La
Giunta Regionale Umbra ha ieri rinviato il parere che doveva prendere sul
tracciato del Gasdotto Brindisi Minerbio sulla quale, la senatrice Donatella
Poretti aveva tempo fa depositato un'interrogazione parlamentare con
la quale si chiede il rispetto della direttiva dell'Unone europea sulla
valutazione ambientale strategica e di impatto ambientale. Ci sembra di
condividere la valutazione del comitato No Tubo che chiede che venga discussa e
votata in Consiglio Regionale la Mozione depositata su iniziativa dell'Italia
dei Valori e firmata dagli altri gruppi del centrosinistra con la quale si chiede di valutare
attentamente se il tracciato scelto dall'azienda privata corrisponda alla
migliore soluzione possibile, considerando le implicazioni ambientali e di
sicurezza ed un confronto tra la posizione della
Regione Umbria con quella di altre regioni come Marche e Abruzzo che
considerano il tracciato da rivedere. In un comunicato, il consigliere
regionale Oliviero Dottorini, dell'Idv ha dichiarato: "Il fatto che il
gasdotto attraverserebbe numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette,
siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale deve essere
valutato con molta attenzione. Nella nostra regione saranno interessati al
tracciato, tra gli altri, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del
bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Un supplemento di
riflessione risulta quindi quanto mai opportuno". a.m.
mercoledì 14 novembre 2012
lunedì 12 novembre 2012
Dopo più di 2100 giorni dall'approvazione della legge regionale sul Garante dei detenuti una buona notizia
Dichiarazione di Andrea Maori, Michele Guaitini e Liliana Chiaramello, associazione radicaliperugia.orgFinalmente l'ufficio di Presidenza della Regione dell'Umbria ha stabilito i criteri per la nomina del garante dei detenuti, cercando di superare gli ostacoli su un mancato accordo tra maggiornaza ed opposizione imposto dalla legge regionnale che prevede che la nomina, per essere valida, deve avvenire con i 2/3 dei consiglieri. Dopo due convegni, la raccolta delle firme di centinaia di persone tra cui quelle dei detenuti del carcere di Spoleto, ed una pressione costante da parte delle associazioni interessate al mondo carcerario ed un impegno politico costante dei radicali umbri, un primo tassello, dopo oltre 2100 giorni dall'approvazione della legge è stato piantato con la predisposizione di un bando pubblico che sarà pubblicato nel Bollettino della regione nei prossimi giorni. Le candidature verranno esaminate dalla prima commissione consiliare della regione e successivamente approvate dal consiglio. Tempi lunghi, temiamo e temiamo che, anche dopo il passaggio in commissione, i veti incrociati non verranno superati. Prendiamo però atto che un passo avanti nel segno della traparenza sia stato compiuto. Verificheremo costantemente che questa procedura abbia comunque un seguito certo, in modo da dare ai cittadini la possibilità di avere - in mancanza di una legge nazionale .- un punto di riferimento in più per la tutela dei diritti civili a partire da quelli detenuti nelle carcere umbre.
Garante detenuti Umbria: l'ufficio di Presidenza, ha approvato lo schema di avviso pubblico per la selezione delle candidature - a giorni la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione
(Acs) Perugia, 12 novembre 2012 – L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dell'Umbria, nella seduta odierna, ha approvato lo schema di avviso pubblico per la selezione di candidature ai fini della designazione della figura del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale” (legge regionale “13/2006”). L'avviso pubblico sarà pubblicato nei prossimi giorni sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria (Bur) (nel sito ufficiale della Regione Umbria, link: http://goo.gl/6fYxx [1]).
I requisiti individuati sono quelli relativi alla comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, scienze sociali e dei diritti umani e l'esperienza in ambito penitenziario. In particolare, i candidati dovranno
quindi indicare nel proprio curriculum: di essere iscritti e partecipare attivamente ad organismi di servizio e associazioni che operano nel campo del volontariato; la conoscenza dell'ordinamento e del contesto penitenziario e di quelle istituzioni e associazioni con le quali è prevista l'interazione delle attività del Garante; l'esperienza nell'organizzazione di iniziative di informazione, promozione culturale e sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti e delle garanzie dei detenuti.
Cause di incompatibilità sono ravvisate con la carica di parlamentare italiano ed europeo; presidente di Regione o Provincia; sindaco, assessore o consigliere di Comuni e Province; amministratore di enti pubblici, aziende o società a partecipazione pubblica, o di enti, imprese o associazioni che ricevono sovvenzioni o contributi dalla Regione. Le candidature presentate saranno valutate, per la sussistenza dei requisiti, dalla Prima Commissione consiliare, che predisporrà una relazione con l'elenco delle candidature idonee sulla base del quale il Consiglio regionale effettuerà la designazione del Garante, mediante elezione con la maggioranza dei due terzi dell'Aula. Al Garante dei detenuti, spetta un'indennità mensile pari al venti per cento dell'indennità mensile lorda assegnata ai consiglieri regionali. La predisposizione del bando si è resa necessaria perché come è scritto nell'atto approvato dall'Ufficio di presidenza “il Consiglio regionale a
tutt'oggi non ha provveduto alla elezione del Garante, nonostante i reiterati solleciti formulati dal presidente del Consiglio regionale e dall'Ufficio di Presidenza in sede di Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari”. TB/
link alla notizia: http://www.consiglio.regione.
giovedì 8 novembre 2012
Intervista di Radio Radicale nell'ambito dell'ultimo congresso di Radicali Italiani
Cliccando qui si può accedere all'intervista
per Radio radicale, a cura di Alessandro Massari, ad Andrea Maori, sui temi trattati in
"Dossier libertà controllata. Polizia, potere politico e movimenti per i
diritti umani e civili (1945-2000)" e sull'andamento dei lavori dell'ultimo congresso
di Radicali Italiani.
mercoledì 7 novembre 2012
Riunione di radicaliperugia, martedì 13 novembre
L'andamento del recente congresso di radicali italiani, le iniziative in corso nella galassa radicale e l'attività della nostra associazione, sono al centro della riunine convocata per martedì 13 novembre ore 21,15 presso il negozio Mira shop in via Ruggero d'Andreotto a Perugia, riunione aperta a tutti grazie alla disponibilità di Michele Guaitini, tesoriere dell'associazione.
Usa: non solo Obama. Maryland e Maine, si' a nozze gay. Marijuana legalizzata in Colorado
Usa: Maryland e Maine, si a nozze gay. Marijuana legalizzata in Colorado da Agi
(AGI) - Washington, 7 nov. - Via libera ai matrimoni gay negli
stati americani di Washington, del Maryland e del Maine,
secondo i primi risultati. No del Minnesota. E' quanto hanno
deciso gli elettori di questi quattro stati chiamati ad
esprimersi in materia con un referendum.
Sul tema, gli elettori americani si erano gia' espressi 32
volte, bocciando sempre la proposta. Ma negli ultimi anni
l'opinione pubblica ha cambiato idea e la linea di tendenza
appare confermata dalle proiezioni dei grandi network
americani. Leggi che permettono le nozze omossessuali sono gia'
in vigore nel District of Columbia e in sei Stati, Vermont,
Connecticut, Iowa, New Hampshire, Massachussetts e New York
mentre altri 30 Stati hanno emendamenti costituzionali che le
proibiscono e a altri 15 leggi che li vietano.
Un recente studio di un think tank conservatore ha mostrato che il sostegno alle nozze gay negli Usa e' cresciuto del 16% dal 2004. Con il 93% delle schede scrutinate in Maryland, il 52% degli elettori si e' espresso a favore, il 48% contro (secondo le proiezioni CNN e NBC); mentre in Maine, la CNN ha assegnato il 54% dei voti a favore e il 46% cntro (50% schede scrutinate).
Un recente studio di un think tank conservatore ha mostrato che il sostegno alle nozze gay negli Usa e' cresciuto del 16% dal 2004. Con il 93% delle schede scrutinate in Maryland, il 52% degli elettori si e' espresso a favore, il 48% contro (secondo le proiezioni CNN e NBC); mentre in Maine, la CNN ha assegnato il 54% dei voti a favore e il 46% cntro (50% schede scrutinate).
COLORADO E WASHINGTON LIBERALIZZANO LA MARIJUANA
Colorado e Washington sono diventati i primi due Stati
americani a legalizzare totalmente la marijuana e non solo per
scopri terapeutici. E' quanto emerge dalle proiezioni dei
risultati dei referendum. Il via libera nello Stato delle
Montagne Rocciose e in quello all'estremo nord-ovest degli Usa
non ha precedenti storici ed e' probabile che le conseguenze,
scrive l'Huffington Post, "saranno attentamente monitorate nel
mondo".
Con l'approvazione dell'Emendamento 64, in Colorado la marijuana sara' tassata come il tabacco e l'alcol e venduta a chiunque abbia piu' di 21 anni e questo comportera' un introito per le casse dello Stato dai 5 a i 22 milioni di dollari. Anche il Massachusetts ha votato a favore della legalizzazione della marijuana, ma solo per coloro che la useranno a scopi terapeutici. Il governatore del Colorado, John Hickenlooper, fortemente contrario alla misura, ha gia' reagito: "L'elettorato ha parlato e dobbiamo rispettare il suo volere. Sara' un processo complicato, ma vogliamo portarlo avanti". (AGI) .
Con l'approvazione dell'Emendamento 64, in Colorado la marijuana sara' tassata come il tabacco e l'alcol e venduta a chiunque abbia piu' di 21 anni e questo comportera' un introito per le casse dello Stato dai 5 a i 22 milioni di dollari. Anche il Massachusetts ha votato a favore della legalizzazione della marijuana, ma solo per coloro che la useranno a scopi terapeutici. Il governatore del Colorado, John Hickenlooper, fortemente contrario alla misura, ha gia' reagito: "L'elettorato ha parlato e dobbiamo rispettare il suo volere. Sara' un processo complicato, ma vogliamo portarlo avanti". (AGI) .
martedì 6 novembre 2012
Vicenda proliferazione scoiattoli grigi e Provincia di Perugia: la risposta ad un’interrogazione parlamentare del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Catania chiarisce alcuni aspetti che escludono l’abbattimento
di Andrea Maori, segretario di radicaliperugia.org
Recentemente
il ministro delle politiche agricole Mario Catania, rispondendo ad un’interrogazione
al Senato ( n. 4-07434)
sulla proliferazione degli scoiattoli grigi in Liguria, Piemonte e in Lombardia
ha dato alcune indicazioni su come contenere il fenomeno della proliferazione
degli scoiattoli grigi che favoriscono l’estinzione dello scoiattolo comune autoctono
in Europa, noto anche come scoiattolo rosso. Le
indicazioni prevedono misure ben diverse da quelle ipotizzate dalla Provincia
di Perugia: si parla nella risposta all’interrogazione di divieto di commercializzazione,
misura per la quale il ministero sta per preparare un decreto. Infatti uno
degli aspetti più importanti della vicenda è che lo scoiattolo grigio è stato
importato in Europa dall’America del Nord a partire dal secondo dopoguerra.
Prendendo
spunto dal progetto
Life Ec Square (chiamato anche Rosso scoiattolo) finanziato, per i 4 anni di
durata (2010-2014da contributo
comunitario, da alcune regioni (non ci risulta che lo sia dalla regione Umbria)
e dal Ministero dell’Ambiente
Va
sottolineato che questo progetto consentirà non solo di rimuovere gli scoiattoli grigi prevedendo
la loro sterilizzazione e il mantenimento presso centri abilitati, ma anche lo
svolgimento di attività di educazione ambientale nelle scuole della città, la
produzione di materiali divulgativi e di punti di osservazione degli scoiattoli
rossi tuttora presenti in diversi altri parchi urbani e suburbani della città.
Ci pare che
questa sia la via da perseguire per porre freno ad un disequilibrio creato
dagli umani con la migrazione forzata degli scoiattoli grigi ormai da più di
sessant’anni.
sabato 3 novembre 2012
Nomina del Garante dei detenuti: come uscire dalle sabbie mobili della Regione Umbria
A seguito della decisione della Presidenza del consiglio della Regione dell'Umbria di aprire un bando per la scelta dei candidati, grazie alla collaborazione con l'ufficio del garante della Regione Emilia Romagna, posto queste note che danno un quadro di come altre amministrazioni locali e regionali agiscono in merito alla nomina. In particolare, va sottolineato il criterio scelto dal Comune di Bologna, di apertura e di trasparenza, che qui sotto viene riportato. Malgrado sia passato più di un mese dall'annunzio che dà seguito a quella decisoine, ancora nessuna norma, ci risulta, sia stata approvata dall'amministrazione regionale umbra. a.m.
La figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale ha trovato riconoscimento legislativo con la L. 27 febbraio 2009, n. 14, che ha modificato L. 26 luglio 1975, n. 354. Si è così previsto che il garante possa avere colloqui con i detenuti e gli internati, anche al fine di compiere atti giuridici (art. 18) e che il garante possa visitare senza necessità di preventiva autorizzazione gli istituti penitenziari che insistono sul territorio di competenza (art. 67).
Sono praticate due modalità di individuazione del Garante: per nomina sindacale ( o del presidente della Provincia o del Presidente della regione, come nel caso del sen. Fleres per la Sicilia) o per nomina elettiva del Consiglio (comunale, regionale, non si hanno notizie di nomine dei consigli provinciali).
In alcuni casi, come per il Comune di Bologna, si è intervenuti sullo Statuto che ha inserito l’art.13 bis, di istituzione del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, “istituzionalizzando” la nuova figura di garanzia:
Art. 13 bis (Garante per i diritti delle persone private della libertà personale)
1. Il Comune istituisce il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, al fine di promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone comunque private della libertà personale o limitate nella libertà di movimento.
2. Il Garante svolge la propria azione di tutela nei confronti delle persone che, nelle condizioni di cui al precedente comma 1, siano domiciliate, residenti o comunque presenti nel territorio del
2. Il Garante svolge la propria azione di tutela nei confronti delle persone che, nelle condizioni di cui al precedente comma 1, siano domiciliate, residenti o comunque presenti nel territorio del
Comune di Bologna, con riferimento alle competenze dell’Amministrazione e tenendo conto delle particolari condizioni dei soggetti stessi.
3. Le azioni poste in essere per le finalità di cui al precedente comma 1 sono volte a garantire alle persone private della libertà personale il diritto al lavoro, alla formazione, alla crescita culturale, alla tutela della salute, alla cura della persona, anche mediante la pratica di attività formative, culturali e sportive.
4. L’elezione, il funzionamento del Garante ed i profili procedurali riferiti all’attività da esso esercitata sono disciplinati da apposito regolamento.
3. Le azioni poste in essere per le finalità di cui al precedente comma 1 sono volte a garantire alle persone private della libertà personale il diritto al lavoro, alla formazione, alla crescita culturale, alla tutela della salute, alla cura della persona, anche mediante la pratica di attività formative, culturali e sportive.
4. L’elezione, il funzionamento del Garante ed i profili procedurali riferiti all’attività da esso esercitata sono disciplinati da apposito regolamento.
Successivamente con deliberazione OdG 23 del 26/01/2004 il Consiglio Comunale ha approvato, con apposito Regolamento, la disciplina delle modalità di elezione del Garante, nonché l’organizzazione e le modalità di funzionamento dell’Ufficio di supporto.
All’art. 4 sono previste le modalità di presentazione delle candidature, valutazione e modalità di elezione del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale:
1. Il Presidente del Consiglio Comunale pubblicizza con adeguati strumenti la possibilità di presentare candidature per l'elezione a Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, informandone la cittadinanza entro congruo termine.
2. I cittadini in possesso dei requisiti indicati al precedente articolo 3 possono presentare le proprie candidature alla carica di Garante, inoltrando apposita istanza al Presidente del Consiglio Comunale, accompagnata da dettagliato curriculum.
3. Le candidature ed i relativi curricula sono messi a disposizione dei Consiglieri comunali.
4. Le candidature ed i curricula sono sottoposti all'esame della I Commissione consiliare "Affari Generali e Istituzionali", la quale provvede, previa definizione dei criteri di valutazione dei curricula, all'individuazione dei soggetti ritenuti maggiormente idonei a ricoprire la carica, definendo una rosa di tre candidati da proporre al Consiglio comunale per l'elezione.
(in allegato delibera 23 del 26/01/2004 integrale).
Per quanto riguarda il caso specifico della Regione Emilia-Romagna la figura del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale è stata istituita con Legge regionale 3 del 19 febbraio 2008.http://www.assemblea.emr.it/ assemblea-legislativa/ garanzia-e-controllo/detenuti. pdf
Successivamente, l’assemblea legislativa con propria delibera n.23 del 21 settembre 2011, in modifica alla L.R. n.9 del 17 febbraio 2005 “garante per l’infanzia e l’adolescenza” e n. 3 del 19 febbraio 2008 “ garante della persone ristrette negli istituti penitenziari della regione”, stabilisce nuove norme sugli Istituti di Garanzia. Il Garante che viene scelto tra persone in possesso dei requisiti e di comprovata esperienza almeno quinquennale, viene eletto dall’Assemblea legislativa, con voto segreto. Ciascun consigliere ha facoltà di avanzare una candidatura allegando curricula. La nomina della Garante è avvenuta con deliberazione dell’Assemblea regionale n.65/2011.
Per quanto riguarda il bando di presentazione delle domande per la nomina del garante regionale è previsto per la regione Campania, pubblicato a cura del Presidente del consiglio, sul bollettino ufficiale della regione, entro trenta giorni dall’approvazione della legge di istituzione del garante, ovvero entro 30 giorni dalle dimissioni o scadenza del mandato.
Ci risulta essere stata data evidenza pubblica per la presentazione delle candidature per l’individuazione del garante dei detenuti, oltre che per il comune di Bologna ( in allegato in pdf l’avviso come pubblicato nel Comune di Bologna) anche a Rovigo.
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