martedì 13 maggio 2025

Ricordo di Giancarla Cicoletti, recentemente scomparsa, cofondatrice del primo gruppo radicale di Perugia, organizzato il 12 maggio 2025 dal Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Perugia

 

Intervento di Andrea Maori al convegno "Terza missione ieri e oggi, Un ricordo di Giancarla Cicoletti", organizzato dal Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Perugia

Questo ricordo di Carla Cicoletti è il frutto di una conversazione tra un gruppo di attivisti radicali “storici” presenti a Perugia. Elisabetta Chiacchella, Mario Albi, Pierfrancesco Pellegrino, oltre a chi vi parla.

Una conversazione che è stata anche l’occasione per rivivere alcuni momenti di quell’esperienza politica che a Perugia è viva, anche se minoritaria, fin dai primi anni Settanta del Novecento.

Lei, insieme al professor Giovanni Moretti, linguista e dialettologo, alla professoressa Monique Streiff (ha insegnato francese per un periodo anche qui, a Scienze Politiche), al professor Stefano Guazzone, docente alla facoltà di matematica, a Paolo Egidi, al giovane medico Luca Aglietti, al futuro avvocato Fabrizio Leonelli, è stata tra i fondatori del nucleo radicale in questa città fin dal 1972.

Un gruppo, per i ricordi che ci vengono tramandati, che svolgeva attività politica anche in modo ironico e irriverente. Un gruppo che si riuniva generosamente a casa sua. Purtroppo di quelle attività, in quel periodo, non è praticamente rimasta traccia scritta. Un nucleo documentario piuttosto ricco si è venuto a creare dal 1975, ora riordinato e depositato all’Archivio di Stato di Perugia.

I Radicali di Perugia erano, in quel periodo, in stretto contatto con il Movimento Nonviolento di Pietro Pinna, un contatto che segnò una feconda collaborazione per l’elaborazione teorica, ma anche pratica, di iniziative per il disarmo, per il pieno riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare, per il superamento delle servitù militari anche in Umbria.

Collaborazione che ha portato poi, tra l’altro, alla organizzazione delle marce della pace del 1978 e del 1981, promosse dal Movimento Nonviolento a cui i Radicali diedero un contributo organizzativo grazie all’impegno di alcuni dirigenti, anche locali.

Carla l’ho conosciuta nei primi anni Ottanta, durante le attività di quel gruppo che intanto si era allargato, con alcuni che se ne erano andati ed altri che intanto si avvicinavano.

Era un gruppo che aveva un accelerato turn over di militanza, per la presenza di giovani studenti e per la partecipazione politica per obiettivi mirati (campagne referendarie, iniziative per i diritti civili ecc…).

Carla è sempre rimasta: anche se lei non era una attivista nel senso della militanza, partecipava alle riunioni, dava il suo contributo, con continuità e interesse. Ogni volta che uscivo da quegli incontri, anche grazie alle sue analisi, ero arricchito nelle idee e nelle elaborazioni politiche.

Io la ricordo anche come una donna che aveva una capacità notevole di empatia, di sapersi calare nei sentimenti e nelle emozioni dell’interlocutore, senza però concedere facili condivisioni.

Una donna che sapeva ascoltare e che stava allo scherzo. Sapevamo anche che radicale lo era convintamente: nel suo lavoro di ricerca sociale, negli articolati discorsi che faceva pubblicamente oppure nelle nostre riunioni interne, l’impatto negativo del proibizionismo, ad esempio, sulla vita delle persone era documentato e spiegato diffusamente, e la rispettavamo come esperta di fenomeni sociali.

Dei radicali però non aveva la veemenza, la puntigliosità o le asprezze. Aveva invece una forma di saggio distacco, evidentemente dovuto al nostro essere sempre in forte minoranza ovunque ci troviamo. Dei radicali aveva invece senz’altro il vizio del fumo e il gusto di fare notte a parlare di diritti. Oltre all’informalità del contatto e dell’approccio.

Sapevamo che era legatissima alla sorella Franca, professoressa di liceo e poi preside molto apprezzata qui in città, perciò insieme erano sia conosciute che benvolute. Una sua caratteristica evidente era poi la generosità, vuoi nella raccolta fondi per alcune battaglie, vuoi nella disponibilità ad aprirci casa. Abitando praticamente in via Ulisse Rocchi, anche nei primi anni Novanta ci mise a disposizione un locale, per le nostre riunioni organizzative, per un certo periodo. E la casa di Carla era perfetta per l’aggregazione.

Ma il mio ricordo di Carla è legato anche ad alcuni pomeriggi passati insieme a casa sua a commentare non solo l’attualità politica ma anche i fatti di cronaca, o a parlare di gatti.

In particolare, su questo punto, ricordo che un giorno passammo un’oretta a fare una ricerca puntigliosa in internet su gatti norvegesi delle foreste, quei gatti pelosissimi che lei amava molto.

Ho ancora vivissimo il ricordo di alcune considerazioni sul crimine di Via della Pergola: l’uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher. Insieme, abbiamo commentato l’atteggiamento colpevolista e sensazionalista della stampa, il sessismo mostrato dai media nei confronti di Amanda Knox, personaggio sicuramente controverso, e l’impatto che tutta la vicenda ha avuto su Perugia. Quel pomeriggio per me è stata una lezione importante per cercare di analizzare quel fatto di cronaca un po’ più in profondità, almeno nel campo dell’informazione e della formazione dell’opinione pubblica.

Insomma ci ha lasciato un’amica, una compagna e una maestra il cui ricordo ci riempie di tenerezza.

Ora se n’è andata in punta di piedi e tutti noi radicali perugini ci siamo accorti di volerle un gran bene.

domenica 27 aprile 2025

Radicaliperugia: Violenza e Intolleranza al Corteo del 25 Aprile: Un’Ombra sulla Festa della Liberazione

Il 25 aprile dovrebbe essere un giorno di unità, memoria condivisa e rispetto delle libertà democratiche conquistate a caro prezzo.

E invece, a Perugia, proprio nel cuore della celebrazione della Liberazione, si è consumato un episodio inaccettabile e vergognoso: un cittadino, il professor Alessio Moretti, è stato fisicamente e verbalmente aggredito per aver sventolato una bandiera ucraina. La bandiera gli è stata strappata dalle mani, l’asta piegata e distrutta, il tutto accompagnato da insulti, minacce e una retorica che nulla ha a che vedere con l’antifascismo autentico.

Denunciamo con forza questo atto di prevaricazione, perpetrato da chi si arroga il diritto di parlare “a nome dell’organizzazione”, ma agisce con modalità da squadrismo, negando in pratica quella libertà che il 25 aprile dovrebbe celebrare.

L’antifascismo non è monopolio di nessuno. Chi reprime il dissenso, chi attacca la libertà di espressione, chi impone un pensiero unico violento, si pone fuori dalla memoria della Resistenza e della Costituzione.

La democrazia e la libertà non sono solo valori da ricordare o venerare come oracoli, ma da dover difendere ogni momento e in ogni situazione.

Esprimiamo solidarietà al professor Moretti e chiediamo alle istituzioni, al Comune di Perugia e alle associazioni promotrici, di prendere le distanze da questi comportamenti e garantire che ogni cittadino possa partecipare alle commemorazioni in sicurezza, con le proprie idee, con i propri simboli, nel rispetto reciproco.

Michele Guaitini- segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia

martedì 25 marzo 2025

FIRME DIGITALI ANCHE PER REFERENDUM E LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARI REGIONALI

FIRME DIGITALI ANCHE PER REFERENDUM E LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARI REGIONALI.

L’ASSESSORE BORI SIA PROMOTORE PER QUESTA PICCOLA RIVOLUZIONE




La piattaforma nazionale per la raccolta di sottoscrizioni digitali per iniziative referendarie e di leggi popolari, istituita presso il Ministero della Giustizia, ha riscosso un notevole successo avvicinando i cittadini alla vita democratica del paese. Grazie ad essa, ad esempio, è stato possibile raccogliere in breve tempo le firme per la proposta referendaria sul dimezzamento del tempo per ottenere la cittadinanza italiana che saremo chiamati a votare tra due mesi.

E’ una piattaforma che funziona bene, di semplice utilizzo e attraverso la quale si può conoscere in maniera esaustiva, più che nei banchetti di raccolta fisica delle firme organizzati in strada, sia il testo da sottoscrivere che una breve descrizione esplicativa a cura dei promotori. E’ anche un sistema più sicuro e che garantisce la genuinità e veridicità delle sottoscrizioni mediante l’accesso alla piattaforma con l’identità digitale SPID o CIE.

E’ opportuno che tale possibilità venga estesa anche alle analoghe iniziative locali, per referendum e iniziative popolari nelle regioni e nei comuni.

Chiediamo perciò al vicepresidente della Regione Umbria, nonché Assessore all’innovazione digitale, Tommaso Bori di proporre una modifica legislativa che consenta la possibilità di sottoscrivere digitalmente le proposte di referendum e leggi di iniziativa popolare regionali e di attivarsi con il Ministero della Giustizia affinché la piattaforma nazionale possa essere utilizzata anche per le iniziative locali. Tanto più che, grazie alla sua nomina a Coordinatore della Commissione per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione in seno alla Conferenza Stato-Regioni, la nostra regione può fare da traino al resto del paese.

Il vicepresidente Bori ha più volte dichiarato che vuole fare dell’Umbria “il laboratorio digitale d’Italia”. Quale migliore occasione di questa per cominciare ad esserlo?


Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia

sabato 18 gennaio 2025

Il Comune di Perugia si pronunci per il congelamento dell’iter sul “nodino”

Il Comune di Perugia si pronunci per il congelamento dell’iter sul “nodino”
Oggi è ancora in vita un ODG del 2022 favorevole all’opera e basato su premesse false



Fallito il blitz dell’opposizione che mirava a spaccare la maggioranza con un ordine del giorno pretestuoso, è bene però che ora arrivino dall’amministrazione comunale parole chiare e definitive sul tema del “Nodino”.

Giova ricordare che ad oggi la posizione ufficiale espressa dal Comune di Perugia in merito all’opera è rappresentata da un ordine del giorno del giugno 2022 che invitava il Sindaco ad accelerare l’iter dell’opera e che fu approvato senza voti contrari - anzi con il voto favorevole del principale partito che sostiene oggi il governo cittadino - e poi trasmesso a Regione, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Anas nel corso del 2023 durante l’iter di approvazione del progetto.

Ordine del giorno peraltro fondato sulla falsa premessa che l’opera sarebbe stata certamente finanziata nella legge di bilancio 2023 e che sarebbe stata accompagnata dal progetto per la prosecuzione a due corsie da Madonna del Piano all’ospedale. Dopo 30 mesi, siamo ancora con zero euro e nessuna traccia di progetti aggiuntivi.

Torniamo quindi a chiedere all’amministrazione comunale che venga presa una posizione formale che preveda un congelamento dell’iter procedurale in attesa di valutare l’esito della nuova analisi dei flussi di traffico che pare voglia essere intrapresa e soprattutto dei benefici portati dal raddoppio delle rampe verso il raccordo RA06 di imminente esecuzione, anche per il non trascurabile motivo di non tenere in vita un ordine del giorno basato su premesse rivelatesi false.

Se domani dovessero arrivare i finanziamenti di cui si fece ambasciatore il senatore Verini tre anni fa, la posizione del Comune di Perugia è al momento un totale via libera all’opera, messo nero su bianco con la nota trasmessa alla Regione il 28 giugno 2023 con le inequivocabili parole «l’Amministrazione comunale sostiene la realizzazione del cosiddetto nodino».

 

Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia
Andrea Maori – tesoriere Radicali Perugia

sabato 28 dicembre 2024

Radicaliperugia: terminato il ciclo elettorale (Comunali, Europee, Regionali), chiediamo l’eliminazione immediata delle plance elettorali inutilizzate. Un appello al Comune di Perugia e al Prefetto

Monumenti coperti , degrado di aree verdi, imbruttimento di strade e marciapiedi e pubblicità gratuita ed esentasse ai partiti. È questo il destino delle plance elettorali, una volta simbolo della partecipazione alla vita politica anche se oggetto di deprecabile abusivismo selvaggio, ora in gran parte inutilizzate da liste e candidati che da anni, con il cambiamento della propaganda politica a seguito dell’avvento della comunicazione digitale, hanno deciso di investire le proprie risorse con altre modalità, sicuramente diverse dall’affissione di manifesti attaccati mezzi storti con la scopa imbevuta di colla.

Eppure, anche nel recente passato, le plance elettorali, al termine di un ciclo elettorale venivano rimosse. Un’abitudine che consentiva di far riprendere le città il loro aspetto consueto. Da qualche anno invece questi simulacri di una metodo di propaganda che non esiste più sono il simbolo del degrado della stessa politica e del decoro urbano, vuoti e anche pericolosi perché le lamiere metalliche si consumano e diventano taglienti. Non da ultimo, quei partiti che le hanno utilizzate continuano a godere per molto tempo di visibilità gratuita e senza dover pagare alcuna imposta sulla pubblicità causando anche un danno erariale alle casse comunali.

Più in generale è ora che la politica e i partiti prendano atto di questo cambiamento e si decida di eliminare una volta per tutte queste plance, la cui installazione e rimozione sono costosissime per le casse dei comuni italiani e dannose per il patrimonio. 

Chiediamo quindi al Prefetto di Perugia e al Comune di Perugia di attivarsi immediatamente per la rimozione delle attuali plance e alle forze politiche presenti in Parlamento di modificare la legge sulla propaganda elettorale risalente al 1956. Anziché tenere in vita questi inutili e dannosi catafalchi, simbolo di una burocrazia incapace di stare al passo con i tempi e riformarsi, si potrebbero liberare ingenti risorse per i Comuni da destinare a scopi più importanti, visti anche

sabato 19 ottobre 2024

Radicaliperugia: democrazia e diritti assenti nella campagna elettorale regionale

Democrazia e diritti, due parole importanti che sembrano essere indigeste ai candidati presidenti in questa campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

Nelle poche occasioni in cui, anche se di straforo in dichiarazioni pubbliche, le candidate presidenti più in vista Stefania Proietti e Donatella Tesei affrontano tali temi, non fanno altro che riaffermare concetti superati e inconciliabili con una visione moderna e laica della regione.

Eppure la regione ha competenze importanti su questi temi. Lo stesso Statuto regionale all’articolo 1 riconosce la laicità delle istituzioni, insieme alla piena attuazione dei principi della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo. Le dichiarazioni delle candidate presidenti lasciano di stucco, tutte protese ad ingraziarsi le simpatie di esponenti di Oltretevere – peraltro non sempre richieste - anche in vista del Giubileo 2025 che interesserà la nostra regione.

Così se a pochi giorni dall’apertura ufficiale della campagna elettorale l’attuale maggioranza di destra si è affrettata ad approvare una legge sulla famiglia che riafferma la narrazione di "Dio Patria Famiglia", coerente con i suoi principi tradizionalisti, nel cosiddetto campo largo di “sinistra” nessuna dichiarazione è stata fatta dalla candidata per una riforma sostanziale di questa legge, né per la riaffermazione e la tutela di forme di convivenza “altre”, peraltro previste dal già citato Statuto all’articolo 9, oppure di famiglie composte da una sola persona.

Lo stesso si può dire per il tema dell’interruzione volontaria di gravidanza e per tutte le forme di autodeterminazione nelle scelte delle donne rispetto alle quali, da anni, con altre associazioni e movimenti denunciamo l’ostracismo delle amministrazioni sanitarie operative nella regione.

Troviamo completamente insensibili le dichiarazioni della candidata Proietti rilasciate ad un noto giornale nazionale – mai smentite - sul fine vita, tema su cui le regioni hanno competenze importanti. In questo modo in un attimo si è fatta tabula rasa di un dibattito nazionale, difficile ma intenso, su cui la Corte Costituzionale si è più volte espressa con importanti aperture.

Come attivisti di un movimento politico laico, liberale e libertario prendiamo atto di questa nostra lontananza dalle dichiarazioni delle candidate presidenti, e dai silenzi degli altri candidati, così come prendiamo atto di essere chiamati al voto ancora una volta con le regole di una legge regionale truffa, approvata dal centrosinistra e comodamente adottata dal centrodestra. Una legge che non prevede voto disgiunto, un premio di maggioranza abnorme che altera il principio di proporzionalità sui risultati delle liste e non tutela gli elettori, soprattutto dei centri minori, nel loro diritto di rappresentanza.

Tutto ciò premesso, se in un’ottica di riflessione ancora aperta su questi temi si volesse provare a confrontarsi con noi nel merito delle questioni, come sempre il nostro atteggiamento costruttivo non rimarrebbe inerte.

 

Radicali Perugia

domenica 8 settembre 2024

OLTRE PIAZZA DEL BACIO. CONSIGLI COMUNALI ANCHE IN ALTRI LUOGHI A PARTIRE DAL CARCERE

 

OLTRE PIAZZA DEL BACIO.

CONSIGLI COMUNALI ANCHE IN ALTRI LUOGHI A PARTIRE DAL CARCERE


Positivo che la Sindaca decida di portare il Consiglio Comunale “in piazza”. Farlo in piazza del Bacio in occasione della presentazione delle linee di mandato lunedì 9 forse non è l’occasione migliore dal momento che non è previsto neppure il dibattito con i consiglieri, prestando così il fianco alle ovvie polemiche dell’opposizione che l’accusano di voler tenere una sorta di comizio con soldi pubblici.

La presentazione delle linee di mandato è sicuramente un importante momento all’alba della nuova sindacatura, ma in fondo per una fruizione generale da parte della popolazione c’è già il servizio di streaming per il quale tra l’altro ci siamo battuti per anni per portarlo anche nelle Commissioni.

Auspichiamo perciò che questa sia solo la prima occasione di una serie e che il Consiglio Comunale possa aprirsi il più possibile alla cittadinanza sia nella forma più inclusiva del Consiglio Aperto che in occasioni dove possa svilupparsi un dibattito tra i consiglieri, anche in luoghi esterni a Palazzo dei Priori e particolarmente simbolici.

Magari a partire dal carcere di Capanne, dove le meritorie recenti visite sia della stessa Sindaca accompagnata dal Garante dei detenuti, sia del Procuratore Generale Sergio Sottani, hanno evidenziato le pessime condizioni di vita dei carcerati denunciate giustamente come disumane, nonché delle difficoltà di tutti gli operatori che vi lavorano.

Proprio per continuare a sensibilizzare la popolazione circa le gravissime problematiche che riguardano il carcere, vissuto fino ad oggi, purtroppo, come un corpo separato rispetto al tessuto sociale, convocare una seduta del Consiglio Comunale di Perugia presso il Carcere di Capanne sarebbe un gesto di grande significato politico e umano, in grado di segnare una decisa inversione di rotta rispetto al sentimento di estraneità della Città e dalla politica.


Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Peruigia

venerdì 2 agosto 2024

Anche dall’Umbria crescono le adesioni all’appello nazionale “La Rai organizzi uno Speciale Carceri in prima serata”

 


Anche dall’Umbria crescono le adesioni all’appello nazionale “La Rai organizzi uno Speciale Carceri in prima serata”, tra cui il direttivo della Camera Penale di Perugia e il Garante regionale dei detenuti

Nota di Michele Guatini e Andrea Maori di Radicaliperugia

 

Siamo arrivati a 61 suicidi nelle nostre carceri a cui dobbiamo aggiungere 6 agenti della polizia penitenziaria, l’estate italiana è segnata dalla disumanità di questi luoghi e dall’’immobilismo politico e informativo. Promossa da Europa Radicale e rilanciata da Radicaliperugia, , sono numerose le sottoscrizioni alla lettera aperta ai vertici RAI, perché il servizio pubblico organizzi uno speciale carceri in prima serata, per informare i cittadini rispetto alla violazione da parte del nostro Stato dell’articolo 27 della Costituzione.

Con l’appello – sottolineano Michele Guaitini e Andrea Maori – rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia - chiediamo che sia svolto un confronto pubblico, aperto, con le voci dei detenuti, degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori, del personale sanitario, di coloro che in carcere vivono o sopravvivono, tra chi ha opinioni diverse sul sistema carcerario, è quanto mai necessario per consentire ai cittadini italiani di poter toccare con mano una realtà che nella maggior parte dei casi è completamente sconosciuta”.

La lettera aperta sta continuando a ricevere sottoscrizioni: è stata firmata anche dall’ex Senatore Luigi Manconi, che è sempre in prima linea per la difesa dei Diritti Umani, dal consigliere comunale di Milano Daniele Nahum, dagli ex parlamentari Marco Taradash e Lorenzo Strik Lievers e sottoscritta anche dai Garanti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà dei Comuni di Milano, Torino, Biella e Novara. Finora in Umbria tutta l’associazione Radicaliperugia ha aderito, - sottolineano Guaitini e Maori – e l’avvocato Giuseppe Caforio garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e l’intero direttivo della Camera penale “Fabio Dean” di Perugia.

Qui sotto il link per accedere al testo della lettera e l’aggiornamento dei firmatari

https://europaradicale.eu/disastro-carceri-la-rai-organizzi-uno-speciale-carceri-in-prima-serata/?fbclid=IwY2xjawEZkz5leHRuA2FlbQIxMQABHbN4EK0M5GQ85OME8x7jv2lJAa2sEkEAsDi4Dd58nWw9pJ4ETrT_4rFx0A_aem_9M3JM5NSroVUBzLqirak4w

mercoledì 24 luglio 2024

METROBUS: AVANTI TUTTA - di Mario Albi


Ho partecipato ieri sera all'assemblea popolare a San Sisto. Sconcerto, delusione, rabbia, i sentimenti prevalenti tra il pubblico, per il via libera al Metrobus per ragioni di bilancio, legali: c'è il rischio di pagare 25 milioni di euro di penali se si blocca l'opera e di un contenzioso enorme con le imprese interessate. 

Dunque si va avanti: tra le solide ragioni dei comitati di cittadini e quelle di bilancio, sono prevalse le seconde. Una decisione non facile, certo, ma la politica è appunto scegliere, così come sono stati chiamati a scegliere i perugini al ballottaggio: o la Scoccia o la Ferdinandi. La linea della Scoccia sul metrobus era chiarissima, e anche per quello ha perso le elezioni. La linea della Ferdinandi più possibilista, circa almeno un parziale ripensamento dell'opera, e anche per questo ha vinto le elezioni. I cittadini hanno scelto la Ferdinandi, la Ferdinandi sceglie di dare attuazione, suo malgrado, al progetto fortemente voluto e difeso dalla amministrazione precedente, dalla Scoccia: questi sono i fatti.

Non si poteva fare diversamente? Si, si poteva, pagando un prezzo alto certo, come le penali. Si è scelta la strada della sostanziale continuità. Dispiace.

Tra un po', a breve, molto a breve, la città sarà interessata dai lavori del Metrobus, sarà un cantiere a cielo aperto per un paio d'anni (i lavori andranno completati entro il 2026), con i prevedibili disagi per i cittadini che vivono, lavorano o transitano nelle aree interessate dal percorso, e tutto questo per realizzare una opera faraonica, di grande impatto ambientale, dannosa per la città.

A chi credete penseranno, i cittadini, circa la responsabilità per i disagi che subiranno durante la realizzazione dell'opera? Alla vecchia amministrazione o a quella attuale? E una volta che l'opera sarà finita, chi ne porterà la responsabilità politica? la Scoccia che l'aveva voluta, perdendo le elezioni, o la Ferdinandi che le elezioni le ha vinte, e durante la cui sindacata l'opera  è stata realizzata?

venerdì 5 luglio 2024

Comunicato di Radicaliperugia di adesione alla maratona "Fermiamo i suicidi in carcere" organizzata dalla camera penale di Perugia "Giovanni Dean"


 Radicali Perugia aderisce con convinzione alla maratona “Fermiamo i suicidi in carcere” promossa dalla Camera Penale di Perugia “Giovanni Dean”

Uno degli aspetti del problema dei suicidi
in carcere è quello di ricondurre il numero totale dei detenuti alla capienza legale, per regolarizzare così un’esecuzione penale oggi totalmente al di fuori dei parametri costituzionali italiani e convenzionali europei, in violazione della dignità umana e spesso portatrice di disperazione e di morte.

Sono necessari provvedimenti normativi urgenti: per questo chiediamo con convinzione che il 17 luglio si inizi a votare in aula a Montecitorio la proposta di legge di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata volta a contenere il sovraffollamento carcerario giunto ormai ai livelli del 2013, quelli che portarono la Corte europea per i diritti umani a condannare l'Italia, con la sentenza Torregiani dell’8 gennaio 2013  per la violazione dell’art 3 della Convenzione europea che vieta la tortura e le punizioni o i trattamenti inumani. Con quella sentenza la CEDU ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 3 della citata Convenzione del 1950, avendo ravvisato condizioni di vita lesive della dignità umana nei nostri istituti di pena soprattutto a causa di un sovraffollamento patologico e dell’assenza di spazi vitali adeguati per ciascun ristretto. La Corte europea ha ritenuto di applicare la procedura della cosiddetta «sentenza pilota», per offrire una risposta uniforme a violazioni analoghe eventualmente riscontrate anche nel futuro.

La proposta di legge Giachetti mira ad istituire un meccanismo per cui la detrazione di pena ai fini della liberazione anticipata è pari a settantacinque giorni per ogni singolo semestre di pena scontata. Si prevede un ulteriore incremento della detrazione di pena per quei condannati che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, hanno già usufruito della liberazione anticipata a condizione che nel corso dell’esecuzione della misura successiva alla concessione del beneficio abbiano continuato a dare prova di partecipazione all’opera di rieducazione. In una situazione di sovraffollamento congenito come quello delle carceri italiane, il Parlamento ha l’occasione immediata di approvare in tempi brevi un provvedimento che prevede una deflazione delle condizioni carcerarie e degli spazi residui di libertà, per un lento ritorno alla legalità costituzionale.


venerdì 14 giugno 2024

Radicaliperugia per Vittoria Ferdinandi Sindaca di Perugia

 


Radicaliperugia indica in Vittoria Ferdinandi la candidata sindaca da votare al ballottaggio del 23 e del 24 giugno prossimo.

Abbiamo seguito con attenzione la campagna elettorale di Ferdinandi e ne abbiamo apprezzato le intenzioni programmatiche tese a fare di Perugia una città inclusiva, sostenibile, aperta, partecipata con richiami continui ad Aldo Capitini, perugino, filosofo, promotore di un movimento rivoluzionario nonviolento, per una città di tutti. Vediamo in Ferdinandi la politica che può fare sintesi con una visione ampia, in grado di rilanciare la città in una dimensione europea.

Di contro notiamo come della cosiddetta “giunta civica” nata nel 2014 con la vittoria di Romizi non sia rimasto più nulla, con un progressivo scivolamento verso destra come dimostrano anche i risultati del primo turno con la quasi totale scomparsa  dei consiglieri della parte più moderata della coalizione.

Auspichiamo che i cittadini di Perugia si rechino in massa il 23 e il 24 giugno prossimo ai seggi per il turno di ballottaggio affinché la nuova sindaca abbia la più ampia legittimazione popolare ed invitiamo ad esprimere la preferenza per Vittoria Ferdinandi.

Ringraziamo infine le militanti e i militanti di radicaliperugia che fin dall’inizio hanno aderito al progetto di Ferdinandi sindaca.

Michele Guaitini, segretario di Radicaliperugia
Andrea Maori, tesoriere di Radicaliperugia

giovedì 7 settembre 2023

"Nodino" di Perugia: inaccettabile il comportamento di Anas in Consiglio Comunale

Nodino di Perugia: inaccettabile il comportamento di Anas in Consiglio Comunale.

Nessuna rassicurazione sulle osservazioni e le prescrizioni fatte da Comune e Provincia.



Questa mattina la III Commissione del Consiglio Comunale di Perugia è tornata ad occuparsi del nodino di Perugia.
Intanto va stigmatizzato il colpevole ritardo con cui l'atto è arrivato in trattazione. Un ordine del giorno presentato ad aprile è stato inspiegabilmente tenuto dentro a un cassetto fino ad oggi e discusso quando ormai il Comune di Perugia si è già ufficialmente espresso sia a livello politico che tramite i suoi tecnici.

Erano ospiti alcuni dirigenti Anas che avrebbero dovuto dare delle risposte alle preoccupazioni sorte alla luce della pubblicazione del progetto definitivo e riassunte nelle osservazioni e le criticità espresse dai tecnici del Comune e della Provincia di Perugia.

Nessuna risposta è arrivata invece da parte dei signori Micheli e Nibbi che hanno preso la parola. Alcuni problemi sono stati allegramente ignorati, altri elusi rimandando alla successiva trattazione in conferenza di servizi.

Ma l'apice è stato raggiunto quando è stato detto che nella relazione che accompagna il progetto definitivo, il passaggio inerente l'uso di esplosivo per lo scavo della galleria era un refuso.
Non parliamo di un 'rovescino' di cifre né di una 'h' sbagliata, ma di un aspetto che influisce in maniera determinante sul progetto.

le fasi lavorative e la loro successione sono consequenziali e cioè: la predisposizione dei fori, il riempimento degli stessi con esplosivo ed il successivo brillamento. Dopo l’asporto del materiale così abbattuto, si procede con il consolidamento del cavo con calcestruzzo proiettato, ancoraggi, centine metalliche e reti di armatura. Conclusa questa fase, si ricomincia con un nuovo ciclo di brillamento. A seconda delle condizioni del tratto da scavare, durante la realizzazione della galleria, sono generalmente previsti intervalli di tempo tra le tre e le sei ore fra un brillamento e l’altro.
La rumorosità all’imboccatura del tratto di galleria e conseguentemente la potenza sonora emessa, è difficilmente valutabile a priori, a causa dell’estrema variabilità delle lavorazioni e delle emissioni. 

Questo il passaggio che secondo i dirigenti Anas è un mero refuso che a detta loro è stato corretto. Ma corretto dove? Nei documenti ufficiali ancora oggi consultabili sia nel sito Anas che in quello del Ministero dei Trasporti è ancora presente il documento originario.
Chi ci garantisce che sia effettivamente così? E chi ci garantisce poi che non ci siano altri passaggi, che loro chiamano "refusi", ma che sono veri e propri stravolgimenti del progetto?

Come è possibile che di questo refuso se ne siano accorti cittadini e associazioni nel pochissimo tempo che hanno avuto a disposizione per esaminare le migliaia di pagine, tavole e numeri a corredo del progetto, mentre non se ne era accorta né la società che ha prodotto gli elaborati né la stessa Anas? Se un passaggio così determinante sfugge, significa che il progetto non è stato nemmeno riletto. Progetto che, giova ricordarlo, è costato ben 10,5 milioni e dove errori e contraddizioni sono disseminati in numero importante.

La città di Perugia e lo stesso Consiglio Comunale non meritano di essere presi in giro in questa maniera. 


Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia

venerdì 14 luglio 2023

NUOVO CURI: IL COMUNE DI PERUGIA FACCIA CHIAREZZA

NUOVO CURI: IL COMUNE DI PERUGIA FACCIA CHIAREZZA

TENERE SEPARATO LO STADIO DALLE DINAMICHE ELETTORALI

 



Dopo la bocciatura del progetto presentato da Arena Curi Srl per la realizzazione del nuovo stadio Curi, concretizzatasi con la negazione della dichiarazione di pubblico interesse, oggi un quotidiano locale pubblica stralci di un documento che una holding straniera ha inviato al Comune con l’illustrazione dei suoi progetti futuri relativi all’acquisizione del Perugia Calcio e alla realizzazione del nuovo stadio.

Pare che questo documento sia nelle mani del Sindaco da diverse settimane e contiene anche considerazioni di carattere elettorale sui futuri appuntamenti del 2024 che appaiono decisamente fuori luogo, con la prospettazione che l’avvio rapido del faraonico progetto per il nuovo stadio potrebbe fungere da trampolino di lancio per l’elezione di Romizi a Presidente della Regione.

Sarebbe bene che il Sindaco faccia chiarezza con la cittadinanza intorno a ciò che ruota realmente intorno allo stadio Curi. Il comunicato stampa con il quale il Comune di Perugia all’indomani della retrocessione in serie C chiedeva senza troppi mezzi termini al presidente Santopadre di farsi da parte, la bocciatura del progetto di Arena Curi Srl e la pubblicazione oggi di questo documento vergato da chi sta in queste ore trattando l’acquisto del Perugia Calcio sembrano far parte di un medesimo disegno.

Chiediamo quindi al Sindaco di dipanare i dubbi di una situazione che si fa sempre più confusa e poco trasparente.

Il progetto di Arena Curi Srl è stato bocciato per le motivazioni illustrate nella conferenza stampa dello scorso 5 luglio, peraltro in parte pretestuose o quantomeno premature per questa fase pre-prcedurale, o perché si è reputato più conveniente lasciare strada libera a questi investitori che vogliono rilevare il Perugia Calcio?

E a che titolo questa holding straniera si interessa delle questioni elettorali di casa nostra? Il nuovo stadio risponde ai bisogni della collettività o deve servire da trampolino per le elezioni? Gradiremmo sapere cosa ha risposto il Sindaco a questi consigli non richiesti.

Infine, il Comune è parte attiva per favorire il passaggio di proprietà del Perugia Calcio? Anche solo per una mera questione scaramantica, ricordiamo che l’ultima volta che il Comune di Perugia ha favorito l’avvicendamento nella società di Pian di Massiano con annesse prospettazioni per il nuovo stadio, era il 2008 e non è andata proprio benissimo….

 

Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia
Andrea Maori – tesoriere Radicali Perugia

lunedì 3 luglio 2023

Sul "nodino" il Comune di Perugia smentisce se stesso. Ora dia spiegazioni ai cittadini

SUL NODINO IL COMUNE DI PERUGIA SMENTISCE SE STESSO
ORA DIA SPIEGAZIONI AI CITTADINI

 




 

Il Comune di Perugia, con la decisione di dare il proprio assenso al progetto definitivo presentato da Anas lo scorso mese di febbraio, smentisce quanto affermato in passato da Sindaco, assessore e uffici tecnici.

 

Durante la seduta della III Commissione Consiliare del 22 aprile 2021 infatti il Sindaco Andrea Romizi affermò chiaramente che “il nodino non è risolutivo per l'accesso alla città”, aggiungendo poi tutta una serie di considerazioni sull'opportunità di incrementare il trasporto pubblico e potenziare la viabilità esistente.

 

Concetti riportati e confermati dall’assessore Margherita Scoccia durante la seduta della III Commissione del 14 ottobre 2021, nel corso della quale fu di una esemplare chiarezza e linearità l’intervento della dirigente alla mobilità Margherita Ambrosi che spiegò come il nodino risponde all'esigenza di Anas di semplificare le grandi percorrenze che nell'attraversare l'area di Perugia possono incontrare difficoltà, mentre sono forti le perplessità rispetto alla risoluzione delle problematiche del traffico locale.

Giova riportare le sue testuali parole: “in ottica nazionale o addirittura europea il nodo dal punto di vista di Anas è risolutivo, ma è evidente che a livello locale sappiamo che non lo sarà".

 

Ora che il Sindaco ha deciso in maniera difforme alle convinzioni sue e del suo entourage, le ipotesi in campo possono essere solo due: o il Comune di Perugia ha cambiato idea e allora deve spiegare perché, oppure ha piegato la testa davanti a interessi più alti e in questo caso deve dirci quali garanzie o promesse ha chiesto e ottenuto in cambio, dal momento che nel progetto definitivo di Anas non si intravedono né le une né l’altre.

 

Quali che siano i motivi, l’amministrazione comunale deve dare spiegazioni puntuali ai cittadini per questa incredibile giravolta.

 

 

Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia

Andrea Maori – tesoriere Radicali Perugia

 

A questo link un collage delle dichiarazioni di Sindaco, Assessore e Dirigente: https://www.youtube.com/watch?v=vRAoZSmV9qE

martedì 27 giugno 2023

Il Consiglio Comunale di Perugia deve tornare a pronunciarsi sul Nodino

Nodino: il Consiglio Comunale di Perugia torni a pronunciarsi

Appello al presidente del Consiglio Comunale Arcudi e alla presidente di III Commissione Casaioli

 



Apprendiamo a mezzo stampa che la Regione Umbria è in attesa di un parere formale di Sindaco o della Giunta perugina sul progetto del “nodino”, dopo che è arrivato quello negativo dal comune di Torgiano.

Una decisione per la quale il Sindaco può e deve farsi aiutare dal Consiglio Comunale. Vero è che l’assise cittadina si è già espressa due volte sul tema, peraltro con esiti diametralmente opposti, però rispetto a dodici mesi fa sono emerse due importanti novità.

La prima è che finalmente è stato reso noto il progetto definitivo da parte di Anas che non solo non ha apportato le migliorie previste ma ha se possibile portato nuove preoccupazioni testimoniate dalle tante osservazioni fatte giungere agli enti interessati da cittadini e comitati ed ha inoltre peggiorato il quadro economico in maniera significativa.

La seconda è che l’ordine del giorno approvato nel giugno 2022 dal Consiglio Comunale si basava su premesse che si sono rivelate poi fallaci. Non esistono le migliorie progettuali che avrebbero dovuto portare a una maggiore tutela del bosco di Collestrada, non esiste alcuna bozza di prosecuzione a due corsie da Madonna del Piano all’ospedale e soprattutto non è stato finanziato neppure un euro dei 480 milioni necessari contrariamente a quanto asserisce la delibera di Consiglio secondo la quale l’opera avrebbe trovato copertura finanziaria nella legge di bilancio di fine 2022. Come testimoniato anche dal tragicomico siparietto catturato dai media, con l’assessore regionale Melasecche che all’interno del cantiere di una galleria chiedeva di reperire il mezzo miliardo scarso al ministro Salvini, il quale dava la sensazione di non essere neppure a conoscenza del progetto.

Ora è stato depositato un nuovo ordine del giorno presso la III Commissione Consiliare del Comune di Perugia che mette in luce tutte le contraddizioni che il progetto definitivo porta con sé, ma l’atto inspiegabilmente giace lì da tre mesi senza che venga portato in aula.

Ci appelliamo perciò alla presidente di III Commissione Casaioli affinché lo tiri fuori finalmente dal cassetto e lo porti in discussione e al presidente del Consiglio Comunale Arcudi affinché difenda il ruolo della massima istituzione cittadina, nel rivendicare il diritto di tornare a pronunciarsi sul tema anche alla luce delle nuove criticità emerse.

 

Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia

Andrea Maori – tesoriere Radicali Perugia

martedì 3 gennaio 2023

Il Comune di Perugia ha deliberato sul "nodino" basandosi su premesse false

Il Comune di Perugia ha deliberato sul "nodino" basandosi su premesse false.

Abbandoni questo folle progetto e pretenda da Anas il rispetto degli impegni presi nel 2018.





Il Consiglio Comunale di Perugia ha approvato lo scorso 27 giugno un ordine del giorno con il quale si impegna sindaco e Giunta ad accelerare l’iter per la realizzazione della variante della E45 tra Collestrada e Madonna del Piano, il cosiddetto “nodino”.

Tuttavia tale deliberazione è basata su delle premesse che alla prova dei fatti si sono rivelate false.

 

Infatti l’ordine del giorno poggia su tre pilastri che sono venuti a mancare. Nel documento si parla di “approfondimenti progettuali di Anas hanno tra l’altro ridotto la sezione stradale e maggiorato la profondità della galleria necessaria, eliminando totalmente l’emergenza in superficie prevista nel preliminare, migliorando decisamente l’impatto ambientale dell’opera”, affermazioni del tutto apodittica dal momento che Anas non ha ancora reso noto alcun aggiornamento progettuale. E’ notizia di qualche giorno fa che la società incaricata di redigere il nuovo progetto, la Cooprogetti di Gubbio, ha consegnato l’ elaborato ad Anas, tuttavia questo non è stato né reso pubblico né ancora ufficialmente adottato dalla Regione Umbria.


Non solo, sempre in quell’ordine del giorno si sostiene che Anas aveva aperto alla possibilità di prolungare il “nodino” con un’ulteriore variante a due corsie da Madonna del Piano all’ospedale Silvestrini, prolungamento di cui non c’è traccia nel nuovo progetto consegnato da Cooprogetti ad Anas.


Infine, la deliberazione riporta che la variante tra Collestrada e Madonna del Piano e la sua prosecuzione, seppur in una modalità “semplificata” a due corsie, tra la stessa Madonna del Piano e la Pievaiola/Silvestrini, avrebbero trovato copertura economica nella legge di bilancio di fine anno.

E’ notizia di questi giorni che la legge di bilancio appena approvata dal Parlamento non finanzia neppure un euro del nodino.


Pertanto chiediamo al Comune di Perugia di superare la deliberazione n. 53 del 27 giugno 2022 e di reclamare con forza ad Anas gli impegni da questa presi nel 2018 che riguardavano tutta una serie di interventi di miglioria per i flussi di traffico nella zona di Collestrada, tra i quali il raddoppio della corsia di immissione tra la S.S.75 e la E45 e della rampa di accesso dalla E45 al raccordo Perugia-Bettolle in prossimità dello svincolo di Ponte San Giovanni.


Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia

Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia

venerdì 21 ottobre 2022

Radicali Perugia aderisce alla manifestazione “Vogliamo la sanità pubblica” indetta dalla Cgil e dalla UIL per sabato 22 ottobre a Perugia

L'emergenza sanitaria del periodo COVID ha mostrato tutta la fragilità del sistema sanitario regionale e attualmente vi sono grosse difficoltà per rispondere alle esigenze dei cittadini che accedono a tutti livelli e diverse specialità. Lo scrivono in una nota Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia.

Tutto il sistema sanitario pubblico è in evidente affanno – continuano i due esponenti radicali - anche rispetto a quei diritti acquisiti nel corso degli anni per le lunghe liste di attesa che colpiscono in particolare le cittadine e i cittadini più fragili anche in situazione di emergenza.

Pensiamo per esempio alle liste di attesa per le donne che decidono di affrontare il difficile percorso dell’interruzione volontaria di gravidanza o a terapie specifiche rispetto alle quali vi è la necessità di sviluppare al massimo la medicina territoriale e una continua formazione del personale sanitario.

Lo smantellamento della sanità di territorio e un costante aumento della burocratizzazione delle prestazioni, con la brusca diminuzione di risorse, ha portato alla diminuzione di servizi essenziali: pensiamo per esempio, come denunciato ultimamente dall’Associazione Luca Coscioni, al rapido esaurimento annuale del budget per l’acquisto degli ausili per persone con disabilità grave e ad una continua diminuzione dei servizi alle persone


sabato 1 ottobre 2022

Diritto di asilo per obiettori di coscienza, e disertori di Russia, Bielorussia e Ucraina :una lettera al Prefetto di Perugia al termine di un flash mob in Piazza Italia (in allegato foto della manifestazione)

 

Diritto di asilo per obiettori di coscienza, e disertori: Radicali e Volt consegnano una lettera al Prefetto di Perugia al termine di un flash mob in Piazza Italia (in allegato foto della manifestazione)

«Al termine del flash mob di oggi, abbiamo inoltrato questa lettera al Prefetto di Perugia Armando Gradone per chiedere un impegno del Governo italiano e dell’Unione Europea per il diritto d’asilo di obiettori di coscienza, e disertori

Siamo un gruppo di attivisti per i diritti civili che sta manifestando in piazza Italia per il diritto alla protezione internazionale dei disertori della guerra scatenata dalla Russa nei confronti dell’Ucraina. Questa guerra sta producendo effetti devastanti anche nella società russa. A seguito della mobilitazione straordinaria dei giovani da inviare come carne da macello sul fronte ucraino, è appena stato approvato un disegno di legge a riguardo che inasprisce fortemente le pene per insubordinazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una fuga di massa dalla Russia verso i paesi limitrofi ma con difficoltà crescente verso l’Unione Europea

Ci sono migliaia di militari russi che rifiutano la guerra di aggressione e .si stima che circa 22 mila militari bielorussi abbiano lasciato il loro paese. perché non vogliono partecipare alla guerra in Ucraina. Chiunque abbia rifiutato il servizio rischia diversi anni di procedimenti giudiziari a causa della loro posizione contro la guerra. Sperano in protezione in vari paesi. L’Ucraina ha sospeso il diritto all'obiezione di coscienza e ha chiuso il confine per gli uomini tra i 18 e i 60 anni.

La promessa del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che il 6 aprile 2022 aveva invitato i soldati russi a disertare e promesso loro protezione, ai sensi della legge sui rifugiati, finora non è stata mantenuta

Chiediamo a Lei di farsi interprete presso il Governo italiano della necessità di sostenere il diritto di asilo agli obiettori di coscienza e ai disertori in Italia e nell’Unione Europea.»

 

Perugia, 1° ottobre 2022

 

venerdì 30 settembre 2022

L’Unione europea accolga i disertori della guerra della Russia contro l'Ucraina lash mob di fronte la Prefettura di Perugia, in piazza Italia sabato 1° ottobre ore 16,30

Flash mob di fronte la Prefettura di Perugia, in piazza Italia sabato 1° ottobre ore 16,30 organizzato da RadicaliPerugia in collaborazione con Volt ed esponenti della comunità ucraina di Perugia

Nota di Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia

La guerra scatenata dal dittatore Vladimir Putin sta producendo effetti devastanti anche nella società russa. A seguito della mobilitazione straordinaria dei giovani da inviare come carne da macello sul fronte ucraino, è appena stato approvato un disegno di legge a riguardo che inasprisce fortemente le pene per insubordinazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una fuga di massa dalla Russia verso i paesi limitrofi ma con difficoltà crescente verso l’Unione Europea.

Ci sono migliaia di militari russi che rifiutano la guerra di aggressione e .si stima che circa 22 mila militari bielorussi abbiano lasciato il loro paese. perché non vogliono partecipare alla guerra in Ucraina. Chiunque abbia rifiutato il servizio rischia diversi anni di procedimenti giudiziari a causa della loro posizione contro la guerra. Sperano in protezione in vari paesi. L’Ucraina ha sospeso il diritto all'obiezione di coscienza e ha chiuso il confine per gli uomini tra i 18 e i 60 anni.

La promessa del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che il 6 aprile 2022 aveva invitato i soldati russi a disertare e promesso loro protezione, ai sensi della legge sui rifugiati, finora non è stata mantenuta

Per questo sosteniamo la necessità di sostenere il diritto di asilo agli obiettori di coscienza e ai disertori di Russia, Bielorussia e Ucraina

A Perugia manifesteremo di fronte la Prefettura in piazza Italia sabato 1° ottobre a partire dalle ore 16,30. All’iniziativa promossa da Radicali Perugia hanno aderito anche Volt Umbria ed esponenti della comunità ucraina.

 

 

 

lunedì 12 settembre 2022

Surreali le polemiche per la riattivazione del servizio Ferrovia Centrale Umbra da Ponte San Giovanni a Sant'Anna


BENE LA RIAPERTURA DELLA FCU PER S.ANNA MA CHE SIA SOLO IL PUNTO DI PARTENZA. SURREALI LE POLEMICHE POLITICHE PER LA SEMPLICE RIATTIVAZIONE DI UN SERVIZIO SOSPESO QUASI SEI ANNI FA.

In questi giorni assistiamo a una surreale baruffa politica tra maggioranza e opposizione in regione per accaparrarsi i meriti sulla riapertura del tratto ferroviario ex Fcu tra Ponte San Giovanni e Perugia Sant'Anna.

E' bene ribadire che ciò che si va ad inaugurare il 13 settembre è semplicemente la riattivazione di un servizio interrotto quasi sei anni fa a causa di carenti manutenzioni e investimenti sbagliati.Stessi orari, stesse motrici diesel vecchie e inquinanti. Nulla che possa somigliare ancora a un servizio di metropolitana di superficie come potrebbe ambire ad essere e come qualcuno inopinatamente già ha battezzato.Affinché sia tale occorre ancora lavorare a lungo e a 360 gradi: dal potenziamento della linea FS, alla riqualificazione dei parcheggi nella zona della stazione di Ponte San Giovanni, ad una promozione adeguata del servizio oltre ovviamente a un incremento dell'offerta.

Il raddoppio selettivo e la elettrificazione della linea erano condizioni necessarie ma al momento di nessuna utilità. La scommessa dei prossimi anni dovrà essere quella di offrire all'utenza un servizio di trasporto pubblico realmente efficiente e funzionale, di cui il treno può sicuramente giocare un ruolo fondamentale. Obiettivi dai quali siamo al momento distanti anni luce.

Per questo destano perplessità sia i toni trionfalistici di chi si accinge a inaugurare in pompa magna il ripristino di un minimo servizio di collegamento tra il centro cittadino e il suo quartiere periferico più popoloso, sia la rivendicazione di presunti meriti da parte di chi ha governato la regione nei decenni passati affossando l'intera rete ex FCU.