sabato 18 settembre 2021
Passaparola tra i detenuti: Radicali richiamati dall'amministrazione penitenziaria per raccogliere firme per i referendum una seconda volta
martedì 7 settembre 2021
Eutanasia e giustizia giusta. Radicali: la raccolta firme per i Referendum arriva nel carcere perugino di Capanne
L’iniziativa ha l’obiettivo di garantire l’esercizio dei diritti civili e politici all’interno dei luoghi più dimenticati del paese.
Domani, 8 settembre una delegazione di Radicaliperugia insieme a Sarah Bistocchi, capogruppo PD in Consiglio Comunale di Perugia, in qualità di autenticatrice, raccoglierà le firme dei detenuti e del personale dell’amministrazione penitenziaria del carcere di Capanne sul referendum per la legalizzazione dell’eutanasia coopromossi dall’Associazione Luca Coscioni e da Radicali Italiani e sui sei referendum del pacchetto Giustizia Giusta promossi dal Partito Radicale.
«Abbiamo ritenuto di aderire a questa iniziativa – hanno dichiarato Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia – per garantire pienamente l’esercizio dei diritti politici e civili alla popolazione detenuta su temi molto sentiti dalla popolazione carceraria. Per questo ci siamo mobilitati per entrare nelle carceri e dare a tutti la possibilità di esercitare un proprio diritto, concludono i due esponenti radicali di Perugia».
sabato 21 agosto 2021
Continua a Perugia la raccolta firma per il referendum “Eutanasia legale” Iervolino incontra i cittadini in piazza della Repubblica dalle 18 alle 20
Continua anche a Perugia la raccolta firme per il referendum “Eutanasia legale”. Radicaliperugia, insieme all’Associazione Luca Coscioni, a Volt Europa e con decine di avvocati e consiglieri comunali coinvolti come autenticatori, stanno dando vita ad una campagna che, nata come una sfida difficile, sta avendo un notevole successo, affermano in una nota Michele Guaitini e Andrea Maori, segretario e tesoriere di Radicaliperugia-Giovanni Nuvoli.
Solo a Perugia e provincia – comunicano i due esponenti
radicali - sono state raccolte più di quattromila sottoscrizioni mentre a
livello regionale ci stiamo avviando alle diecimila.
Un successo che si inserisce nel successo della campagna con
il superamento di slancio del quorum di cinquecentomila sottoscrizioni a livello
nazionale. Si tratta di un risultato che ci sprona ad andare avanti con altre
iniziative fino alla fine della campagna.
Per questo invitiamo i cittadini e i giornalisti all’incontro
organizzato da Radicaliperugia che si terrà martedì 24 agosto dalle 18,00
alle 20,00 in piazza della Repubblica a Perugia con Massimiliano Iervolino,
segretario di Radicali Italiani durante la raccolta firme.
giovedì 13 maggio 2021
Il TAR fa giustizia. Sospeso l'assurdo limite di velocità a 5 km/h per le biciclette
Radicali Perugia accoglie con soddisfazione la notizia che il TAR dell’Umbria ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza con la quale la Provincia di Perugia aveva istituito l’assurdo limite di 5 km/h per le biciclette e di 10 km/h per ciclomotori e motociclette in parecchie strade del nostro territorio.
Già ci eravamo espressi sul tema (http://radicalipg.blogspot.com/2021/02/la-provincia-di-perugia-impone-il.html ) contestando aspramente quel provvedimento.
E’ una importante vittoria per l’utenza ciclistica e per
tutta la mobilità sostenibile e una sonora sconfitta per chi, come la Provincia
di Perugia, con protervia e sfacciataggine cerca di scaricare sugli altri, compiti e responsabilità che le appartengono.
E’ un peccato che si siano sprecate decine di migliaia di
euro, in un’epoca di casse vuote, per questa bislacca operazione quando si
sarebbero potuti ben impiegare per scopi più nobili, magari proprio per
favorire realmente la cultura della sicurezza stradale.
Alle associazioni che hanno portato avanti il ricorso e
l’avvocato Bircolotti che le ha assistite va il nostro caloroso ringraziamento
per aver condotto questa battaglia che riveste una notevole
importanza anche da un punto di vista simbolico.
Dispiace apprendere che ancora una volta le istituzioni
si sono rivelate sorde alle istanze degli utenti rifiutando qualsiasi forma di
dialogo e che si sia dovuti arrivare fino al Tar con tutti i disagi e i
costi che questo comporta.
Ma è una vicenda da cui trarre anche un prezioso
insegnamento. Difronte a certe sciagurate scelte degli organi istituzionali
non sempre si deve chinare la testa e quando si ha convinzione delle proprie
ragioni si può e si deve fare qualcosa.
Auspichiamo ora che la Provincia di Perugia faccia tesoro
di quanto accaduto e revochi di sua iniziativa la vergognosa ordinanza ieri
sospesa dal Tar astenendosi in futuro dal prendere simili iniziative.
martedì 11 maggio 2021
Radicaliperugia dona il proprio Archivio storico (1973-2017) all'Archivio di Stato di Perugia che lo rende subito consultabile
A seguito di un lungo e complesso lavoro di riordino, l’Archivio di Radicaliperugia è stato donato nei giorni scorsi all’Archivio di Stato di Perugia che lo ha messo subito a disposizione per gli studiosi e gli appassionati di storia politica del Novecento grazie anche alla predisposizione di un inventario analitico che ne agevola la consultazione.
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L’archivio è composto
per gran parte da centinaia di volantini, comunicati e ritagli stampa che
testimoniano l’attività radicale nel territorio perugino che si svolge con
continuità fin dagli anni Settanta del Ventesimo secolo.
Una parte consistente
dell’archivio è composta da ben 354 fascicoli ognuno dei quali
testimonia le iniziative intraprese durante gli anni.
L’archivio è stato
dichiarato di notevole interesse storico dal Ministero per i beni culturali e ambientali, Soprintendenza
archivistica per l’Umbria il 6 novembre 1996 e il suo ordinamento è stato
effettuato nell’ambito di un progetto dello stesso Ministero nel 2019.
Il progetto ha permesso di digitalizzare e metadatare con il Software
Archimista i manifesti, i cartelloni, i volantini ed altre carte per un totale
di 795 documenti.
Radicaliperugia mette così a disposizione di tutti i cittadini e studiosi la propria storia politica come contribuito al recupero di una memoria civile pubblica.
Si ringrazia la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e l’Archivio di Stato di Perugia per la disponibilità e competenza a realizzare questo progetto di recupero.
domenica 25 aprile 2021
Martedì 27 aprile a partire dalle 12.00 di fronte il Palazzo di Giustizia di Perugia in piazza Matteotti per la campagna #AProcessoConWalter
Martedì 27 aprile dalle 12.00 manifesteremo in modalità statica di fronte il Palazzo di Giustizia di Perugia in Piazza Matteotti in contemporanea all’udienza conclusiva del processo che si terrà ad Arezzo nei confronti di Walter Benedetto rinviato a giudizio con l’accusa coltivazione di stupefacente ai fini di spaccio.
Walter De Benedetto ha 49 anni e dal 2011 allevia con la cannabis terapeutica i dolori atroci dell’artrite reumatoide, patologia di cui soffre fin dall’adolescenza.
Anche se in possesso di ricetta medica, in questi anni Walter non ha ricevuto dal servizio sanitario l’adeguato quantitativo di farmaco utile alla gestione della sua malattia. Per far fronte alla cronica carenza di cannabis medica e per garantire continuità alla sua cura, ha deciso, assumendosene la responsabilità, di coltivare autonomamente la cannabis necessaria per la sua terapia.
Oggi Walter è rinviato a giudizio con l’accusa coltivazione di stupefacente ai fini di spaccio e il 27 aprile si terrà l’udienza conclusiva del suo processo.
Chiediamo di depenalizzare l’autocoltivazione e decriminalizzare la condotta della coltivazione domestica così come richiesto da una proposta di legge depositata dal deputato radicale Riccardo Magi.
I derivati dalla cannabis sono da anni considerati come composizioni medicinali di sostanze stupefacenti e psicotrope e molte sono le Regioni, tra cui l’Umbria, che hanno approvato leggi che prevedono la gestione delle sostanze per la cura dei pazienti prevalentemente affetti da fibromialgia e dolore cronico postraumatico o postchirurgico con scarsa o avversa risposta ad oppioidi. Di conseguenza chiediamo che si dia piena attuazione alla legge regionale per la facilitazione dell’utilizzo a scopo terapeutico di farmaci cannabinoidi, superando faticose pastoie burocratiche che moltiplicano i disagi per i pazienti e si dia avvio all’autoproduzione regionale secondo standard ministeriali.
La storia di Walter è l’esempio di come la legge in Italia costringa i tribunali a processare malati che coltivano il proprio farmaco e consumatori che decidono di non acquistare cannabis al mercato nero. Depenalizzare l’auto coltivazione, in linea con quanto già stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nel dicembre 2019, sarebbe un primo passo per liberare le forze dell’ordine e la magistratura da inutili procedimenti.
Michele Guaitini, segretario di Radicaliperugia
Andrea Maori, tesoriere di Radicaliperugia
mercoledì 3 marzo 2021
Biblioteche universitarie e aule studio off limits: una preoccupante discriminazione per gli studenti dell’ateneo perugino.
Biblioteche universitarie e aule studio off limits: una preoccupante discriminazione per gli studenti dell’ateneo perugino.
Dall’inizio della pandemia è interdetta la permanenza in tutte le biblioteche universitarie ed aule studio dell’Università degli Studi di Perugia.
Oltre che la valenza di avere un luogo tranquillo e silenzioso in cui studiare per avere una preparazione adeguata, va rimarcato che questi servizi sono pagati profumatamente sia dalla fiscalità generale che dagli utenti stessi (studenti in primis).
Questi spazi sono generalmente ben areati ed
ampi e consentono di fornire il servizio ad un numero consistente di studenti
pur contingentando il numero di posti disponibili.
Inoltre l’Università
degli Studi di Perugia già usufruisce di applicazioni come Affluences per regolare la consultazione in sede (che è riservata a
laureandi, dottorandi e professori per massimo due ore e solo per i testi non
prestabili).
Non si
comprende perché l’uso di strumenti simili non possa essere esteso per
controllare gli accessi in tutta sicurezza dell’intera popolazione studentesca
Ciò è ancora più incomprensibile in quanto ci sono Università in Italia e in Europa che riescono a garantire questo servizio utilizzando la citata applicazione o servizi simili. Per citarne a titolo esemplificativo solo alcune, tra le tante: Siena, Bologna, Firenze, La Sapienza, ecc. Questi Atenei rappresentano valide alternative alla nostra Università per gli studenti perugini e di tutta Italia: come noto nella scelta dell’Ateneo in cui compiere i propri studi hanno un grande peso i servizi offerti dall’Università stessa. L’inerzia perugina rischia perciò di essere molto pericolosa.
Pur comprendendo la ormai
ben nota situazione pandemica bisognerebbe iniziare a prendere in seria
considerazione l’apertura delle biblioteche e delle aule studio o in caso
contrario fornire dati o evidenze scientifiche che lo impediscano.
Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia
giovedì 18 febbraio 2021
La Provincia di Perugia impone il limite di 5 km/h per le biciclette. Un provvedimento irrazionale, sproporzionato e pericoloso
La Provincia di Perugia impone il limite di 5 km/h per le biciclette.
Un provvedimento irrazionale, sproporzionato e pericoloso.
Appello al presidente Luciano Bacchetta per l’immediata revoca.
Mentre la confinante provincia di Siena riconosce e accredita 83 percorsi ciclabili per quasi 5.000 km facendone importante volano per il turismo del settore, la Provincia di Perugia ha invaso circa 125 km di strade nell’area che va dal Trasimeno al Marscianese con cartelli che impongono il limite di 5 km/h per le biciclette con dicitura “a passo d’uomo” e di 10 km/h per i motocicli.
Per quanto possa essere rovinato il manto stradale, la Provincia, anziché provvedere al
ripristino, adducendo la mancanza di fondi preferisce pensare di lavarsene le mani con questo tipo di
provvedimento che non risponde a nessuna logica né a nessuna questione di
sicurezza, ma tende solo a deresponsabilizzare l’Ente per eventuali
richieste risarcitorie di danni dovuti a guasti o incidenti.
Viene infatti ignorata la Direttiva del Ministero che stabilisce che l’imposizione di un limite più basso del normale deve essere frutto di puntuali rilievi preventivi, indagini e valutazioni e deve spiegare quali sono gli obiettivi e come si pensa di conseguirli. Nel caso in questione c’è solo una generica ricognizione del manto stradale che non giustifica né un limite così basso né perché sia riservato solo a queste due categorie di veicoli senza nulla prevedere per gli altri. Basterebbero i consueti segnali di pericolo.
Inoltre non si capisce perché il limite investa l’intero tracciato delle nove strade provinciali oggetto del provvedimento. Emblematico il caso della S.P. 414 dove il limite opera per l’intera lunghezza di circa 24 km quando dai rapporti di vigilanza dell’Ufficio di Manutenzione emerge che ben 16 km, i 2/3, sono stati oggetto di recente bitumatura o godono comunque di buone condizioni. Un limite di 5 km/h potrebbe in ipotesi essere ammesso per brevissimi tratti critici quali la presenza di un solco longitudinale (“effetto rotaia”), uno smottamento sul lato stradale o altro, di certo non per chilometri e chilometri di strada extraurbana.
Ma soprattutto è un provvedimento estremamente pericoloso per i ciclisti che, se costretti a viaggiare a un’andatura così ridotta (ammesso che ci si riesca...), oltre che incappare nel comportamento sanzionato dal Codice della Strada di intralcio alla circolazione, vedono incrementare in modo esponenziale il rischio di essere tamponati da un veicolo che segue con effetti gravi. L’elevato differenziale di velocità tra vettura e bicicletta riduce infatti considerevolmente i tempi di reazione e di frenata per il veicolo che si trova improvvisamente davanti un ostacolo poco più che fermo (immaginare cosa potrebbe accadere percorrendo una curva) e aumenta la forza d’impatto di un eventuale urto. Non a caso il pedone (tale può essere considerato un ciclista che procede “a passo d’uomo”) è obbligato a circolare nel senso opposto a quello di marcia, proprio per meglio percepire ed evitare questo tipo di pericolo.
In pratica il ciclista viene messo difronte a dover scegliere il male minore tra rischiare una multa per eccesso di velocità o diventare carne da macello in balia del traffico stradale.
Chiediamo dunque al Presidente della Provincia Luciano Bacchetta l’immediata revoca dell’ordinanza che impone questi assurdi limiti di velocità.
Su un aspetto però possiamo congratularci con la Provincia
di Perugia: sono dei grandi preveggenti!
I cartelli con questi
limiti infatti sono stati acquistati e collocati sulle strade non solo prima
che l’Ordinanza fosse emessa ma prima ancora che tale esigenza fosse emersa dai
sopralluoghi dell’ufficio Manutenzione Strade. Complimenti!
Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia







