venerdì 16 marzo 2007

Concerto per le donne ruandesi

L'associazione Etudes Sans Frontières nasce con l’obiettivo di sostenere studenti provenienti da Paesi in conflitto o in grave crisi politica, ove risulta impossibile l’esercizio del diritto fondamentale allo studio, nella convinzione che l’istruzione e l’educazione rappresentino una condizione essenziale alla ricostruzione e alla riorganizzazione del tessuto sociale di un Paese.
La Professoressa Elisabetta Chiacchella, iscritta alla nostra associazione e docente all'Università per stranieri di Perugia, da tempo è impegnata nella promozione di iniziative mirate a "risarcire" generazioni di ragazzi vessati da guerre inique con l'aiuto tangibile del mondo occidentale.


E' quindi nostro particolare piacere invitarti a partecipare al concerto in favore delle donne ruandesi che si terrà:


Giovedì 22 Marzo 2007, ore 21:00

presso l'Aula Magna dell'Università per Stranieri di Perugia


Il Quartetto femminile di flauti e arpa "Venereclassic" eseguirà
colonne sonore di film e trascrizioni di temi sinfonici e operistici.



Nell'occasione sarà possibile offrire un contributo all'iniziativa.


venerdì 9 marzo 2007

Sveglia! E' l'ora dei diritti!


http://www.dirittiora.it/public/upload/banner/banner_468x60.swf



Sabato 10 marzo in Piazza Farnese a Roma, manifestazione nazionale per dare la sveglia alla classe politica  italiana
  
 APPELLO AD ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DIRITTI ORA!


Alle DONNE e agli UOMINI di questo paese così bello e così poco libero.
A chi crede che tutti gli esseri umani nascono uguali in DIGNITÀ.
A chi ha a cuore la COSTITUZIONE italiana che riconosce DIRITTI e non li vieta a nessuno.
A tutte e tutti diamo appuntamento per una grande e festosa manifestazione per la LAICITA’ e le LIBERTÀ.



A Roma il 10 Marzo 2007 alle ore  15,00 Piazza Farnese 


   
  
Per una legge sulle UNIONI CIVILI che riconosca il valore sociale dell'AMORE, eterosessuale ed omosessuale.
Per una stagione di riforme fondate sulla libertà e la RESPONSABILITÀ di donne e uomini.
Un futuro di PACE passa per la valorizzazione dei diritti delle persone e il riconoscimento che la PLURALITÀ è una formidabile ricchezza.
Diamo la SVEGLIA alla classe politica. Il tempo dei diritti è ORA.
 


Per le adesioni ed informazioni inviare un'email a dirittiora@libero.it  www.dirittiora.it
 
Arcigay Arcilesbica "Omphalos" Perugia organizza un RAINBOW AUTOBUS per andare a  Roma tutti insieme  da Piazzale Bove (Perugia) partenza alle ore 10:00 e ritorno  alle 22:30  Per informazioni e prenotazioni:

http://www.omphalospg.it/primopiano/ oppure info@omphalospg.it


venerdì 2 marzo 2007

Occhi che urlano

Alghero, 2 marzo 2007


“HA GLI OCCHI CHE URLANO. VUOLE VIVERE ABBASTANZA DA PARLARE CON QUELL’APPARECCHIO. E VUOLE FARLO PUBBLICAMENTE. MAGARI SU RADIO RADICALE.


Di seguito, la lettera  inviata da Maddalena Soro – moglie di Giovanni Nuvoli - a Marco Cappato, Deputato europeo. Il testo  è stato letto ieri sera da Maddalena allo stesso Giovanni (che continua ad essere tenuto inspiegabilmente nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Sassari).

 


Alghero, 1.03.2007


Caro Marco,
questa lettera la mando a te, ma è indirizzata a tutti i radicali italiani.


Credo che non mi sarebbe particolarmente difficile accontentare Giovanni, nel suo legittimo desiderio di chiudere questa inutile sofferenza con una morte serena e indolore, facendo quello che in modo silenzioso e nascosto migliaia di famiglie italiane fanno ogni anno. Parlo ovviamente della eutanasia largamente praticata, anche in Italia, in modo “privato” e senza coinvolgimento di media e di forze politiche.


Se non è stata questa la nostra scelta è perché, come nel caso Welby, sia Giovanni che io abbiamo sentito il bisogno di dare un senso diverso alla sua morte, cercando di contribuire ad abbattere questo muro insopportabile di ipocrisia e idiozia benpensante che continua a circondare la materia del nostro Paese. Abbiamo cioè voluto farne una battaglia politica. E questo fin da quando abbiamo scritto al Presidente della Repubblica, nel settembre scorso. E poi abbiamo coinvolto i Radicali, che già tante sacrosante battaglie hanno fatto per i nostri diritti civili.


Voglio ringraziarvi per la prontezza con cui avete colto il nostro appello e per tutto quello che state facendo in queste settimane.


Ma il motivo per cui vi scrivo (e scrivo io oggi, non Giovanni) è per dirvi che io sono battagliera e molto solida (tu mi hai conosciuta personalmente, e gli amici mi chiamano “Nuraghetta”) ma mi accorgo che non ce la faccio più.


Non cercate di immaginare cosa sono stati questi anni per me. Non ci riuscireste.


Allo stress dei mesi scorsi si è aggiunto ora quello mediatico. Decine di colloqui ogni giorno con autorità sanitarie, magistrati, politici, vescovi e tanti giornalisti si sono sommati alle mie fatiche pre-esistenti.


Chi mi è più vicino cerca di tenermi su dicendomi: “Dai! Coraggio! Hai dalla tua parte il 99 per cento degli italiani. Non mollare proprio adesso!”. E credo che sia vero. Mi ferma per strada molta gente, conoscenti ma anche sconosciuti. Mi incoraggiano, mi mostrano simpatia e ammirazione. Tutto questo mi tiene un po’ su. Poi la sera vedo Giovanni, e…crollo. Sto molto male, molto più di quando l’hai visto tu. Ha gli occhi disperati, che URLANO!


Poi però mi sono fatta anche dei nemici. Contro di me l’Ospedale, il Vescovo, ecc. sono riusciti a scatenare una ignobile campagna dei principali giornali e televisioni locali, che all’unisono titolano adesso: “Sta per arrivare a Sassari il sintetizzatore vocale, grazie al quale Nuvoli potrà finalmente dire cosa vuole, senza l’intermediario della moglie”. Capito? Secondo loro sono io che desidero la sua morte, non lui. Giovanni aveva dei dolori ad una gamba. Il primario gli ha detto: “Hai un trombo. Si potrebbe risolvere somministrandoti degli anti-coagulanti. Ma tu non vuoi cure…!” Allora Giovanni ha acconsentito agli anti-coagulanti, solo per non soffrire. “Ecco! Visto? Non è lui che rifiuta le cure!” Capito?


Tutti i media locali d’accordo su questa tesi adesso. Tutti assieme, sarà un caso? Immagino che al di fuori della Sardegna questa recente simpatica svolta dell’informazione pubblica manipolata non sia stata colta. Ma qui si, non sarà sfuggita a nessuno. E non mi aiuta a tenermi su. Giovanni ieri mi ha detto che vuole vivere abbastanza da parlare con quell’apparecchio. E vuole farlo pubblicamente. Magari su Radio Radicale.


E allora vi chiedo di aiutarmi ad accelerare i tempi. Tutti assieme, con la passione politica, la carica umana, le grandi capacità che avete sempre saputo dimostrare.


Un saluto a voi tutti.


Stasera la leggo a Giovanni, prima di mandarvela.


 


Ciao


Maddalena


giovedì 1 marzo 2007

Sdi, Radicali e Rosa nel Pugno in Umbria

Puoi ascoltare la conferenza stampa del 28/2/2007, scaricando l'audio in formato Mp3 da Radio Radicale.


Ecco una sintesi della conferenza:


Sintesi conferenza stampa


I radicali umbri, nel ribadire la loro ferma determinazione a continuare il percorso intrapreso dalla Rosa nel Pugno, sottolineano il loro ruolo propositivo e di stimolo coerentemente svolto anche in ambito locale su un ampio ventaglio di tematiche che vanno dalle questioni ambientali ai diritti civili, dall’antiproibizionismo sulle droghe alla partecipazione diretta e responsabile della cittadinanza alla vita amministrativa (si pensi alle iniziative popolari per l’istituzione del difensore civico nel Comune di Perugia e alla sottoscrizione referendaria per la diminuzione dell’indennità, smisuratamente elevata, dei consiglieri regionali), dal laicismo, inteso come espressione di una religiosità intima e non confessionale e come garanzia di tolleranza e rispetto per ogni credo,  alla nonviolenza, dal progetto di riordino dell’assetto sanitario regionale al rilancio dell’attività imprenditoriale e alla riforma della pubblica amministrazione.

Con riferimento ad alcune notizie riportate dalla stampa locale relative a manovre di scarso profilo politico caldeggiate, a quanto pare, dalla direzione regionale dello SDI nonché a diatribe tra componenti interne allo SDI, i radicali umbri tengono a rimarcare la loro più netta distanza da concezioni che non solo non hanno nulla da spartire con il programma innovativo e riformatore della Rosa nel Pugno ma che risultano altresì gravemente offensive della democrazia e, in particolare, di quella parte consistente della società che avverte come prioritario il superamento dell’immobilismo che paralizza e penalizza la vita politica.
La situazione umbra, nel suo piccolo, rispecchia purtroppo fedelmente quel degrado più vasto, di segno antidemocratico e antiliberale, che da tempo i radicali vanno denunciando come “caso Italia” ed anzi individuano nella nostra Regione aspetti peculiari particolarmente pericolosi per la crescita civile e la legalità al punto da ritenere necessario riferirsi al “caso Umbria” (vedi pag 2).
Ci amareggia profondamente constatare che la direzione regionale dello SDI, rivelando ancora una volta, in spregio all’elettorato, una grave incomprensione delle motivazioni che stanno alla base della Rosa nel Pugno e confermando il proprio disinteresse e il proprio sostanziale disimpegno per il soggetto costituitosi due anni fa a Fiuggi, ambisca più a caratterizzarsi come componente di una partitocrazia dominante e paralizzante che a distinguersi come protagonista di un rinnovamento auspicato e inderogabile.
Per noi radicali la Rosa nel Pugno deve andare avanti per affermarsi come concreto e credibile punto di riferimento per tutti i riformatori.


Il Caso Umbria


I Radicali delle due associazioni umbre (il Centro di Iniziativa Radicale di Perugia e il Circolo Ernesto Rossi di Terni) insieme alla Associazione Luca Coscioni, ritengono che abbandonare  la novità del panorama politico italiano, la Rosa nel Pugno, anche e soprattutto a livello locale sia un errore politico che può avere conseguenze molto gravi per il futuro della Regione Umbria. La Rosa nel Pugno con il suo apporto laico, socialista, liberale e radicale  infatti rappresenta al momento l’unico elemento  riformatore in un contesto che sempre di più va assumendo i caratteri di “regime”. Rigettare questa potenzialità strategica per l’affermazione piena dei diritti dei nostri concittadini, significa di fatto scegliere di farne parte costitutiva (del regime umbro).


Noi Radicali della Rosa nel Pugno avvertiamo la necessità di denunciare quello che sempre di più va delineandosi come il “Caso Umbria” che trova radici oltre che in un humus culturale, storico e politico conservatore, in alcune scelte irresponsabili  delle oligarchie dominanti, alle quali rispondiamo da anni con proposte alternative utilizzando gli strumenti della nonviolenza.


1) REFERENDUM SULLE INDENNITA’ DEI CONSIGLIERI REGIONALI

 Il referendum sulle indennità dei consiglieri regionali, sottoscritto nel 2004 da oltre 13.000      cittadini, è stato rinviato per ben due volte e il  timore che ciò possa ripetersi per la convocazione del 10 Giugno 2007 è molto forte. In merito al Referendum l’articolo 22 dello statuto recita: “La Regione … ne favorisce l’utilizzazione”. Invece di fatto è impedita, da chi dovrebbe esserne garante, la partecipazione democratica, violando quella  legalità al rispetto della quale, per prime le istituzioni, dovrebbero attenersi . Anche noi radicali abbiamo contribuito alla campagna referendaria in questione (con la raccolta di oltre mille firme), successivamente partecipando ad uno sciopero della fame a staffetta insieme agli amici del Comitato Promotore e proprio i parlamentari radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato il 24/02/2007 alla Camera dei Deputati una interrogazione parlamentare ad hoc (allegato 1). Per il rispetto della volontà dei cittadini, per la credibilità delle istituzioni democratiche regionali ci rivolgiamo al Presidente della Giunta Regionale e ai consiglieri perché sostengano e rafforzino uno strumento civico così importante, rendendo possibile per il 10 Giugno la consultazione referendaria.


2) LA SANITA’ E LA SALUTE IN UMBRIA

Per noi Radicali della Rosa nel Pugno è tema prioritario di riforma. Non a caso abbiamo voluto organizzare un convegno ad hoc in piena campagna elettorale a Spoleto (allegato 2).
Ciò che chiediamo è che sia il cittadino/ malato al centro del sistema sanitario regionale e non gli interessi clientelari e spartitori sotto gli occhi di tutti. Una sanità per i cittadini e non il contrario così come ci ha insegnato l’orvietano Luca Coscioni, la cui associazione si è battuta con successo per il voto ai disabili e che è ora impegnata perché siano messi a disposizione per i pazienti affetti da gravi patologie strumenti che aiutino la comunicazione e l’autonomia.
Una sanità che assorbe circa l’80% del bilancio in Umbria non può più permettersi ben quattro ASL e due aziende ospedaliere. Eppure sulla proposta di rivedere l’assetto regionale su questo fronte (seguendo l‘esempio delle Marche) la maggioranza e l’opposizione appaiono unite su posizioni conservatrici e miopi  nel sostenere uno status quo che non permette scelte coraggiose ed agisce solo per riduzione progressiva di risorse.
Ma la situazione non è rosea su più versanti: dalle liste di attesa alla terapia del dolore (per fare un esempio l’analgesia epidurale per il parto è offerta a meno del 10% delle donne negli 11 punti nascita regionali), dalla carenza formativa e di organico dei servizi per le interruzioni di gravidanza (come radicali abbiamo denunciato come da circa 2 mesi non vi sia alcun ginecologo non obiettore per l’ospedale di Foligno) alla mancata traduzione di quanto abbiamo ottenuto con fatica sul Piano Sanitario Regionale (alternativa farmacologia a all’aborto chirurgico,Ru486).


3) I GRAVI POBLEMI DEL CAPOLUOGO: IL BUCO DI BILANCIO, LA QUESTIONE T-RED AVREBBERO AVUTO ALTRI ESITI SE SI FOSSE RISPETTATA LA LEGALITA’ CON L’ELEZIONE DEL DIFENSORE CIVICO COMUNALE.


Era previsto dallo statuto del Comune di Perugia all’inizio degli anni ’90. Su questo noi radicali abbiamo condotto una strenua battaglia (allegato 3), conducendo sondaggi, proposte, appelli.
Avevamo visto giusto: era ed è necessaria una figura super partes (tanto più nei nostri sistemi politici fossilizzati) che sia da tramite tra amministrazione e cittadino. Il tutto è stato impedito dalla partitocrazia perugina che non ha ottemperato ad oggi quanto previsto dallo Statuto.


4) Il MINIMETRO’


Noi radicali partecipammo negli anni scorsi al comitato per la mobilità alternativa, che cercò di far crescere il dibattito in città, su quanto si andava a realizzare. Sostenemmo insieme ad altri soggetti minoritari (nei loro stesi partiti) progetti alternativi basati sulla mobilità integrata territorio-città (che sfruttava la rete del FS e della Ferrovia centrale Umbra, inserendo le metropolitane di superficie per i centri principali della regione).
Ora sono patrimonio comune in città preoccupazioni da noi avanzate nel 2000 (allegato 4)per la realizzazione di un progetto che presenta tanti punti interrogativi. C’è il rischio di un flop economico e una mancata risoluzione dei problemi della mobilità e del traffico (Perugia, tra le prime città d’Italia per uso automobile). E soprattutto è assente un idea di città che appare sempre più scissa tra acropoli e periferia. Che si apra la possibilità di un confronto aperto sul futuro per evitare un tracollo della città che amiamo.


5) L’AMBIENTE E IL TERRITORIO

L’Umbria ha subito e subisce un attacco profondo al suo paesaggio, alla qualità ambientale dei suoi centri, senza precedenti. Le acque dell’Umbria, le zone collinari, i laghi sono in costante pericolo e la pianificazione del territorio necessità di riforme profonde e radicali.
A primavera saremo tra i promotori di un convegno su “Popolazione e Risorse” in cui crediamo si potrà proseguire nello sviluppo di un apporto laica sui temi ambientali che farà riferimento anche a questioni locali preminenti.



Tommaso Ciacca, segretario del Centro d’Iniziativa Radicale di Perugi
Andrea Maori, coordinatore regionale della Rosa nel Pugno
Francesco Pullia, componente del Comitato nazionale di Radicali Italiani e responsabile del Circolo radicale “Ernesto Rossi” di Terni


martedì 27 febbraio 2007

Il referendum e il “Caso Umbria”

La vita democratica della nostra Regione è oggi messa fortemente in pericolo. Il referendum sulle indennità dei consiglieri regionali, sottoscritto nel 2004 da oltre 13.000 cittadini, è stato rinviato per ben due volte e il timore che ciò possa ripetersi si fa strada non solo tra chi fa parte del comitato promotore. Oltre alla scarsa attenzione della partitocrazia locale ai “costi della politica”, preoccupa l’indifferenza al tema centrale della partecipazione diretta e la mortificazione degli strumenti previsti per realizzarla. Non desta scandalo il fatto che un referendum regionale, regolarmente promosso ed accolto, non possa tenersi in Umbria a distanza di anni dalla sua presentazione? Quali motivi validi possono essere avanzati da parte di chi ha responsabilità di garante su questo fronte? Forse c’è una generale assuefazione anche alle profonde ferite inferte ad una società civile, sempre meno aperta e liberale. Ecco che la parola “regime” tanto evocata nello scorso autunno viene ad avere un volto concreto. Il volto di istituzioni che non rispettano la loro stessa legalità, invocandola però poi in ogni occasione possibile. Legalità non corrisponde a legalismi basati su cavilli che impediscono di fatto ogni possibilità partecipativa, né a promesse non mantenute.
La proposta di riduzione del 10% delle indennità avanzata dalla Giunta, oltre a scatenare le reazioni di alcuni consiglieri regionali, avrà un esito positivo (nella direzione dei referendari) o serve a confondere per ulteriori rinvii?
Questa grave situazione è però per noi parte integrante di un “Caso Umbria”, sempre più evidente nel mettere a rischio i processi di sviluppo e di modernizzazione, così legati al rispetto dei diritti civili, alla vita del diritto e alla buona e trasparente amministrazione pubblica (da riformare).
Un esempio? L’impedita elezione del difensore civico al Comune di Perugia, prevista dallo statuto comunale fin dal 1995 (e da noi radicali richiesta per anni) ha di fatto estromesso una figura super partes che avrebbe avuto un ruolo importante in questa difficile fase del “buco di bilancio”, fornendo maggiori garanzie per i cittadini anche nei confronti della vessatoria impostazione scelta sul fronte del t-red. Altri aspetti centrali del “Caso Umbria” riguardano la sanità e la salute (con la mancata fusione delle ASL e delle aziende ospedaliere e l’impossibilità di scelte non clientelari per gli interessi dei pazienti), l’ambiente (viabilità, inceneritori dell’area ternana, minimetrò). Ma su questi ed altri punti torneremo al più presto. Oggi avvertiamo l’urgenza di chiedere alla Presidenza della Regione, sulla questione referendum, una risposta chiara e in linea con i principi capitiniani di promozione di libertà per una società di tutti.
 
Tommaso Ciacca, segretario del Centro di Iniziativa Radicale di Perugia
Francesco Pullia, Componente Comitato nazionale Radicali Italiani, Circolo radicale “Ernesto Rossi” di Terni

venerdì 23 febbraio 2007

Abolition Day

abolition Day

Dopo l'iniziativa della Rosa nel Pugno contro il regime concordatario tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, gli amici della FGS organizzano una raccolta di firme per l'abrogazione del Concordato.


E' possibile firmare la petizione anche on-line.


Ci sembra cosa buona e giusta.


 


lunedì 19 febbraio 2007

Ciao Luca

di Francesco Pullia


Non sembra neanche che sia trascorso un anno dalla sua scomparsa, tanto è presente, vicino a noi, alle nostre lotte, a ciò che nel suo nome vive e ravviva in questa Italia così profondamente degradata e degradante.
Il 20 febbraio 2006 il corpo di Luca Coscioni si spegneva per diventare cenere ed essere trasportato, dolcemente cullato, dal mare verso altre sponde, verso altri lidi.
Sembrava che ancora dormisse, Luca, quella mattina, ed il suo volto era sereno, in pace con sé e il mondo, anche con chi, per opportunismo, gli aveva negato quell’ospitalità che i radicali avevano ostinatamente perorato e rivendicato e con quell’ambito ecclesiastico che, con inauditi cinismo e accanimento, gli si era rivolto contro in modo infame, intervenendo indebitamente e pesantemente, in aperta violazione delle norme concordatarie, nella scena politica per impedire un libero pronunciamento in occasione del referendum sulla legge 40.
Oggi, a un anno di distanza da quel tragico evento, serbiamo ancora nelle nostre orecchie e nei nostri cuori quella voce apparentemente atona, meccanica, consegnata a qualcosa di totalmente differente da una bocca, dalle labbra, ma parlante e comunicante, eccome.
Ed è una voce rinnovantesi in altro e in altri. E’ stata la voce di Piergiorgio Welby, così come è quella di Giovanni Nuvoli e lo è e lo sarà per centinaia, migliaia di donne e uomini che non vogliono rassegnarsi al sadismo di un accanimento terapeutico ipocritamente decretato da assolutismi etici e religiosi, come quelli appunto sanciti dalle gerarchie vaticane, immorali e sprezzanti soprattutto di un minimo di senso dell’umano.
Lui, Luca, è qui, materialmente assente per assicurare con maggiore forza una presenza piena e feconda a noi, a tutti, a chi si sente avvinto da smisurato amore.
In questo anno, in questo lasso di tempo che ci separa da quel 20 febbraio, molto è cambiato in termini di sensibilità e consapevolezza anche se, purtroppo, l’invadenza della Chiesa si è fatta sempre più arrogante e baldanzosa in uno Stato in cui i politici amano trasformarsi in maschere carnevalesche, in pupazzi i cui fili sono tirati dalle inanellate mani di un monarca chiamato papa.
C’è stato il congedo di Piergiorgio, toccante con quel partecipato saluto così religiosamente laico che gli abbiamo reso lo scorso 24 dicembre e che ardentemente ci aveva a suo modo chiesto.
C’è stato un aumento di luce e informazione su drammi che altrimenti sarebbero rimasti sommersi, relegati ad una penosa e vergognosa marginalità. 
In questo paese sempre più sprofondato in baratri oscurantisti, Luca era e resta la cruna dell’ago attraverso cui transitano, e si misurano, dignità e innovazione, coscienza e compartecipazione a vicende tanto singolari e individuali da risultare emblematicamente collettive.
Con la sua parola, fattasi pietra e onda, ci ha detto che non era lui ad essere malato ma chi, per qualche scodella e poche once, ha barattato e baratta in templi tramutatisi in mercato una coscienza divenuta simulacro.
Il suo impegno continua in e con Maria Antonietta ed il è nostro.


martedì 13 febbraio 2007

Otto senatori otto

Daniele Capezzone è in sciopero della fame dalla mezzanotte del 25 Gennaio, mentre sto scrivendo lui continua la protesta non violenta da quasi 20 giorni.
Nonostante il senatore Roberto Manzione abbia già fatto approvare la sua relazione alla giunta per le elezioni e i dati sul controllo delle schede della regione Piemonte siano già disponibili da tempo, il governo non ha preso alcuna decisione sul ricorso della Rosa nel Pugno, in merito al contenzioso creatosi da un'errata interpretazione della legge elettorale che di fatto permette ad otto senatori non eletti di svolgere la loro funzione al Senato della Repubblica Italiana.

Quattro di questi otto, secondo i calcoli, spetterebbero alla Rosa nel Pugno.

Non sarebbe la prima volte che questo tipo di decisioni, vengano comunicate a legislazione terminata.

Per questo, alcuni compagni del Centro di Iniziativa Radicale di Perugia, hanno deciso di aderire all'iniziativa di Daniele, con uno o più giorni di sciopero della fame:

Tommaso Ciacca
Francesco Pullia
Carlo Ruggeri


Aderisci anche tu all'iniziativa, affinché il Senato prenda una decisione sugli 8 senatori eletti ed estromessi, segnala la tua partecipazione e inviaci un messaggio di posta elettronica all'indirizzo info@radicaliperugia.org, in modo che anche qui in Umbria sia forte il segnale di sostegno a questa doverosa battaglia.