Il "porcellum" colpisce ancora.
di Michele Guaitini
Per una errata applicazione della legge elettorale, ci sono 16 neo-senatori e 5 neo-deputati "abusivi" e, di contro, 21 candidati che restano a casa nonostante abbiano diritto ad un seggio.
Era già accaduto nel 2006 quando furono eletti 8 senatori che non ne avevano diritto. Da allora non si è mai voluto correre ai ripari e disporre in maniera chiara e inequivoca come debba avvenire il riparto dei seggi tra le varie liste.
La questione come si può ben capire è di fondamentale importanza. Basti anche solo pensare al fatto che nel 2008 fu decisivo per la caduta del governo Prodi il voto contrario del senatore Turigliatto di Rifondazione Comunista che non avrebbe avuto diritto a stare in Senato qualora la legge fosse stata applicata correttamente.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa è successo facendo però una premessa d'obbligo.
giovedì 7 marzo 2013
mercoledì 6 marzo 2013
Illegalità nell'assegnazione dei seggi alla Camera e al Senato?
Al link sottostante l'intervista rilasciata da Michele Guaitini (tesoriere associazione Radicaliperugia.org) a Radio Radicale relativa a presunte irregolarità nell'assegnazione dei seggi alla Camera e al Senato
sabato 2 marzo 2013
"I radicali e la sindrome grillina" di Demetrio Buffa su L'Opinione
I radicali e la sindrome grillina
da l'Opinione delle libertà del 2 marzo 2013
di Dimitri Buffa
02 marzo 2013POLITICA
C’è chi non voleva “morire per Danzica”. E poi contribuì allo scoppio della seconda guerra mondiale. E c’è chi, oggi, mutatis mutandis, tra i radicali italiani, intesi come i più o meno aderenti o iscritti alla galassia creata da Pannella alla fine degli anni ’80 attorno al Partito radicale transnazionale e transpartito, si chiede se abbia senso continuare a fare politica perchè gli altri ne raccolgano i frutti elettorali e istituzionali. Cioè se abbia senso “lavorare per Grillo”. L’interessato però, benchè il gennaio 1998 in un’intervista vagamente profetica avesse reso omaggio al duo Pannella-Bonino, definiti come gli ultimi romantici in politica, lo scorso 8 maggio, dopo la notevole affermazione avuta alle amministrative, in una dichiarazione che offese non poco la sensibilità radicale ebbe il coraggio di dire che “se il MoVimento 5 Stelle farà boom (come quello dei favolosi anni '60), il prossimo presidente non sarà un'emanazione dei partiti, come la Emma Bonino". Come a volersi scrollare di dosso un’eventuale debito di royalty da pagare alle idee radicali. Gli addetti ai lavori della politica sanno che le poche idee buone, quelle migliori, tra quelle che hanno portato all’incredibile successo del M5s sono tutte farina del sacco radicale: abolizione del finanziamento dei partiti e restituzione del bottino, trasparenza on line, anagrafe degli eletti e dei nominati, eccetera.
Mentre le altre idee, quelle sulla decrescita, alcune demagogiche altre addirittura demenziali, appartengono all’ala movimentista casaleggiana e poco o nulla hanno a che vedere con l’odio verso la casta. Che i radicali sobillano da cinquant’anni ma che regolarmente non riescono a tradurre in consenso elettorale. E checchè ne dica l’attuale dirigenza radicale questo avere raccolto solamente settantamila voti, a fronte dei 300 mila se non 500 mila cui ci si era abituati, ha poche plausibili spiegazioni nella pur giusta analisi di uno stato, quello italiano, che vive fuori dalla legalità interna e internazionale come peraltro dimostrano le continue condanne europee in materia di giustizia e di carceri in particolare. Grillo nel 1998 irrideva la visione pannellian - boniniana di un paese che aveva perso il proprio stato di diritto. Definiva i radicali come “gli ultimi romantici” della politica e sosteneva essere giusto, con un notevole gusto del paradosso, che dovessero scomparire. Sostenendo che l’Italia si stesse avviando verso le tenebre. Nei 24 minuti testimoniati dalla intervista di Dario Vese trasmessa da Radio radicale quel 5 gennaio 1998, nel contesto della nascita di Radio Parlamento e dei timori che la Radio di Pannella potesse essere gradualmente fatta fuori, Grillo tirava fuori la propria visione apocalittica del mondo secondo cui il diritto ormai era diventato “nemico della gente”. I paradossi e l’irrazionalità del messaggio di Grillo erano già chiari. Ad esempio nella frase “ma perchè vi ostinate a pensare che far sentire il Parlamento è far sentire la voce della democrazia..?” Grillo poi suggeriva a Radio radicale di andare a far sentire la voce della “ggente” in diretta dai super mercati. O di andare a protestare a Bankitalia. Ecco a ben vedere è quello che poi lui ha fatto più o meno nella personalissima “lunga marcia” partita dal Vaffa day e conclusasi con lo “Tsunami tour”.
Chiaramente proporre a un filosofo come Pannella (che discetta per ore in Radio di Cesare e di Pietro, prendendo a prestito le parole di Cristo per comunicare come oggi il problema sia proprio Cesare, lo stato, che non rispetta più le sue stesse leggi e questo non solamente in Italia ma un po’ in tutto il mondo, e come persino Pietro, cioè la Chiesa, magari quella del Ratzinger dimissionario, si stia evolvendo nei suoi confronti) di scendere sul piano grillesco è un po’ una bestemmia. Però quel che è avvenuto, come si lamentano nei vari forum i tanti “radicali ignoti”, è esattamente il contrario: “abbiamo lavorato per Grillo”. E per 50 anni. Nel senso che questa persona si è presa le idee cardine dell’ontologia radicale, principalmente sul finanziamento dei partiti e sullo svergognamento della casta, se ne è appropriato senza neanche ringraziare ed è andato a raccontarle nelle piazze e su internet come se fossero una sua invenzione. E quegli stessi italioti che per decenni hanno detto “che palle ‘sto Pannella con la partitocrazia”, eccoli oggi delirare per l’astuto comico genovese che ha condito il tutto con un po’ di salsa no Tav, no logo e con tanto giovanilismo d’accatto. Grillo però ha fatto di più e di peggio a Pannella e ai radicali: non solo si è impadronito della parte centrale del loro pensiero politico ma se le è anche venduta meglio e ha dimostrato come sia ormai un falso problema essere più o meno silenziati da tv e giornali prima, durante e dopo la campagna elettorale.
E depotenziando così l’eterna giustificazione di ogni insuccesso radicale: “ci hanno silenziato”. Questo problema di comunicazione spicciola è oggi il problema centrale della galassia radicale e non lo si combatte più con scioperi della fame e della sete che provocano appelli di solidarietà come negli anni ’70 ma che nessuno a livello della plebe riesce più a capire per l’ottimo motivo che non siamo più negli anni ’70. L’Italia è regredita intellettualmente prima che moralmente. Grillo diceva che i radicali dovevano “adeguarsi strutturalmente al nuovo mercato”. Non lo sapeva ma non aveva torto. Tra il 1968 e la fine degli anni ’70 l’ideologia spingeva anche il bottegaio ad emanciparsi dalla propria ignoranza e dal proprio particulare mentre la classe operaia era chiaramente indottrinata ed intellettualizzata, e questo tanto a destra quanto a sinistra. Adesso la politica la si fa negli outlet e sebbene Pannella e Bonino non si siano mai rassegnati a questo andazzo e non abbiano voluto prendere qualche contromisura le cose stanno così. Grillo, che ha molta meno onestà intellettuale ma tanta più furbizia politica, dopo essersi impossessato delle idee per cui i radicali hanno lavorato una vita oggi passa all’incasso. Mentre i nostri eroi scompaiono dalle istituzioni e lo stesso partito, senza soldi, è ridotto, come si dice a Roma, a “due pinze ‘na tenaglia”. Grillo diceva che i radicali dovevano morire per poi risorgere. E’ anche vero , come dice Pannella, che di profeti della scomparsa dei Radicali sono pieni i cimiteri della poiltica italiana. Speriamo bene.
mercoledì 27 febbraio 2013
Perugia, giovedì 28 febbraio, conferenza "Storia e controllo. Politica ed istituzioni attraverso la lettura dei rapporti di polizia"
Storia e controllo. Politica ed istituzioni attraverso la lettura dei rapporti di polizia
Sarà presente l’autore
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Invito
Giovedì
28 febbraio 2013
ore 17,00
presso la Sala Binni della Biblioteca Augusta via delle Prome, 15
Perugia
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Presentazione dei libri di Andrea Maori
Notabili, spie e politica a Perugia. Pagine sparse da rapporti di polizia e carteggi (1923-1984),Tozzuolofrancesco editore (Perugia) e Dossier libertà controllata: polizia, potere politico e movimenti per i diritti umani e civili (1945-2000), Reality book (Roma)
Interverranno:
Franco Bozzi, storico
Gianluca D’Elia, archivista, bibliotecario presso la Biblioteca Augusta di Perugia
Modera
Maurizio Tarantino, direttore della Biblioteca Augusta di Perugia
venerdì 8 febbraio 2013
Cannabis terapeutica: in occasione di un convegno, consegnate al presidente della commissione sanità della regione Umbria centinaia di firme
Cliccando qui sotto, grazie a Radio Radicale, si può accedere all'ascolto del convegno sulla cannabis terapeutica organizzata da Rifondazione comunista della Regione dell'Umbria, ier,i presso la sede del Consiglio Regionale. Durante il convegno. sono state consegnate da parte nostra, al presidente della Commissione Sanità della Regione Umbria, Massimo Buconi, centinaia di firme in calce ad una petizione che chiede l'approvazione della legge regionale con alcune modifiche, in particolare sul riconoscimento del pieno diritto di ogni cittadino all'utilizzo di farmaci cannabinoidi, con la possibilità di prescriverli gratuitamente da parte del personale medico responsabile della terapia di cui usufruisce il paziente anche in mdo da poterli usare nel caso di cura di tutte quelle patologie che non prevedono necessariamente ricoveri ed assistenze mediche o paramediche .
giovedì 7 febbraio 2013
Perugia, sintesi della conferenza stampa tenuta dal comitato promotore della petizione sulla riduzione del danno
Persa
un’altra occasione di dialogo con gruppi e movimenti che chiedevano un
rafforzamento e razionalizzazione delle risorse e dei progetti esistenti
Sintesi della conferenza stampa tenuta oggi dal comitato
promotore della petizione:Andrea Maori
e Michele Guaitini, rispettivamente segretario
e tesoriere di Radicaliperugia. e di Simonetta
Bruschini, antropologa, già responsabile dipendenze del Coordinamento
nazionale comunità d’accoglienza Cliccando qui si può accedere all'ascolto, grazie a Radio Radicale.
Con quasi tre mesi di ritardo rispetto ai termini
previsti dallo statuto del comune di Perugia, la Giunta comunale – con voti
unanimi – ha respinto la nostra petizione – firmata da centinaia di residenti
nel comune - dal titolo “Potenziamento dei servizi di assistenza e di
riduzione dei danni legati al consumo di droghe illegali e di promozione della
salute e di tutela delle persone che si prostituiscono e dei loro clienti.
Abolizione delle ordinanze proibizioniste".
La petizione, è stata
depositata i primi giorni di agosto e dichiarata ammissibile: si trattava di un atto che indica
una strada alternativa alla logica proibizionista sviluppata nel comune negli
ultimi anni. Con la petizione si chiede
di potenziare i servizi di riduzione del danno già in corso, con il
rafforzamento delle unità di strada e di bassa soglia per assistenza a
tossicodipendenti e prostitute e il superamento delle ordinanze proibizioniste
emanate dall’attuale Giunta.
Con un contraddittorio
che avremmo ritenuto doveroso nelle commissioni consiliari, così come previsto
di norma in questi casi, avremmo potuto spiegare l’indirizzo politico-sociale della nostra petizione che andava nel rafforzamento dei servizi già
offerti dal comune, a parte la richiesta di abolizione dell’ordinanza sulla
prostituzione che ha recepito le indicazioni della Questura, la risposta della giunta risulta
schizofrenica e molto vaga, in quanto vengono richiamati vaghi impegni di
finanziamento senza entrare nel merito di quante risorse sono allocate e con
quali criteri e senza entrare nel merito dei singoli impegni su cui noi abbiamo
richiesto un impegno.
Va notato che relativamente alle “case di fuga”, borse
di studio ed altre forme di assistenza alle prostitute, nulla viene detto:
inoltre, a proposito dell’ordinanza “contrasto alla prostituzione e tutela
della sicurezza urbana notiamo che non c’è stato nemmeno una parvenza di spiegazione sul
perché è stata fatta ma, soprattutto, sul perché non possano essere ritirate
come chiedevano i cittadini firmatari della petizione
In sostanza
è stata persa un’altra occasione da parte dell’amministrazione comunale di
Perugia, di dialogo con gruppi
e comitati che chiedevano nient’altro che un rafforzamento ed una razionalizzazione
dei servizi esistenti.
domenica 3 febbraio 2013
Riduzione del danno e Giunta comunale di Perugia: conferenza stampa dopo la bocciatura della petizione radicale
A seguito della inspiegabile bocciatura da parte della Giunta comunale di Perugia della petizione promossa da radicaliperugia.org avente per oggetto "Potenziamento dei servizi di assistenza e di riduzione dei danni legati al consumo di droghe illegali e di promozione della salute e di tutela delle persone che si prostituiscono e dei loro clienti" giovedì 7 febbraio 2013 ore 11,30 presso la sala delle conferenze dell'hotel La Rosetta di Perugia, in corso Vannucci, il comitato promotore della petizione composto da Simonetta Bruschini, referente per le dipendenze del CNCA - Umbria, Michele Guaitini, tesoriere di radicaliperugia.org e Andrea Maori, segretario di radicaliperugia.org, terranno una conferenza stampa di valutazione e commento.
Radicaliperugia invita i candidati di Lista Monti, Pd e movimento 5 stelle ad un dibattito sulle proposte radicali
Radicaliperugia ha organizzato un dibattito con candidati della Lista Monti, Pd e movimento 5 stelle della circoscrizione Umbria per giovedì 7 febbraio ore 21,00 presso la sala delle conferenze dell'hotel La Rosetta di Perugia, in corso Vannucci. L'iniziativa - aperta alla partecipazione di tutti i cittadini - nasce con l'obiettivo di uno scambio di opinioni - a partire dalle proposte radicali - per verificare l'ipotesi di collaborazione istituzionale con eventuali eletti di questi movimenti e partiti.
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