Il 19 Dicembre abbiamo avuto l'ultima riunione dell'anno della nostra associazione, in gran parte dedicata alle notizie, alle impressioni riportate da Bruxelles dai compagni del CIR lì presenti (in occasione del consiglio generale del PRT) e alla riflessione che ne è seguita. La triste giornata di ieri che ha visto perdersi la speranza di seminare il seme della nonviolenza in un area dove sangue rischia di aggiungersi a sangue in un escalation senza controllo, conferma la assoluta necessità di rilanciare il partito nonviolento transnazionale partendo da una convinta campagna di iscrizioni per il 2007. In queste ore Marco Pannella prosegue lo sciopero della fame e della sete con un " repentino e grave deterioramento della funzionalità renale", facendosi carico ancora una volta di rilanciare la possibilità che la moratoria delle esecuzioni capitali venga votata all'ONU. Le scorse settimane hanno visto aprirsi uno squarcio di verità nel Paese in seguito alle azioni di Piergiorgio Welby e dei radicali. Anche per casualità non mi son trovato al posto o insieme al mio collega Dott. Riccio in quell'opera che ha liberato anche noi medici dalla paura di fare il nostro dovere. Una mia mail di disponibilità per Piero Welby, arrivata a Marco Cappato il 13 Dicembre, non è stata letta e una sua telefonata nei giorni scorsi mi ha chiarito cosa è accaduto.
Voglio ringraziare tanto Carlo Ruggeri, perchè questo spazio è frutto del suo impegno, così gratuitamente e generosamente offerto. Con lui e con le tante e compagne e compagni che sono iscritti al CIR di Perugia, abbiamo il dovere/volere di non mollare per l'anno in arrivo, proseguendo in quanto ci siamo proposti nell'ultimo nostro Congresso, impegnandoci sui tanti fronti aperti (dal satyagraha per la pace agli appuntamenti sul futuro della Rosa nel Pugno agli impegni su questioni locali che ritengo di notevole importanza strategica e che rivestono una loro propria urgenza). Le risorse (umane ed economiche) vanno ampliate e valorizzate, e le prossime iniziative potrannno aiutarci in questo. Mando tanti auguri a tutti per il 2007!!
Tommaso Ciacca
domenica 31 dicembre 2006
Per il nuovo anno
Eutanasia e i Radicali
Riportiamo di seguito l'editoriale di Gianni Scipione Rossi e la risposta del nostro segretario Tommaso Ciacca, pubblicate dal Giornale dell'Umbria
Il caso Welby, le regole e le eccezioni
I Radicali saranno contenti del clamore suscitato. La loro capacità di risorgere dalle sconfitte politiche buttando la palla in tribuna è ormai proverbiale. Lo schema è sempre lo stesso e dunque un po’ stantio. Però funziona almeno a livello mediatico. Così fallito il referendum sulle staminali, finita l’alleanza politico-elettorale con lo SDI, ecco la compagnia pannelliana riemergere come d’incanto grazie alla sofferenza di Piergioìrgio Welby e all'emozione popolare che la sua vita attaccata a un ventilatore non poteva che suscitare.
l radicali sono contenti perché convinti di riuscire, con i loro metodi, a interpretare il non detto; il non espresso, di un sentimento popolare diffuso quanto inconfessabile. Lo sono sempre stati e' continuano a esserlo, a onta di ogni smentita.
E di smentite ce ne sono state molte, nell'ormai lunga storia della creatura politica di Marco Pannella. Senza voler considerare i tanti che lo hanno abbandonato lungo la strada, l'unica battaglia che i radicali abbiano sul serio vinta, in fondo è quella sul referendum sul divorzio, una legge che peraltro resta legata ai nomi di un liberale - Baslini - e di un socialista - Fortuna.
Per il resto, la legge sull'aborto, a rileggerla oggi - se finalmente la società italiana fosse diventata adulta,capace di raccontarsi la verità- è scritta con i piedi, con quell’inafferrabile concetto del disagio psicologico e sociale che suona grimaldello per qualunque privato e personale capriccio. E non ci si venga a raccontare che garantisce la libertà della donna… Per fare un altro esempio, la seconda repubblica nasce grazie a un referendum che porta il nome di Mario Segni, mentre Pannella resta ancorato alla prospettiva di un bipartitismo di tipo americano che ,suona monumento all'ipocrisia ideologica di un picçolo partito che non riesce ad aggregarsi neppure con i suoi parenti più prossimi. E poi" chi non ricorda Ilona Staller in Parlamento? E Toni Negri? Meglio lasciar perdere...
Ora è la volta dell'eutanasia.
Negarla, per i radicali, significa, come sempre negare una fumosa "legalità" più grande e superiore della legalità dei comuni mortali, quella delle leggi scritte dagli uomini sulla base di una sapienza e di una moderazione antiche. In sostanza per l’ideologia radicale legalità significa che la società organizzata deve riconoscere all'individuo la libertà assoluta di fare, senza vincoli. Che si tratti di una costruzione teorica che prescinde dall' esistenza di Dio è ovvio. Meno ovvio, ma certo, è che risponde a una visione del singolo come monade isolata dall'insieme del contesto umano. Una visione estranea alla realtà.
Per imporre, in modo arrogante, la loro minoritaria filosofia al mondo intero, i radicali non esitano a strumentalizzare gli epifenomeni. Per un Piergiorgio Welby che affida loro la propria privata rivendicazione del diritto alla morte, tanti ignoti sofferenti continuano silenziosamente a lottare per la vita. Il problema. naturalmente non è come giudicare il desiderio di Welby di staccare la spina. Il problema insolubile, è come una norma valida erga omnes possa disegnare con certezza il confine tra accanimento terapeutico e suicidio assistito. Il problema è, qualora questa norma fosse scritta, come imporre ai medici di prestarsi al suiçidio assistito, qualora ripugni alla loro coscienza. Il problema è sapere a chi tocca decidere quale vita sia degna di essere vissuta. Il problema. in fondo, è come una norma possa interferire con la profondità dell'animo umano piegato dal dolore.
Per sciogliere questi nodi non basta sbandierare il corpo immobile di un essere umano, non basta registrare l'impotenza dei parenti, non basta un funerale laico.
Non basta, purtroppo.
Si dice che in Olanda ci siano riusciti a scrivere la norma, a quadrare il cerchio. In Olanda, per la cronaca, esiste anche un partito per i diritti dei pedofìli, ed è un buon motivo per non invidiare gli olandesi. In Olanda. tra i casi di legittima eutanasia infantile, è previsto anche quello di spina bifida, una delle malformazioni congenite più gravi. È lecito dubitare che i genitori di bambini che ne siano affetti siano disposti a sopprimerli. Ed è comunque immaginabile che la collettività debba interrogarsi su come aiutarli a sostenere lo sforzo e il dolore.,piuttosto che a eliminarli. Ammesso che di liberazione veramente si tratti.
La grancassa mediatica intorno al povero Piergiorgio Welby aiuterà a sciogliere nodi con cui l’uomo convive dalla notte dei tempi? Solo l’arroganza ideologica dei radicali può pensarlo. Un paio di settimane fa, è stata concessa la grazia a un anziano padre che ha ucciso il figlio sordomuto e schizofrenico. Per l’ennesima volta, quel figlio malato aveva picchiato selvaggiamente la madre. Si può scrivere una legge che renda impunibile chiunque uccide gli schizofrenici? O i maniaco-depressi ? O i ciechi, i sordomuti, i tetraplegici, i microcefali?
Se l’unico valore degno di tutela è il diritto dell’individuo a distinguere il bene dal male, la risposta è sì. Ma è una china pericolosa quella che colloca l’individuo, niccianamente, al di là del bene e del male. E’ la via che conduce al dominio del superuomo su noi uomini comuni. Con le nostre imperfezioni, i nostri dubbi, le nostre speranze, la nostra morale da poveri di spirito. Una morale che può concepire le eccezioni, non che le eccezioni siano la regola.
Gianni Scipione Rossi, Giornale dell'Umbria - 27.12.2006
Eutanasia e i radicali
L’editoriale pubblicato sul Giornale dell’Umbria il 27 Dicembre a firma di Gianni Scipione Rossi, dal titolo "Il caso Welby, le regole e le eccezioni" non è offensivo solamente nei riguardi di Piergiorgio Welby, dei radicali e di una intera storia politica con più di 50 anni, ma anche verso un Presidente della Repubblica che con la sua risposta ha consentito al Paese di confrontarsi apertamente e forse di vivere un Natale più autentico, più umano, oserei dire anche più cristiano.
"Il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio…", così il Presidente Napolitano augurandosi una chiara presa di responsabilità da parte del Parlamento su temi così importanti per tutti i cittadini. Altro che "minoritaria filosofia da imporre al mondo intero", caro Scipione Rossi, altro che "visione del singolo come monade isolata dal contesto umano"! Piero Welby e con lui i radicali, tanti medici e personalità del mondo scientifico e filosofico, sono entrati in sintonia con quel 61,6% di italiani che è favorevole all’eutanasia per i malati terminali che ne facciano richiesta (rapporto EU.R.E.S. 2004). Alle accusa di strumentalizzare la sofferenza, il malato Luca Coscioni rispondeva che era lui a strumentalizzare i suoi compagni. Così è stato anche per Piero che ha fatto una battaglia per chiedere che alla luce del sole fosse dato ascolto alla sua richiesta, strumentalizzando lui sì il proprio corpo così offeso, perché divenisse passapartout per tutti per aprire la porta che consente al malato di affermare i propri diritti, innanzitutto quello di scegliere di sospendere una terapia invasiva giungendo ad una morte senza dolore, né angoscia.
Grazie a quanto fatto dal Dott. Riccio, noi medici oggi siamo più liberi, più sereni e fiduciosi che in Italia si esca dalla clandestinità e dalla paura di fare il proprio dovere, che si abbia una legge sul testamento biologico e che l’eutanasia non sia più solo un tabù.
Ma lei Dott. Scipione Rossi non è anche uno storico? Perché allora la menzogna sulla legge 194/78, che i radicali volevano abrogare con un referendum, proprio per i limiti e i compromessi in essa contenuti? Perchè disconoscere con tanto fiele ed acredine una storia fatta di nonviolenza, che ha scelto Gandhi come riferimento e che dà voce ai deboli, ai perseguitati in tutto il mondo?
Non è preferibile pronunciarsi contro nel merito, facendo così crescere dibattito e consapevolezza, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi di una caricatura che non le fa onore?
Tommaso Ciacca
Segretario del C.I.R. Perugia
mercoledì 27 dicembre 2006
Funerale laico
lunedì 25 dicembre 2006
Buon Natale e buon sogghigno, Piergiorgio
Sono certo che se Piergiorgio avesse potuto assistere a quanto accaduto, e magari per i credenti lo ha fatto e lo sta facendo da lassù, avrebbe accolto tutto il trambusto post mortem con un sogghigno di soddisfazione e orgoglio.
Per decenni malato e per quasi due lustri tracheizzato e immobilizzato a quel letto che ineluttabilmente sarebbe per infiniti giorni divenuto giaciglio di non vita e di tortura parzialmente alleviata dal tepore della presenza di Mina, Piergiorgio ha avuto la ammirevole capacità di smuovere mari e montagne, un mosè del 2000 che con la forza di un semplice movimento oculare ha aperto acque e menti - almeno quelle disposte a ciò.
Per un commento (teo)logicamente più autorevole del mio e, con tutta probabilità, del vicariato stesso, rimando all’articolo apparso presso radioradicale.it, redatto dal centro studi teologici di Milano, crudamente schietto nella disamina del caso.
Confesso però di aver appreso la notizia del diniego vaticano per nulla con tristezza o rabbia, anzi con il sorriso innocente e beffardo di chi sa di aver preso, in questa occasione e non solo, la parte della ragione, nel senso duplice della parola stessa, ovvero sia come "essere nel giusto", che come "ratio": il vicariato tace quando si tratta di celebrare vita e morte di sanguinari dittatori come con Franco e con le recentissime esequie di Pinochet, uno che non ha né nascosto né rimpianto la sorte di migliaia di scomparsi nel vuoto delle carceri e torture della tirannia; tace pure quando i funerali sono da svolgersi in onore di mafiosi, camorristi e criminali di ogni luogo e genere; con tutti gli onori si accolgono vice o aspiranti macellai come il "santo" Tarek Aziz, sodale di Saddam Hussein, venerato in Vaticano perché "cristiano"(!) e nella basilica francescana di Assisi in nome della "pace"(!), per la verità con la complice partecipazione di qualcun altro che sappiamo noi...
La migliore risposta alla militanza vaticana e al risveglio delle coscienze chiesto da Piergiorgio, in ogni modo, è stata quel popolo, quella folla che ieri gli ha riservato l’ultimo saluto.
E’ con questa immagine, con Piergiorgio che sogghigna e si gode il primo 25 dicembre di pace da anni, che desidero augurare a lui e a voi tutti che leggete, credenti o meno, ma sicuramente laici, un buon Natale, comunque e con chiunque vogliate passarlo, tra amici, familiari, compagni/e di amore, o in solitudine, che l’abbiate scelta oppure no.
Un abbraccio,
Antonio.
sabato 23 dicembre 2006
Cerimonia Laica
I funerali di Piergiorgio Welby si terranno domani 24 dicembre 2006 alle ore 10.30 in Piazza San Giovanni Bosco di fronte alle porte chiuse della Chiesa Don Bosco.
La piazza si trova a pochi metri della fermata Giulio Agricola della Metropolitana A.
Chi vuole partecipare a questa cerimonia laica di estremo saluto a Piergiorgio, può mettersi in contatto con Elisabetta Chiacchella.
"Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa."
Dal blog di Welby
venerdì 22 dicembre 2006
Di cosa parliamo quando parliamo di Welby
Per 88 giorni Piergiorgio Welby, ci ha regalato una straordinaria occasione di riflessione, ha sottratto il non detto dalla penombra delle stanze, agli sguardi privati che derivano dall’accettazione dell’ineluttabile.
Per tutto questo tempo trascorso dalla lettera al presidente Napoletano, un cittadino del nostro paese ha continuato a chiedere se la sua indicibile sofferenza sarebbe potuta cessare.
Il medico anestesista che l’ha aiutato rispettando e attuando la sua lucida volontà, lo ha prima sedato e poi ha staccato la macchina che gli permetteva di non morire soffocato.
sabato 16 dicembre 2006
Veglia per e con Welby
Questa sera a Perugia, in Piazza della Repubblica, alle ore 21:00 saremo "insieme" a Piergiorgio Welby per manifestare con altre 50 città la nostra riconoscenza alla battaglia che Piergiorgio sta combattendo.
In queste ore, il tribunale civile a cui Welby ha chiesto l'interruzione del trattamento terapeutico al quale è sottoposto, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, decisione che potrà comunque essere impugnata.
E' intollerabile che il nostro stato condanni, di fatto, un uomo alla tortura determinata dalla malattia.
Partecipare alla veglia di Sabato significa anche stare vicino a Piero, dando corpo alla sua richiesta di giustizia, di verità, di confronto parlamentare su temi così importanti per tutti i cittadini.
E’ una battaglia di civiltà alla quale siamo tutti invitati.
giovedì 14 dicembre 2006
Riunione C.I.R. Perugia
Alle iscritte, agli iscritti, ai simpatizzanti,
martedì 19 Dicembre, alle ore 21:15, presso la sala delle Conferenze dell’Hotel La Rosetta di Perugia (Via del Sette, traversa di corso Vannucci), è convocata riunione del Centro di Iniziativa Radicale di Perugia con il seguente ordine del giorno:
- relazione dei compagni iscritti al CIR che hanno partecipato a Bruxelles al Consiglio Generale del PR transnazionale e di Elisabetta Chiacchella su riunione coordinamento “violenza sulle donne”.
- iniziative locali e nazionali in atto : punto della situazione
- prossime iniziative del CIR : proposte e calendarizzazione
- blog e onelist: riflessioni per un miglior utilizzo
Abbiamo bisogno dell’apporto di ognuno per poter rafforzare la possibilità che anche nella nostra città possa crescere il dibattito e la coscienza sui temi della laicità, della libertà, dell’autodeterminazione, della nonviolenza. A due mesi dal nostro VI Congresso, dopo l’iniziativa voluta dal CIR e realizzata il 25 Novembre in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, con la presenza di Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel Pugno, sono molte le idee in campo e gli obiettivi sui quali lavorare (sulla base di quanto deciso in sede congressuale).
A livello nazionale, Radicali Italiani (movimento al quale il CIR è federato) e l’Associazione Coscioni continuano nel portare avanti le battaglie che hanno come punto di riferimento i 31 punti di Fiuggi con mobilitazioni importanti (in queste ultime settimane le iniziative nonviolente con Piergiorgio Welby) alle quali diamo il nostro contributo anche in Umbria.
Si è svolto poi dal 6 al 9 Dicembre a Bruxelles il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e è stato rilanciato il primo grande Satyagraha mondiale per la Pace.
Tante sono quindi le sfide in campo e a livello locale è forte la necessità di essere di più e più motivati per quanto andremo a fare nel 2007.
Vi aspettiamo augurandovi buone feste!
Il Segretario Tommaso Ciacca
tommaso.ciacca@radicaliperugia.org
Il Tesoriere Francesco Pellegrino
francesco.pellegrino@radicaliperugia.org