiano, consigliere della Regione Umbria, (PRC, per la Federazione di Sinistra) promotore della legge regionale sull’uso terapeutico della cannabis


L’incontro è aperto alla partecipazione di tutti i cittadini

mercoledì 3 settembre 2014

Tavolo informativo a Perugia sabato 13 settembre sulla campagna per una legge sull'eutanasia e il testamento biologico


Lettere di invito di Antonio Ventura, referente per l'Umbria della Proposta di legge sul riconoscimento dell'eutanasia e il testamento biologico, ad amministratori locali per partecipare al tavolo informativo del 13 settembre.
”Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee sulle condizioni estreme di migliaia di malati terminali in Italia.”
on queste parole il Presidente della Repubblica Napolitano ha sollecitato di recente il Parlamento a a dare una risposta  ai cittadini sul tema del fine vita, tema che è stato posto alle istituzioni anche attraverso la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e il testamento biologico, di cui allego il sito internet ufficiale (http://www.eutanasialegale.it/) e allego il testo della proposta di legge.
Su tale proposta partita dai cittadini e sostenuta dall'Associazione Coscioni a livello nazionale e da Radicali Perugia a livello locale, sono state raccolte 60.000 firme di cui circa 500 a Perugia.
Purtroppo ad un anno dalla presentazione in Parlamento della proposta, ancora non è stata data risposta ufficiale a questa richiesta, tradendo di fatto il giusto diritto di ben 60.000 cittadini a quantomeno discutere la proposta di legge.  
Ritengo che ,per non deteriorare ulteriormente il rapporto tra cittadini ed istituzioni ,si debba valorizzare la cittadinanza attiva che si organizza per discutere anche di tematiche così intime e personali, incentivando maggiormente il libero dibattito pubblico. 
La proposta di legge è la sostanziale regolamentazione di un fenomeno sociale che oggi esiste sotto forma di eutanasia clandestina, nonchè espressione di libera e consapevole scelta sul fine vita tramite il testamento biologico.   La politica tutta ha il dovere di rispondere. in maniera affermativa o negativa a questa proposta, con coraggio, a prescindere dal partito di appartenenza.
La invito dunque il 13 Settembre alle ore 16 in Corso Vannucci a Perugia ad un tavolo informativo sulla proposta di legge, in concomitanza con le iniziative di altre città italiane che saranno mobilitate per quel giorno per chiedere una discussione della proposta al Parlamento.    
Credo che anche la politica locale possa dare un segnale forte, poichè si tratta di una discussione più ampia della singola calendarizzazione di questa proposta di legge sul fine vita : è il l'appoggio politico ai cittadini che sono attivi e credono che la massima espressione di democrazia sia la libera discussione.
In attesa di una sua cortese risposta o per eventuali domande le porgo i miei più sinceri saluti.

sabato 30 agosto 2014

Nuova legge elettorale regionale umbra: da tempo Radicaliperugia ha formalizzato la richiesta di audizione in Consiglio regionale per difendere il diritto delle minoranze

Dichiarazione di Andrea Maori e Michele Guaitini, rispettivamente segretario e tesoriere di radicaliperugia.org

Sono mesi che denunciamo il rischio che il procedimento elettorale per la presentazione delle liste alle prossime elezioni regionali avvenga attraverso la violazione dei più elementari diritti delle minoranze a seguito delle modifiche della legge elettorale.
La normativa europea parla chiaro: in particolare il Consiglio d’Europa denuncia come l’approvazione di una nuova legge elettorale regionale a ridosso (meno di un anno) della consultazione va contro il “Codice di buona condotta in materia elettorale”. La denuncia è precisa – ricordano Maori e Guaitini: la revisione ripetuta o a ridosso dello scrutinio può ingenerare anche solo il sospetto di una manipolazione in favore del partito al potere.
In Umbria si è già incappati nell’errore di approvare la legge elettorale attualmente in vigore a meno di 3 mesi dallo svolgimento delle elezioni regionali. E oggi, a distanza di 5 anni, si sta verificando la stessa situazione nonostante già nell’ottobre 2012 chiedemmo invano al Consiglio una particolare attenzione sui tempi dell’approvazione.
Per questo da più di un mese abbiamo formalizzato la richiesta di audizione alla commissione regionale competente per essere auditi e avanzare le nostre proposte, in particolare sul procedimento elettorale.

Apprezziamo la richiesta del Movimento 5 Stelle di rendere tutti gli incontri disponibili online ─ noi radicali da sempre registriamo tutto e mettiamo tutto in rete ─ ma riteniamo che i tavoli separati di discussione delle forze politiche ─ concludono Maori e Guaitini ─ sono l’antitesi dell’elaborazione di processi di formazione democratica delle leggi che debbono avvenire nelle sedi di rappresentanza con la più ampia partecipazione dei soggetti interessati.

mercoledì 20 agosto 2014

Fecondazione eterologa: dopo la sentenza della Corte costituzionale: l’Umbria segua la Toscana

Dichiarazione di Andrea Maori e Antonio Ventura di Radicaliperugia.org
Cliccando qui si può accedere all'intervista di Radio Radicale.
Il 9 Aprile 2014 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta, in seguito ai ricorsi presentati dai tribunali di Milano, Firenze e Catania.
Il presidente della Corte Costituzionale Tesauro ha dichiarato che non esiste vuoto normativo e quindi le coppie sterili hanno il diritto di poter accedere a questo servizio fin da subito dopo la sentenza;  in questo modo le numerose coppie italiane che chiedono l’accesso all’eterologa non saranno più costrette ad usufruirne all’estero. Di conseguenza un centro ospedaliero pubblico non può rifiutarsi di eseguire l’eterologa, non essendo più vietata. Lo stesso vale per gli ospedali umbri - hanno dichiarato Maori e Ventura: se un centro si rifiutasse di praticare l’ eterologa potrebbe esser portato in tribunale per interruzione di pubblico servizio.
L’unico aggiornamento a livello nazionale che si deve fare sono le nuove linee guida della legge 40, che sarebbero già dovute esser aggiornate 3 anni fa. In mancanza di queste la regione Toscana ha fatto bene nel deliberare a favore della fecondazione eterologa, sottolineando che non esiste vuoto normativo e che si può già praticare la fecondazione eterologa,in tutte le regione, compresa l’ Umbria.
Piuttosto che aspettare direttive nazionali e per rispetto verso i cittadini tutti, occorre sbloccare in fretta, a partire dal livello regionale, una vicenda che di fatto è stata decisa dalla storica sentenza della Corte Costituzionale.
Pertanto la nostra proposta per la Presidente Catiuscia Marini e la sua Giunta - concludono Maori e Ventura - è di seguire legislativamente ciò che sta facendo il Presidente Rossi in Toscana.

E’ una mossa doverosa nei confronti di quelle coppie che sono dovute andare all’estero, di quelle che stanno lottando per vie legali e di tutti i cittadini, che sono spaesati di fronte a tante incertezze istituzionali sul tema.  In questo modo si potrebbe aprire una strada per dare finalmente libero accesso a tutte le coppie richiedenti la fecondazione eterologa.

venerdì 1 agosto 2014

«Cultura, cambiare rotta ascoltando i bisogni» di Elisabetta Chiacchella,di Radicaliperugia.org


Elisabetta Chiacchella, la prima a sinistra nella foto
Il Messaggero - Umbria
ha pubblicato l'articolo di Elisabetta Chiacchella -  presentata come 
«docente universitaria e radicale transnazionale» -  che qui sotto riproduciamo. L'articolo si inserisce all'interno di un dibattito che si è sviluppato nella stampa locale umbra dopo il cambio della guardia alla guida di Perugia con l'elezione al ballottaggio del sindaco Andrea Romizi.

«Davvero vale la pena seguire il dibattito che Il Messaggero Umbria sta ospitando nelle sue pagine per mettere a fuoco il tracciato che occorrerebbe seguire da qui in avanti per dare alla nostra città una impostazione sostanzialmente diversa rispetto alle politiche culturali precedenti. Lorena Rosi Bonci ha accennato, fra le tante urgenze (turismo, spazi storici degradati o non visitabili nell’acropoli e così via) anche alla tematica dell’inclusione femminile a partire dal lessico degli amministratori, auspicando a breve un circolo dei lettori e delle lettrici a Perugia, cosa che mi ha fatto molto piacere: sarebbe il segno, se attuato, che altri provvedimenti del genere e di genere possano ricevere attenzione  da parte dell’assessore Teresa Severini.
Occorre infatti che le differenti anime della città, quelle delle cittadine e dei cittadini che risiedono lungo il Tevere oppure nelle periferie, come quelle della cittadinanza stabile o degli studenti che vivono nell’acropoli ─ oltre che  nei quartieri quasi dismessi del centro ─, trovino risposte adeguate al bisogno essenziale di attenzione verso la propria misura, rispettose del loro sentimento di essere parte significativa dello spirito della città, non confinati solamente nel proprio microcosmo (un esempio solo per intenderci: non possiamo dare il dialetto ai ponti per rafforzare le buone vecchie tradizioni, ché a loro piace così, magari riproponendo un macchiettismo tardo maschilista nelle poesie, facendo finta che lì non abitino tantissimi migranti e che l’inclusione non sia indolore... Per creare convivenza possibile, bisogna lavorarci culturalmente! Sia con gli italiani che con gli stranieri.)
Infatti come tutti ormai sanno, una città è l’incarnazione visibile e sensibile delle generazioni che vi hanno dimorato, vi dimorano, l’attraversano. I rapporti umani che si stabiliscono negli spazi pubblici, al chiuso e all’aperto, in mezzo alla straordinaria nonché significativa bellezza in cui ci muoviamo -spesso senza percepirla- dipendono in larga misura dalla visione che la classe politica, vale a dire le donne e gli uomini investiti del mandato dell’azione concreta per conto dei cittadini, porta alla luce e mette in essere.
Nella nostra città, quindi, la vocazione del luogo ha bisogno di essere ascoltata. Sostenere o finanziare progetti culturali senza avere una visione lungimirante della strada da imboccare non aiuta a uscire dall’inerzia. Anzi, rischia di far rimanere i rapporti umani - che si sviluppano all’ombra delle decisioni assunte a Palazzo dei Priori - fermi in una collocazione gerarchica, passatista e nostalgica: slegata fra le classi e i quartieri, una specie di pelle di serpente abbandonata.

Alla luce di tutto questo invitiamo chi ha la responsabilità del governo culturale della città ad ascoltare le voci che pubblicamente si stanno levando affinché Perugia si possa aprire a una consapevole discontinuità culturale nei prossimi anni, fino a diventare più inclusiva, laica (ne avremmo tanto bisogno, per non soffocare nel moderatismo o nel francescanesimo di maniera!), internazionalmente connessa, rispettosa dei rapporti fra i generi, alla ricerca di capacità che, pur esistendo, ancora non hanno trovato la strada per farsi ascoltare.»