venerdì 14 agosto 2020

"Ferragosto in carcere" a Capanne

Oggi, 14 agosto, nell'ambito delle iniziative radicali" "Ferragosto in carcere" per la conoscenza e la sensibilizzazione sulle questioni carcerarie, il presidente dei consiglieri regionali PD dell'Umbria Tommaso Bori, il consigliere comunale di Perugia Francesco Zuccherini (gruppo PD) e la consigliera generale del Partito Radicale Ilari Valbonesi andranno in visita nel carcere di Capanne di Perugia.

sabato 8 agosto 2020

La Regione dell'Umbria si adegui alle nuove linee guida sulla RU486 e organizzi servizi di contraccezione gratuiti

Dichiarazione di Michele Guaitini e Andrea Maori, segretario e tesoriere di Radicaliperugia

Le nuove linee guida sull'aborto farmacologico emanate dal Ministero della Salute in materia di interruzione di gravidanza e RU 486 in day hospital stabiliscono che la pillola abortiva RU486 può essere usata in day hospital fino alla nona settimana di gravidanza. Si tratta di un passo in avanti rispetto alle linee guida di dieci anni fa che amplia la possibilità di somministrazione dell’IVG nel pieno rispetto della salute della donna e dell’efficacia dei servizi pubblici ospedalieri, attraverso un percorso meno invasivo e più attento alla vita e ai bisogni delle donne. E’ ora giunto il momento che la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei ritiri la delibera della Giunta che a giugno, in piena emergenza Covid-19, aveva obbligato le donne al ricovero, anche per abortire in modo farmacologico.  La stessa presidente, così come tanti altri esponenti del centro destra, avevano dichiarato che avrebbero ritirato la delibera in caso di modifica delle linee guida nazionali. Non ci sono quindi alibi e la Regione Umbria, così come altre Regioni si devono adattare. Sarà l’occasione anche per adeguare i servizi di interruzione di gravidanza farmacologia attualmente consentita solo negli ospedali di Pantalla, Orvieto e Narni, mentre non è mai stata organizzata a Terni e Perugia,

Pretendiamo che si dia piena applicazione alla legge 194, che all’art 2 garantisce la contraccezione GRATIS, che negli ospedali venga sempre garantita la presenza di medici non obiettori e che vengano aumentati gli organici nei consultori, di cui chiediamo il ripristino in quanto sono stati ormai sotto-finanziati e quasi del tutto abbandonati a loro stessi da anni.

lunedì 6 luglio 2020

"RU486 Libere di scegliere" Nuovo presidio martedì 7 luglio di fronte il Consiglio Regionale dell'Umbria


Dopo il presidio tenutosi in concomitanza dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria il 25 giugno 2020, in cui è stato rifiutato qualunque nostro apporto alla discussione in aula, se pur correttamente richiesto, i promotori lanciano un nuovo presidio per la mattina del 7 luglio, a partire dalle ore 10.00 in Piazza Italia. Il messaggio è chiaro: non ci fermeremo finché il governo della Regione non deciderà di tornare indietro sulla decisione adottata sulla RU486 in day hospital. Non siamo disposti a tacere davanti a questo attacco frontale ai diritti delle donne. Non ci sono altre parole per descrivere le decisioni della Regione Umbria, che ha intrapreso una strada che ci riporta indietro negli anni e che vuole negare la libertà alle donne. La decisione di abolire la delibera del 2018 sull’interruzione volontaria di gravidanza è un atto gravissimo, intrapreso in una Regione che era all’avanguardia in tema di salute non solo riproduttiva dagli anni ’70.

In Umbria l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) farmacologica è consentita solo negli ospedali di Pantalla, Orvieto e Narni, mentre non è mai stata organizzata a Terni e Perugia, i principali ospedali della Regione e gli unici universitari, dove poche IVG sono possibili solo tramite intervento chirurgico e con attese medie di 3 settimane. Dopo 8 anni di battaglie, dal 2018 era finalmente possibile ottenere l’IVG medica con un percorso meno invasivo e più attento alla vita e ai bisogni per delle donne. La Giunta leghista di Donatella Tesei ha abrogato quella delibera e ora le donne saranno costrette ad un ricovero ospedaliero di 3 giorni e non avranno ancora nulla a Perugia o Terni. Ciò genererà un percorso complesso e ristretto solo alle 7 settimane, aumentando di 5 volte i costi per il sistema sanitario.

Continueremo a chiedere il ripristino della delibera del 2018, ampliando la somministrazione dell’IVG farmacologica anche agli ospedali di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Branca. Pretendiamo che si dia piena applicazione alla legge 194, che all’art 2 garantisce la contraccezione GRATIS, che negli ospedali venga sempre garantita la presenza di medici non obiettori e che vengano aumentati gli organici nei consultori, di cui chiediamo il ripristino in quanto sono stati ormai sotto-finanziati e quasi del tutto abbandonati a loro stessi da anni.

Al Governo nazionale che ha iniziato il percorso di revisione degli indirizzi per l’uso della RU, chiediamo che si possa dare la RU nei Consultori ben organizzati (art 8/194) estendendo il trattamento farmacologico da 7 a 9 settimane come nel resto d’Europa e che questo accada in tempi rapidi, poiché l’estate i servizi sono sovraccarichi e con meno personale. Non siamo disposte/i a far pagare alle donne l’incapacità e l’inadeguatezza dell’attuale maggioranza, né tanto meno siamo disposte/i a cedere a spinte reazionarie che vorrebbero far tornare l’Umbria nel passato, ad un tempo in cui le donne non erano libere di scegliere.

giovedì 25 giugno 2020

Radicali italiani il 2 giugno partecipa al presidio di fronte ad AIFA per Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutti.


Dichiarazione di Alessandro Massari- Radicali Italiani e membro di radicaliperugia: In Umbria come in Toscana, e poi in tutta Italia si garantisca la somministrazione della RU 486

La giunta Tesei-Pillon ha ridotto con un colpo di spugna la possibilità pur minima di utilizzare una metodica alternativa alla pratica chirurgica. Si tratta di un passo indietro molto grave che renderà ancora più difficile la pratica dell’Interruzione volontaria di gravidanza perché costringerà le donne al solito iter burocratico umiliante tra obiettori di coscienza e difficoltà di ogni genere.
Per questo motivo, alle 10, Radicali Italiani a Perugia promuove il presidio “Nessun passo indietro sui diritti delle donne” di fronte al Consiglio regionale dell’Umbria per chiedere libero accesso all’IVG senza obbligo di ricovero, il potenziamento dei servizi pubblici per l’IVG al sicuro e per gli altri servizi di assistenza sui metodi contraccettivi.
L’Umbria prenda ad esempio quanto accaduto ieri in Toscana, Regione che ieri ha fatto una scelta politica ben precisa in questo senso: garantire la somministrazione della Ru486 in ambulatorio, senza alcun bisogno di ricovero

Radicali Italiani prosegue l’iniziativa politica per la legalizzazione effettiva della IVG, per questo motivo proseguiremo il 2 giugno partecipa al presidio Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutti.

Sarà l’ennesimo tentativo di sostegno al Ministro Speranza che ha ben presente la necessità di riformare gliatti amministrativi che oggi impediscono la piena libertà di autodeterminazione delle donne
Ci saremo perché Ministero della salute, aggiorni le linee di indirizzo, datate 2010. 
Ci saremo perché il Consiglio superiore di sanitàelimini l’obbligo di ricovero ospedaliero obbligatorio di tre giorni per la somministrazione dei farmaci
Ci saremo perchè  l’Agenzia italiana del farmaco, Aifa, garantisca la somministrazione per 9 settimane e non solo 7, come accade ora
Ci saremo perché tutte le regioni facilitino  la procedura come in Toscana e si evitino gli ostacoli, come sta accadendo in Umbria

mercoledì 24 giugno 2020

No al ricovero forzato. Libere di scegliere!


La giunta Tesei-Pillon ha abrogato la delibera della passata giunta regionale (DGR1417 del 4 dicembre 2018)  che prevedeva la metodica farmacologica per l’interruzione volontaria di gravidanza in regime domiciliare-assistenziale.  La giunta Tesei-Pillon ha ridotto con un colpo di spugna la possibilità pur minima di utilizzare una metodica alternativa alla pratica chirurgica. Si tratta di un passo indietro molto grave che renderà ancora più difficile la pratica dell’Interruzione volontaria di gravidanza perché costringerà le donne al solito iter burocratico umiliante tra obiettori di coscienza e difficoltà di ogni genere.
La SIGO (Società Italiana Ginecologi ed Ostetrici) ha affermato l’8 aprile 2020 che «si dichiara favorevole a una maggiore diffusione dell’aborto farmacologico, a tutela della salute e dei diritti delle donne, che rischiano di essere negati a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Un impiego maggiormente estensivo dell’aborto farmacologico, finora relegato ad un ruolo marginale, permetterebbe di decongestionare gli ospedali, alleggerire l’impegno degli anestesisti e l’occupazione delle sale operatorie.» 
La delibera della giunta Tesei-Pillon ha cancellato quindi il piccolo spiraglio che si era aperto nel 2018 con la citata - timidissima - delibera della precedente giunta Marini dopo 8 anni di silenzio sulle linee guida nazionali senza però adeguare i servizi pubblici lasciando ancora una volta le donne sole perché l’IVG medica in Umbria è ancora una corsa ad ostacoli. Infatti solo nel 2019 è stato ottenuto che almeno un ospedale nella provincia di Perugia (Pantalla e poi dopo il COVID ad Umbertide), e 2 nella provincia di Terni (Orvieto e Narni) mettessero in atto la procedura di IVG farmacologica lasciando fuori gli ospedali di Perugia e Terni. I consultori nella regione sono ridotti al lumicino e la contraccezione è tutta a pagamento mentre, con i soldi di 3 giorni di ricovero, si spende 5 volte di più che con il day hospital. Questa è la misera eredità della giunta Marini che la giunta Tesei/Pillon vuole ridimensionare sulla pelle delle donne.





Fotocopiato in proprio
23 giugno 2020
Radicaliperugia.org – Giovanni Nuvoli