mercoledì 19 dicembre 2012

Solidarietà a Pannella da parte del Movimento Civico Senese



Riceviamo dal Movimento Civico Senese questa nota che volentieri pubblichiamo.

Il valore di un uomo è dato dalla forza delle sue idee e dalla tenacia con cui le persegue e Marco Pannella è, senza ombra di dubbio, un uomo di valore che non ha mai esitato nel mettere a rischio la propria vita per sostenere battaglie di civiltà.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al leader radicale per la sua ennesima protesta che conduce attraverso lo sciopero della fame e della sete e per essere, oggi come nel passato, una testimonianza di civismo vero.
Siamo dalla parte di Marco e di tutto il popolo radicale nella lotta contro le condizioni disumane dei detenuti, gran parte dei quali in attesa di giudizio, perché la civiltà di un Paese si misura anche dalle condizioni delle carceri, condizioni che spesso mortificano la dignità umana.
Occorre ribadire come la società abbia il diritto di difendersi e chi ha sbagliato abbia il dovere di pagare il proprio debito con la società, ma allo stesso tempo non è tollerabile scambiare giustizia per vendetta e negare a chi ha sbagliato una possibilità di riscatto.
E’ necessario quindi rivedere l’intero settore della giustizia, evitando che vertenze civili e penali si prolunghino per anni ed anni, riducendo al minimo le carcerazioni preventive ed individuando, per i reati di minor pericolosità sociale, pene alternative al carcere.
Movimento Civico Senese

Solidarietà a Pannella da parte del consigliere regionale Orfeto Goracci, dei Comunisti Umbri

Riceviamo da Orfeo Goracci, consigliere regionale umbro, questa nota che volentieri pubblichiamo.

Nella giornata in cui ho partecipato, insieme ad una delegazione di colleghi Consiglieri guidata dal Presidente Brega, alla visita/incontro con dirigenza e personale addetto della casa circondariale di Terni dove abbiamo discusso in primo luogo della carenza assoluta e preoccupante di personale e qui in maniera asciutta mi permetto di dire che è assurdo "aprire" un nuovo padiglione se prima non viene garantito un adeguato numero di addetti di polizia penitenziaria, sento il dovere di parlare dello stato di salute di Marco Pannella e della causa per cui da una settimana è in sciopero della fame e della sete.
Le sue condizioni di vita sono a rischio. Io da comunista e non pentito, ho spesso e su molti aspetti contrastato Pannella e Radicali sulle loro politiche filo Atlantiche (e di guerra), sul liberismo sfrenato, su politiche filoindustriali ostili ai diritti dei lavoratori e hanno sempre plaudito i vari "massacri sociali", ma non posso non ricordare e dare atto che su temi civili Pannella e i radicali con coraggio e coerenza sono sempre stati all'avanguardia. Ora Pannella sta rischiando la vita per sollecitare risposte sulla situazione delle carceri in Italia. Chiede al Governo e a chi di dovere di pronunciarsi sul diritto di voto dei detenuti, denucia l' incivile situazione (richiamata anche dal Presidente della Repubblica Napolitano) del sovraffolamento che vede la presenza di 67.000 detenuti a fronte di una capienza massima prevista di circa 45.00 e fra questi il 40% sono detenuti in attesa di giudizio. Molti sono "dentro" per reati che potrebbero e dovrebbero essere "scontati" con pene alternative al carcere. Il grado di civiltà di un Paese si misura anche da come tratta i cittadini che scontano una pena e non va mai dimenticato che nella nostra Costituzione il carcere dovrebbe avere funzione rieducativa, riabilitativa e di reinserimento nella società. Tutte cose ad oggi impensabili. Anzi, spesso sono l'esatto contrario. Le richieste di Pannella sono giustissime e da me condivise, chi di dovere risponda
favorevolmente SUBITO. A Marco, che conosco, mi sento di dire FERMATI, dai ascolto ai tuoi medici, c'è ancora tanto bisogno della tua forza, della tua intelligenza, della tua voglia di lottare per i diritti sacrosanti dei detenuti e non solo. Se non ti fermi non potrai più farlo.
Perugia, 17 dicembre 2012
Orfeo Goracci
Consigliere Regionale Comunista Umbro

domenica 16 dicembre 2012

Regione Umbria: parte la petizione in appoggio alla proposta di legge che dispone l'uso terapeutico dei cannabinoidi e dei farmaci contenenti i principi attivi delal cannabis (con alcune proposte per sburocratizzarne l'utilizzo)



 Dal 1° ottobre di quest'anno, grazie all'iniziativa del consigliere regionale Stufara è stata depositata una proposta di legge tesa ad affrontare il tema della somministrazione ad uso terapeutico dei cannabinoidi e dei farmaci contenenti i principi attivi della cannabis attraverso la discussione di proposte di legge, a partire da quella depositata dal consigliere Stufara.


Attraverso l’approvazione di una legge, la Regione dell’Umbria  ha l’opportunità di dare una risposta alla necessità di dare attuazione al diritto alla salute per i pazienti che hanno il bisogno di assumere farmaci a base di derivati della cannabis. Su tutta la questione è in atto una grave disinformazione complice la decennale strategia proibizionistica che ha coinvolto l’intero pianeta in una drammatica quanto fallimentare “guerra alla droga” che ha solo favorito ingenti profitti per potenti quanto pericolosissimi cartelli criminali lasciando sul campo morte, distruzioni ed emarginazione. La proposta di legge, attualmente in discussione presso una commissione consiliare è quindi un punto di partenza importante. Per questi motivi radicaliperugia- Giovanni Nuvoli promuove una raccolta di firme in calce ad una petizione con la quale chiediamo che venga approvata al più presto dal Consiglio Regionale dell’Umbria una legge che disponga l’uso della cannabis terapeutica nell’ambito del pieno diritto di ogni cittadino all’utilizzo di farmaci cannabinoidi, con la possibilità di prescriverli gratuitamente da parte del personale medico responsabile della terapia di cui usufruisce il paziente anche in modo da poterli usare nel caso di cura di tutte quelle patologie (per es. nausea e inappetenza da HIV, spasticità nella Sclerosi Multipla etc…) che non prevedono necessariamente ricoveri ed assistenze mediche o paramediche.
Proponiamo quindi una sburocratizzazione delle procedure di somministrazione in modo da favorirne l’utilizzo, pur sotto controllo medico, da un numero più ampio di pazienti.
Il nostro obiettivo è raccogliere centinaia di firme da consegnare al presidente del consiglio regionale intorno la metà di gennaio 2013.

giovedì 13 dicembre 2012

Perugia, 14 dicembre, presentazione del libro "Al punto di arrivo comune. Per una critica della filosofia del mattatoio" di Francesco Pullia, presidente dell'associazione radicale antispecista "Parte in causa"


Venerdì 14 dicembre, alle 17,30,
sala della partecipazione del Consiglio regionale, Palazzo Cesaroni,
piazza Italia, 2, Perugia,
sarà presentato il libro di Francesco Pullia,
"Al punto di arrivo comune. Per una critica della filosofia del mattatoio", Mimesis, 2012
interverranno
Marco Mamone Capria (Dipartimento di Matematica, Università di Perugia)
Giuseppe Moscati (ricercatore Università di Perugia, redattore rivista "Rocca")
Sarà presente l'autore
Presidente dell’Associazione radicale antispecista “Parte in causa”
Nel solco di una prospettiva delineata, sia pur in contesti filosofici completamente differenti, da un lato da Aldo Capitini e dall’altro da Jacques Derrida, l’autore prospetta in questi saggi una realtà liberata che, senza distinzione di specie, instauri una discontinuità, una rottura rispetto all’antropocentrismo dominante, allo specismo secondo cui la specie umana sarebbe (auto)legittimata a disporre, a proprio piacimento, della vita degli altri esseri senzienti. Guardare al punto di arrivo comune significa, allora, oltrepassare lo scarto tra l’uomo e le altre specie animali, ridefinire lo stesso concetto di diritto, la propria sfera, le proprie attribuzioni, chiudere i conti, una volta per tutte, con quell’olocausto quotidiano con cui, in colpevole indifferenza, la stragrande maggioranza di noi accetta di convivere. C’è necessità di un cambiamento radicale che, nel nome di una politica basata sulla nonviolenza, sulla consapevolezza dell’interrelazione tra forme viventi, sulla compassione universale, segni una presa di distanza dall’umanesimo predatorio e proclami a partire da subito, qui ed ora, l’avvento di una rivoluzione copernicana tanto attesa quanto ormai improcrastinabile. Un libro che scaturisce dal vissuto.

mercoledì 12 dicembre 2012

Gasdotto Brindisi Minerbio, approvata la mozione: l'Umbria dice no


Da Perugiatday.it dell'11 dicembre 2012
Il Consiglio regionale ha approvato la mozione contro il gasdotto Brindisi-Minerbio, con cui si chiede di mettere in campo tutte le azioni possibili per verificare la possibilità di revisione del progetto.
 Approvata dall'Aula di Palazzo Cesaroni, con 17 voti favorevoli e 5 astenuti, la mozione contro il gasdotto Snam Brindisi-Minerbio, con cui si chiede di mettere in campo tutte le azioni possibili per verificare la possibilità di revisione del progetto, chiedendo anche conto dei motivi per cui non si stiano prendendo in esame auspicabili soluzioni alternative, anche in considerazione di corridoi infrastrutturali già esistenti. Seduta straordinaria con altre Regioni interessate- Si chiede che anche la Regione Umbria, insieme alle altre regioni interessate dal progetto, chieda una seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni per promuovere gli opportuni ed urgenti approfondimenti sulla questione, ancor più dopo il terremoto in Emilia Romagna.
Mozione votata da maggioranza e opposizione- Si è evidenziata una trasversalità nelle aderenze al testo proposto dai consiglieri di maggioranza Dottorini, Brutti (Idv), Bottini (PD), Stufara (Prc-FdS), Goracci (Comunista umbro), Buconi (Psi) e Carpinelli (Marini per l'Umbria), votato infatti anche dai consiglieri di minoranza Lignani Marchesani, De Sio e Mantovani (Pdl), mentre si sono astenuti gli altri consiglieri del Pdl: Nevi, Monni, Valentino, Rosi, e Modena.
L'appunto della Monacelli- La mozione è stata invece apertamente contestata dalla portavoce dell'Udc, Sandra Monacelli, che non ha votato la mozione ritenendola un atto "non utile ad affrontare un problema più complesso di una questione ambientale perché connesso con le esigenze dell'approvvigionamento energetico e comunque meritevole di essere discusso in altre sedi istituzionali e non con una mozione".
Grave impatto in una zona sismica- Il relatore in Aula, Oliviero Dottorini (Idv), ha detto che con questo atto, che discende da quello originato tempo fa a firma Dottorini-Brutti-Stufara-Goracci, si intende "stimolare a livello nazionale un confronto sulla opportunità di un progetto dal gravissimo impatto ambientale in una zona per di più sismica. L'infrastruttura dovrebbe snodarsi per 687 chilometri e dovrebbe attraversare il territorio umbro nella fascia appenninica per un tratto di circa 120 chilometri, interessando i comuni di Cascia, Norcia, Preci, Sellano, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga, Città di Castello.
Progetto Appennino parco d'Europa- Tra l'altro, il tracciato previsto coincide, per l'Umbria, con il progetto Ape (Appennino parco d'Europa): il più importante progetto di sistema avviato in Italia e finalizzato alla conservazione della natura e allo sviluppo sostenibile. Il tracciato, nel solo tratto Foligno-Sestino, interseca 19 fiumi e torrenti principali, numerosi fossi, causando circa 35 attraversamenti.
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Siti importanza comunitaria- Lo stesso tracciato attraverserebbe poi 3 aree Sic (Siti importanza comunitaria): Fiume Topino, Boschi del bacino di Gubbio, Boschi di Pietralunga. Il progetto - ha detto Dottorini - andrebbe ad alterare irrimediabilmente il paesaggio umbro, compromettendo l'attività turistico-naturalistica ad esso legata. Oltre a ciò, il gasdotto dovrebbe attraversare territori ad alto rischio sismico, come riconosciuto dal Ministero per l'ambiente nell'istruttoria della Commissione VIA (Valutazione impatto ambientale).

martedì 11 dicembre 2012

"Radicali, partita truccata per vietarci il Parlamento", intervista a Mario Staderini su "Il Fatto Quotidiano"

Dalla Rassegna stampa


Radicali fuori dal Parlamento. Questo potrebbe essere lo scenario che attende il partito fondato da Marco Pannella se non riuscirà a raccogliere le circa 160 mila firme necessarie per presentare la lista alle elezioni politiche. Per il segretario, Mario Staderini, "siamo sotto gli standard minimi della democrazia".
Staderini, veniamo subito al punto: il problema è che non avete trovato un accordo con un grande partito, come nel 2008 con il Pd?
Non siamo mica dei panda. Noi non vogliamo sopravvivere a tutti i costi, chiediamo uno Stato di diritto.
 Perché adesso non c'è?
L'intero processo elettorale non è democratico. Non si sa ancora quale sarà la data delle elezioni né con quale legge elettorale voteremo.
 Il Porcellum è vivo e vegeto e se un governo cade durante la legislatura, dopo due mesi si va al voto.
D'accordo, ma questo momento è davvero particolare.
 Come mai?
Perché le firme vanno raccolte in tutti i collegi, e se non hai autenticatoci sul territorio il ministero non te li concede. Di più, nel Lazio e in Lombardia, dove si vota anche per le elezioni regionali, non ci sono proprio i moduli a disposizione. Le istituzioni se ne fregano. La raccolta delle firme si è trasformata in uno strumento per non far accedere al gioco chi è fuori dalla partita.
Ovvero solo chi ha un gruppo in parlamento è esente.
Quindi potrebbe essere un problema anche per il Movimento 5 stelle. Esatto. E noi, a differenza loro, non ci concentriamo solo sul nostro risultato elettorale ma cerchiamo di garantire un diritto. Per non parlare degli spazi negati in tv e le tribune politiche cancellate.
Quindi cosa farete?
Porremo la questione a Giorgio Napolitano, perché si impegni a far partecipare tutti nel rispetto delle regole, ora il pallino è nelle sue mani. Oggi è presidente di una Repubblica senza diritto, di uno Stato in flagranza criminale, e noi non vogliamo giocare una partita truccata.
Sta dicendo che preferite non presentarvi?
Non ci saremo se non possiamo usare il nostro simbolo (ndr.) all'interno di una coalizione. Nel 2008 siamo stati vittime di un ricatto: o entravamo nel Pd o stavamo fuori del tutto. Poi però avete agito autonomamente in molte occasioni. Il Pd in questi anni ha preferito evitare il dialogo con noi, ma hanno il dovere di rispondere ai loro stessi elettori. Se ci fosse una vittoria del centrosinistra senza il patrimonio radicale sui temi etici e della giustizia sarebbe una vittoria monca.
Suona come un appello a Bersani.
Al segretario del Pd, come anche a Vendola o alle forze del centrodestra, mi appello perché intervengano sulla democraticità delle elezioni, a supporto della nostra lotta che è per il diritto di tutti. Chi non si batte è complice.
Non avete pensato di discutere con il quarto polo arancione, fortemente schierato sui temi etici e sulla giustizia?
Dialoghiamo con tutti, ma bisogna capire cosa si intende per giustizia. Quella "alla Di Pietro" non ci interessa.
Insomma, Bersani o morte.
A Bersani importa qualcosa della nostra situazione? Se qualcuno si facesse carico di questa lotta, che è la stessa di quella per la giustizia e l'amnistia, sarebbe un fatto politicamente rilevante.

domenica 9 dicembre 2012

Perugia, 14 dicembre, presentazione del libro "Al punto di arrivo comune. Per una critica della filosofia del mattatoio" di Francesco Pullia, presidente dell'associazione radicale antispecista "Parte in causa"


Venerdì 14 dicembre, alle 17,30,
sala della partecipazione del Consiglio regionale, Palazzo Cesaroni,
piazza Italia, 2, Perugia,

sarà presentato il libro di Francesco Pullia,
"Al punto di arrivo comune. Per una critica della filosofia del mattatoio", Mimesis, 2012

interverranno

Marco Mamone Capria (Dipartimento di Matematica, Università di Perugia)

Giuseppe Moscati (ricercatore Università di Perugia, redattore rivista "Rocca")

Sarà presente l'autore
Presidente dell’Associazione radicale antispecista “Parte in causa”

Nel solco di una prospettiva delineata, sia pur in contesti filosofici completamente differenti, da un lato da Aldo Capitini e dall’altro da Jacques Derrida, l’autore prospetta in questi saggi una realtà liberata che, senza distinzione di specie, instauri una discontinuità, una rottura rispetto all’antropocentrismo dominante, allo specismo secondo cui la specie umana sarebbe (auto)legittimata a disporre, a proprio piacimento, della vita degli altri esseri senzienti. Guardare al punto di arrivo comune significa, allora, oltrepassare lo scarto tra l’uomo e le altre specie animali, ridefinire lo stesso concetto di diritto, la propria sfera, le proprie attribuzioni, chiudere i conti, una volta per tutte, con quell’olocausto quotidiano con cui, in colpevole indifferenza, la stragrande maggioranza di noi accetta di convivere. C’è necessità di un cambiamento radicale che, nel nome di una politica basata sulla nonviolenza, sulla consapevolezza dell’interrelazione tra forme viventi, sulla compassione universale, segni una presa di distanza dall’umanesimo predatorio e proclami a partire da subito, qui ed ora, l’avvento di una rivoluzione copernicana tanto attesa quanto ormai improcrastinabile. Un libro che scaturisce dal vissuto.

martedì 4 dicembre 2012

Sospese le catture e le uccisioni degli scoiattoli grigi promosse dalla Provincia di Perugia

Sospese le catture e le uccisioni degli scoiattoli grigi promosse dalla Provincia di Perugia

Sommersi da migliaia di firme, la Provnicia di Perugia ha comunicato alla Lav che le catture e le uccisioni 
degli scoiattoli sono state sospese Altrettanto importante è il percorso di
collaborazione che è stato intrapreso con le associzioni animaliste. In un comunicato Massimo Vitturi, responsabile caccia e fauna selvatica della Lav ha dichiarato: " Insieme alla Provincia vogliamo individuare metodi incruenti che consentano il contenimento numerico degli scoiattoli, primo fra tutti  il divieto di vendita. Questa esperienza sarà poi condivisa con le regioni Liguria, Lombardia e Piemonte, puntando anche lì alla
sospensione dei piani di cattura ed uccisione."