Radicaliperugia indica in Vittoria Ferdinandi la candidata sindaca da votare al ballottaggio del 23 e del 24 giugno prossimo.
Nodino di Perugia: inaccettabile il comportamento di Anas in Consiglio Comunale.
le fasi lavorative e la loro successione sono consequenziali e cioè: la predisposizione dei fori, il riempimento degli stessi con esplosivo ed il successivo brillamento. Dopo l’asporto del materiale così abbattuto, si procede con il consolidamento del cavo con calcestruzzo proiettato, ancoraggi, centine metalliche e reti di armatura. Conclusa questa fase, si ricomincia con un nuovo ciclo di brillamento. A seconda delle condizioni del tratto da scavare, durante la realizzazione della galleria, sono generalmente previsti intervalli di tempo tra le tre e le sei ore fra un brillamento e l’altro.
La rumorosità all’imboccatura del tratto di galleria e conseguentemente la potenza sonora emessa, è difficilmente valutabile a priori, a causa dell’estrema variabilità delle lavorazioni e delle emissioni.
NUOVO CURI: IL COMUNE DI PERUGIA FACCIA CHIAREZZA
TENERE SEPARATO LO STADIO DALLE DINAMICHE ELETTORALI
Dopo la bocciatura del progetto presentato da Arena Curi Srl
per la realizzazione del nuovo stadio Curi, concretizzatasi con la negazione
della dichiarazione di pubblico interesse, oggi un quotidiano locale pubblica
stralci di un documento che una holding
straniera ha inviato al Comune con l’illustrazione dei suoi progetti futuri relativi
all’acquisizione del Perugia Calcio e alla realizzazione del nuovo stadio.
Pare che questo documento sia nelle mani del Sindaco da
diverse settimane e contiene anche considerazioni di carattere elettorale sui
futuri appuntamenti del 2024 che appaiono decisamente fuori luogo, con la prospettazione che l’avvio rapido del
faraonico progetto per il nuovo stadio potrebbe fungere da trampolino di lancio
per l’elezione di Romizi a Presidente della Regione.
Sarebbe bene che il
Sindaco faccia chiarezza con la cittadinanza intorno a ciò che ruota
realmente intorno allo stadio Curi. Il
comunicato stampa con il quale il Comune di Perugia all’indomani della
retrocessione in serie C chiedeva senza troppi mezzi termini al presidente
Santopadre di farsi da parte, la bocciatura del progetto di Arena Curi Srl e la
pubblicazione oggi di questo documento vergato da chi sta in queste ore
trattando l’acquisto del Perugia Calcio sembrano far parte di un medesimo
disegno.
Chiediamo quindi al Sindaco di dipanare i dubbi di una
situazione che si fa sempre più confusa e poco trasparente.
Il progetto di Arena Curi Srl è stato bocciato per le
motivazioni illustrate nella conferenza stampa dello scorso 5 luglio, peraltro
in parte pretestuose o quantomeno premature per questa fase pre-prcedurale, o
perché si è reputato più conveniente lasciare strada libera a questi
investitori che vogliono rilevare il Perugia Calcio?
E a che titolo questa
holding straniera si interessa delle questioni elettorali di casa nostra? Il
nuovo stadio risponde ai bisogni della collettività o deve servire da trampolino
per le elezioni? Gradiremmo sapere cosa ha risposto il Sindaco a questi consigli
non richiesti.
Infine, il Comune è parte attiva per favorire il passaggio
di proprietà del Perugia Calcio? Anche solo per una mera questione scaramantica,
ricordiamo che l’ultima volta che il Comune di Perugia ha favorito l’avvicendamento
nella società di Pian di Massiano con annesse prospettazioni per il nuovo
stadio, era il 2008 e non è andata proprio benissimo….
Michele Guaitini –
segretario Radicali Perugia
Andrea Maori – tesoriere Radicali Perugia
SUL NODINO IL COMUNE DI PERUGIA SMENTISCE SE STESSO
ORA DIA SPIEGAZIONI AI CITTADINI
Il Comune di Perugia, con la decisione di dare il proprio assenso al progetto definitivo presentato da Anas lo scorso mese di febbraio, smentisce quanto affermato in passato da Sindaco, assessore e uffici tecnici.
Durante la seduta della III Commissione Consiliare del 22 aprile 2021 infatti il Sindaco Andrea Romizi affermò chiaramente che “il nodino non è risolutivo per l'accesso alla città”, aggiungendo poi tutta una serie di considerazioni sull'opportunità di incrementare il trasporto pubblico e potenziare la viabilità esistente.
Concetti riportati e confermati dall’assessore Margherita Scoccia durante la seduta della III Commissione del 14 ottobre 2021, nel corso della quale fu di una esemplare chiarezza e linearità l’intervento della dirigente alla mobilità Margherita Ambrosi che spiegò come il nodino risponde all'esigenza di Anas di semplificare le grandi percorrenze che nell'attraversare l'area di Perugia possono incontrare difficoltà, mentre sono forti le perplessità rispetto alla risoluzione delle problematiche del traffico locale.
Giova riportare le sue testuali parole: “in ottica nazionale o addirittura europea il nodo dal punto di vista di Anas è risolutivo, ma è evidente che a livello locale sappiamo che non lo sarà".
Ora che il Sindaco ha deciso in maniera difforme alle convinzioni sue e del suo entourage, le ipotesi in campo possono essere solo due: o il Comune di Perugia ha cambiato idea e allora deve spiegare perché, oppure ha piegato la testa davanti a interessi più alti e in questo caso deve dirci quali garanzie o promesse ha chiesto e ottenuto in cambio, dal momento che nel progetto definitivo di Anas non si intravedono né le une né l’altre.
Quali che siano i motivi, l’amministrazione comunale deve dare spiegazioni puntuali ai cittadini per questa incredibile giravolta.
Michele Guaitini – segretario Radicali Perugia
Andrea Maori – tesoriere Radicali Perugia
A questo link un collage delle dichiarazioni di Sindaco, Assessore e Dirigente: https://www.
Nodino: il Consiglio Comunale di Perugia torni a pronunciarsi
Appello al presidente del Consiglio Comunale Arcudi e alla presidente di III
Commissione Casaioli
Apprendiamo a
mezzo stampa che la Regione Umbria è in attesa di un parere formale di
Sindaco o della Giunta perugina sul progetto del “nodino”, dopo che è
arrivato quello negativo dal comune di Torgiano.
Una decisione
per la quale il Sindaco può e deve farsi aiutare dal Consiglio Comunale. Vero è
che l’assise cittadina si è già espressa due volte sul tema, peraltro con esiti
diametralmente opposti, però rispetto a dodici mesi fa sono emerse due
importanti novità.
La prima è che
finalmente è stato reso noto il progetto definitivo da parte di Anas
che non solo non ha apportato le migliorie previste ma ha se possibile
portato nuove preoccupazioni testimoniate dalle tante osservazioni fatte
giungere agli enti interessati da cittadini e comitati ed ha inoltre peggiorato
il quadro economico in maniera significativa.
La seconda è che
l’ordine del giorno approvato nel giugno 2022 dal Consiglio Comunale si basava
su premesse che si sono rivelate poi fallaci. Non esistono le migliorie
progettuali che avrebbero dovuto portare a una maggiore tutela del bosco di
Collestrada, non esiste alcuna bozza di prosecuzione a due corsie da Madonna
del Piano all’ospedale e soprattutto non è stato finanziato neppure un
euro dei 480 milioni necessari contrariamente a quanto asserisce la delibera di
Consiglio secondo la quale l’opera avrebbe trovato copertura finanziaria nella
legge di bilancio di fine 2022. Come testimoniato anche dal tragicomico
siparietto catturato dai media, con l’assessore regionale Melasecche che
all’interno del cantiere di una galleria chiedeva di reperire il mezzo miliardo
scarso al ministro Salvini, il quale dava la sensazione di non essere neppure a
conoscenza del progetto.
Ora è stato
depositato un nuovo ordine del giorno presso la III Commissione Consiliare del
Comune di Perugia che mette in luce tutte le contraddizioni che il progetto
definitivo porta con sé, ma l’atto inspiegabilmente giace lì da tre mesi
senza che venga portato in aula.
Ci
appelliamo perciò alla presidente di III Commissione Casaioli affinché lo
tiri fuori finalmente dal cassetto e lo porti in discussione e al presidente
del Consiglio Comunale Arcudi affinché difenda il ruolo della massima
istituzione cittadina, nel rivendicare il diritto di tornare a pronunciarsi sul
tema anche alla luce delle nuove criticità emerse.
Michele
Guaitini – segretario Radicali Perugia
Andrea Maori
– tesoriere Radicali Perugia
Il Comune di Perugia ha deliberato sul "nodino" basandosi su premesse false.
Abbandoni questo folle progetto e pretenda da Anas il rispetto degli impegni presi nel 2018.
Il Consiglio Comunale di Perugia ha approvato lo scorso 27 giugno un ordine del giorno con il quale si impegna sindaco e Giunta ad accelerare l’iter per la realizzazione della variante della E45 tra Collestrada e Madonna del Piano, il cosiddetto “nodino”.
Tuttavia tale deliberazione è basata su delle premesse che alla prova dei fatti si sono rivelate false.
Infatti l’ordine del giorno poggia su tre pilastri che sono venuti a mancare. Nel documento si parla di “approfondimenti progettuali di Anas hanno tra l’altro ridotto la sezione stradale e maggiorato la profondità della galleria necessaria, eliminando totalmente l’emergenza in superficie prevista nel preliminare, migliorando decisamente l’impatto ambientale dell’opera”, affermazioni del tutto apodittica dal momento che Anas non ha ancora reso noto alcun aggiornamento progettuale. E’ notizia di qualche giorno fa che la società incaricata di redigere il nuovo progetto, la Cooprogetti di Gubbio, ha consegnato l’ elaborato ad Anas, tuttavia questo non è stato né reso pubblico né ancora ufficialmente adottato dalla Regione Umbria.
Non solo, sempre in quell’ordine del giorno si sostiene che Anas aveva aperto alla possibilità di prolungare il “nodino” con un’ulteriore variante a due corsie da Madonna del Piano all’ospedale Silvestrini, prolungamento di cui non c’è traccia nel nuovo progetto consegnato da Cooprogetti ad Anas.
Infine, la deliberazione riporta che la variante tra Collestrada e Madonna del Piano e la sua prosecuzione, seppur in una modalità “semplificata” a due corsie, tra la stessa Madonna del Piano e la Pievaiola/Silvestrini, avrebbero trovato copertura economica nella legge di bilancio di fine anno.
E’ notizia di questi giorni che la legge di bilancio appena approvata dal Parlamento non finanzia neppure un euro del nodino.
Pertanto chiediamo al Comune di Perugia di superare la deliberazione n. 53 del 27 giugno 2022 e di reclamare con forza ad Anas gli impegni da questa presi nel 2018 che riguardavano tutta una serie di interventi di miglioria per i flussi di traffico nella zona di Collestrada, tra i quali il raddoppio della corsia di immissione tra la S.S.75 e la E45 e della rampa di accesso dalla E45 al raccordo Perugia-Bettolle in prossimità dello svincolo di Ponte San Giovanni.
Michele Guaitini - segretario Radicali Perugia
Andrea Maori - tesoriere Radicali Perugia
L'emergenza sanitaria del periodo COVID ha mostrato tutta la fragilità del sistema sanitario regionale e attualmente vi sono grosse difficoltà per rispondere alle esigenze dei cittadini che accedono a tutti livelli e diverse specialità. Lo scrivono in una nota Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia.
Tutto il sistema sanitario pubblico è in evidente affanno – continuano i due esponenti radicali - anche rispetto a quei diritti acquisiti nel corso degli anni per le lunghe liste di attesa che colpiscono in particolare le cittadine e i cittadini più fragili anche in situazione di emergenza.
Pensiamo per esempio alle liste di attesa per le donne che decidono di affrontare il difficile percorso dell’interruzione volontaria di gravidanza o a terapie specifiche rispetto alle quali vi è la necessità di sviluppare al massimo la medicina territoriale e una continua formazione del personale sanitario.
Lo smantellamento della sanità di territorio e un costante aumento della burocratizzazione delle prestazioni, con la brusca diminuzione di risorse, ha portato alla diminuzione di servizi essenziali: pensiamo per esempio, come denunciato ultimamente dall’Associazione Luca Coscioni, al rapido esaurimento annuale del budget per l’acquisto degli ausili per persone con disabilità grave e ad una continua diminuzione dei servizi alle persone
Diritto di asilo per obiettori di coscienza, e disertori: Radicali e Volt consegnano una lettera al Prefetto di Perugia al termine di un flash mob in Piazza Italia (in allegato foto della manifestazione)
«Al termine del flash mob
di oggi, abbiamo inoltrato questa lettera al Prefetto di Perugia Armando
Gradone per chiedere un impegno del Governo italiano e dell’Unione Europea
per il diritto d’asilo di obiettori di coscienza, e disertori
Siamo un gruppo di attivisti per i diritti civili che sta manifestando in piazza Italia per il diritto alla protezione internazionale dei disertori della guerra scatenata dalla Russa nei confronti dell’Ucraina. Questa guerra sta producendo effetti devastanti anche nella società russa. A seguito della mobilitazione straordinaria dei giovani da inviare come carne da macello sul fronte ucraino, è appena stato approvato un disegno di legge a riguardo che inasprisce fortemente le pene per insubordinazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una fuga di massa dalla Russia verso i paesi limitrofi ma con difficoltà crescente verso l’Unione Europea
Ci sono migliaia di
militari russi che rifiutano la guerra di aggressione e .si stima che circa 22
mila militari bielorussi abbiano lasciato il loro paese. perché non vogliono
partecipare alla guerra in Ucraina. Chiunque abbia rifiutato il servizio rischia
diversi anni di procedimenti giudiziari a causa della loro posizione contro la
guerra. Sperano in protezione in vari paesi. L’Ucraina ha sospeso il diritto
all'obiezione di coscienza e ha chiuso il confine per gli uomini tra i 18 e i
60 anni.
La promessa del
presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che il 6 aprile 2022 aveva
invitato i soldati russi a disertare e promesso loro protezione, ai sensi della
legge sui rifugiati, finora non è stata mantenuta
Chiediamo a Lei di farsi
interprete presso il Governo italiano della necessità di sostenere il diritto
di asilo agli obiettori di coscienza e ai disertori in Italia e nell’Unione
Europea.»
Perugia, 1° ottobre 2022