mercoledì 16 novembre 2011

La lettera dal carcere di Perugia, letta martedì 15 novembre, nel corso della rubrica Radiocarcere, su Radio Radicale

Caro Arena,
siamo 4 detenute che ti scrivono dalla sezione femminile del carcere Capanne di Perugia, un carcere dove non funziona assolutamente nulla e dove vengono calpestati ogni giorno i nostri diritti.
Per prima cosa ci viene negato il diritto alla salute. Pensa infatti che siamo costrette a comprarci i medicinali di tasca nostra, perché il carcere né è sprovvisto. Per non parlare del ginecologo che manca del tutto nella sezione femminile, tanto che per fare una visita ginecologica dobbiamo andare nella sezione maschile dove, tra l’altro, ci sono topi e sporcizia dapertutto.
Poi, il vitto che ci danno non lo mangerebbe neanche un cane, e di fatto ci lasciano chiuse nelle nostre celle per 22 ore al giorno in quanto nel carcere di Perugia non ci sono per noi donne detenute corsi di formazione o possibilità di imparare un lavoro.

lunedì 14 novembre 2011

Una delegazione parlamentare radicale incontra Mario Monti

Emma Bonino: «Auspichiamo un governo pienamente autorevole e politico fino a fine legislatura». È stato sottolineato che per quel che riguarda i Radicali c'è stata «piena sintonia con il presidente incaricato. Non è più tempo di distinguo nè di prese di distanza: la situazione è di una tale gravità che occorre un impegno diretto de...lle forze politiche per evitare il Vietnam parlamentare».  Per l'emergenza economica, i "Radicali da vent'anni hanno cercato di modernizzare il Paese", sul fronte degli ammortizzatori sociali, dell'art.18 dello statuto dei lavoratori e delle liberalizzazioni.»

sabato 12 novembre 2011

Strutture Caritas, i Radicali in Procura. L'esposto: opererebbero senza autorizzazioni e accreditamento Asl

Da Il Giornale dell'Umbria, 12 novembre 2011

di Umberto Maiorca

<<L'organismo pastorale ecclesiastico: "Siamo sconcertati, tutte le case sono idonee al servizio che svolgono>>

PERUGIA - I Radicali non mollano la presa e vanno in Procura per presentare un esposto su presunte "anomalie nella gestione delle attività effettuate dalla Caritas umbra in particolare di quella operante nella diocesi di Perugia-Città della Pieve. Nel loro esposto i Radicali lamentanon che "negli immobili gestiti dalla Caritas" si svolgano attività di "ricezione, ospitalistà per famiglie bisognose, persone anziane, extracomunitari, tossicodipendenti e studienti". L'elenco: Casa accoglienza Gesù Redentore, Casa alla Querce, Casa dello Studente, Casa di cura e ospitalità per anziani in Solfagnano, Casolare di San Fatucchio, Casa San Vincenzo per minori. Attività che vanno "dalla semplice accoglienza alla vera e propria attività di cura della persona in termini sanitari e socio sanitari dei propri ospiti". Secondo i Radicali ci sarebbero accordi tra Caritas e Asl 2 per "veri e propri percorsi e trattamenti terapeutici, assisitenziali e riabilitativi per il recupero di pazienti affetti da disagi di natura psichiatrica e psicologica". Cosa in contrasto con la normativa nazionale e regionale, dicono i Radicali, e anche i regolamenti comunali che prevedono "solo strutture pubbliche e private autorizzate e convenzionate, possano somministrare cure o effettuare assistenza di tipo medioc, sanitario, sociosanitario e sociosanitario assistenziale". E l'accreditamento "è la condizione necessaria per erogarare prestazioni sanitarie a carico del Servizio sanitario regionale mediante un vero e proprio contratto con la Regione e le Asl". Nel sito della Regione non sono elencate strutture della Caritas accreditate, ma per i Radicali "sembrano esercitare anche attività di tipo sanitario e socio-sanitario-assistenziale."

mercoledì 9 novembre 2011

Recensione pubblicata da Il Foglio di oggi su"Attenta vigilanza. I Radicali nelle carte di Polizia (1953-1986)”

di Marco Valerio Lo Prete

Rileggere le vicende di un partito politico contemporaneo attraverso gli appunti e i verbali degli Organi di polizia è di per sé un genere storiografico originale. Se poi il movimento politico in questione è quello Radicale, e la Polizia che prende nota è quella italiana tra gli anni 50 e gli anni 80, all’interesse per gli storici si aggiunge inevitabilmente quel tanto di colore che rende agile la lettura dei documenti d’archivio. Così nel 1967 il Prefetto di Firenze annota che a uno dei primi congressi del Pr partecipano “elementi provos, anarchici e capelloni”; nel 1975 il Prefetto di Napoli si preoccupa per la “vera provocazione” che un Congresso di omosessuali, quelli del Fuori federato al Pr, costituirebbe per “larghissimi strati della popolazione, specie tra i più umili, ancora ossequianti alla morale tradizionale”; nel 1979 a Milano, durante una manifestazione, “tale Taschera Aligi habet invitato presenti at fumare ‘spinello’ eventualmente in loro possesso et subito dopo habet acceso sigaretta, presumibilmente duogata”. A volte invece appunti e telex sono perfino più sintetici e analitici di tanta storiografia: così nel 1953 la Prefettura di Pavia già si interrogava sulle voci di una scissione di un partito “radicale” dal Pli (effettivamente avvenuta nel 1955), e nel 1956 il Prefetto di Torino andava dritto al punto della critica radicale (“On. Villabruna habet esaminato attuale situazione politica interna sostenendo necessità unione tutti partiti laici contro strapotere monopolio et confessionalismo democristiano”), mentre il Sisde alla fine degli anni 70 sottolineava il “disturbo” arrecato dai Radicali “a quelle iniziative di approfondimento in corso tra le grandi componenti cattolica e marxista”.

Ritardo nell'assegnazione dei posti previsti nelle graduatorie delle scuole medie e superiori nel nord Italia e in Umbria: interrrogazione della senatrice radicale Donatella Poretti

[caption id="attachment_1868" align="alignleft" width="150" caption="Dalla rete"][/caption]

Dicharazione della senatrice radicale Donatella Poretti e di Andrea Maori, segreteria di radicaliperugia

I gravi ritardi nell'assegnazione dei posti previsti nelle graduatorie delle scuole medie e superiori nel nord Italia e in Umbria sono l'oggetto di un'nterrrogazione della senatrice radicale Donatella Poretti al Ministro Germini, dopo che insegnanti hanno contattato i radicali per sollevare la questione: Nell'interrogazione, riportata qui sotto, la senatrice Poretti ricorda come in alcune classi, dall'inizio dell'anno scolastico, alcuni insegnamenti sono rimasti scoperti. Per quanto riguarda l'Umbria, si riporta il caso delle scuole medie di Sant'Anatolia di Narco, Cerreto di Spoleto, e di Vallo di Nera e gli istituti tecnici agrari di Cerreto di Spoleto e di Todi e si chiede di sapere se "se non si ritiene opportuno verificare il motivo di tale ritardo e sollecitare le scuole ritardatarie ad utilizzare le nuove graduatorie"

domenica 6 novembre 2011

Interrogazione della deputata radicale Zamparutti sulla tragica morte di Ryszard Lechowicz, operaio polacco morto in un sito di proprietà delle acciaierie Ast-ThyssenKrupp

La parlamentare radicale Elisabetta Zamparutti ha rivolto un'interrogazione al ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, e al ministro degli interni, Roberto Maroni,  sul caso di Ryszard Lechowicz, l'operaio di 37 anni, polacco, seppellito il 26 ottobre a Terni dalla materia argillosa che avrebbe dovuto scaricare nell'area di Villavalle, sito di proprietà delle acciaierie Ast-ThyssenKrupp. L'on. Zamparutti chiede, in particolare, di sapere se e quali iniziative si intendano promuovere per chiarire la dinamica dell'incidente e verificare se siano state rispettate tutte le norme a difesa della salute e della sicurezza sul lavoro a partire dal protocollo sulla sicurezza siglato nell'aprile 2010 alla prefettura di Terni con la Thyssen. La parlamentare radicale vuole anche sapere se siano al vaglio azioni, e nel caso quali, per una maggiore sicurezza di tutti i lavoratori della zona e, infine, se ci sia l'intenzione da parte del governo di costituirsi parte civile al processo.

venerdì 4 novembre 2011

Prete accusato di molestie: Staderini e Chiaramello (Radicali), commissione è una presa in giro per insabbiare, intervenga il Vaticano

IL vescovo Bassetti  è sul banco degli imputati, non dei giudici







Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario nazionale di Radicali Italiani, e Liliana Chiaramello, Segretaria di Radicali Perugia







La Commissione aperta dalla Diocesi di Perugia in merito alle inchieste delle Iene sui presunti abusi sessuali di un sacerdote  è una vera presa in giro che non potrà che insabbiare. Come può il vescovo Bassetti organizzare una Commissione di indagine se è lui stesso ad essere oggetto di indagine? Nel primo video delle Iene, infatti, si sente monsignor Bassetti confessare di essere a conoscenza delle accuse e di non aver fatto praticamente nulla: non solo non sembra aver coinvolto la magistratura, ma non ha neanche voluto chiamare le vittime delle presunte molestie perché aspettava si facessero avanti da sole. Come è possibile che, anche questa volta, la Commissione pretenda che i molestati scrivano allegando la carta di identità nonostante le persone intervistate dalle Iene siano a volto scoperto e comunque note alla Curia? Ad essere sotto accusa, indipendentemente dalle responsabilità del sacerdote cui sono attribuite le molestie, debbono essere proprio il Vescovo Bassetti ed il suo predecessore Giuseppe Chiaretti. Quest’ultimo, poi, nel secondo video è accusato addirittura di aver fatto chiedere scusa alla vittima dal suo aguzzino. Se è vero che le direttive di Benedetto XVI impongono ai vescovi di collaborare con la giustizia, allora sono i vescovi  Bassetti e Chiaretti che devono chiarire le loro condotte. Perchè il Vaticano non ha ancora aperto una sua indagine e cosa ne pensa il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede?

giovedì 3 novembre 2011

Presunti abusi di un religioso, seconda puntata: Vaticano 'ancora' non ha risposto ad accuse de Le Iene. La Presidente dell'Umbria 'ancora' deve dire se e come le strutture Caritas sono o meno legate alla ASL locale

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario Nazionale di Radicali Italiani e Liliana Chiaramello, Segretaria Radicali Perugia

Continua a essere sempre più inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano nonostante il secondo servizio diffuso dalla trasmissione Le Iene,  ieri sera 2 novembre. Nell’inchiesta televisiva si accusa il sacerdote, cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti, di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto. Dopo aver avuto modo di ascoltare grazie alla suddetta trasmissione  le drammatiche testimonianze da parte dei diretti interessati,  non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse, come risulta dalla precedente puntata andata in onda il 14 ottobre? Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana? Troppe le domande ancora senza risposta e debole la risposta dello stesso sacerdote che intervistato dal giornalista si limita a dire di non ricordare nulla

Eppure, è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni? Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la ASL per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza circa un contesto che rimane seriamente opaco e preoccupante.
http://vimeo.com/31546239