giovedì 27 settembre 2012

Regione dell'Umbria, bene lo stop ai “monogruppi”. Si proceda senza indugio con l’anagrafe degli eletti e dei nominati

Regione dell'Umbria, bene lo stop ai “monogruppi”. Si proceda senza indugio con l’anagrafe degli eletti e dei nominati.
Dichiarazione di Andrea Maori, Michele Guaitini, segretario e tesoriere di Radicaliperugia - Giovanni Nuvoli

Sull’onda dei recenti scandali avvenuti in seno al Consiglio Regionale del Lazio apprendiamo con soddisfazione l’intenzione di Palazzo Cesaroni di tagliare i fondi per i gruppi regionali e di mandare in soffita i cosiddetti “monogruppi”, cioè i gruppi consiliari formati da un solo consigliere, che, come denunciammo nello scorso mese di aprile in tempi non sospetti e in splendida solitudine, rappresentano un vero e proprio sperpero di denaro pubblico.
Si proceda ora, senza indugio, come preannuciato dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, con l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati - che non vuole dire altro che trasparenza di tutte le procedure relative all'azione degli eletti e dei nominati, che noi radicali chiediamo da anni, anche con azioni rivolte alla Regione Umbria e al Comune di Perugia - e si mettano on line, oltre alle situazioni patrimoniali e reddituali di consiglieri, assessori e nominati nelle società interamente pubbliche o partecipate, i bilanci dettagliati del Consiglio Regionale e di tutti i Gruppi Consiliari.

martedì 25 settembre 2012

All'interno della Festa del Partito Cielo^Terra, tavola rotonda "Perugia, quali prospettive?" con radicali ed altre forze politiche


Festa del Partito Cielo^Terra

Perugia Sabato 29 Settembre 2012
Giardino di ‘Rosso Vino’
Via dei Pellari(trav. di C. Garibaldi, 50 m salendo dall’Univ. dei Stranieri)

Programma

Ore 16.00   Aperitivo offerta dal ‘Rosso Vino’
       16.30   ‘La Tribu’, nuovo modulo di partecipazione ed interazione del PC^T.  Amato de Paulis
       17.00   Tavola rotonda; ‘Perugia, quali prospettive ?’ Interventi di; Ettore Bertolini, Ruggero
                   Ranieri Di Sorbello, Andrea Maori,  Francesco Miroballo, Franco Parlavecchio,          .   .                  Michele Pietrelli, Pino Sbrenna, Carla Spagnoli.
       18.00   Domande per i relatori ed interventi dal pubblico
       19.00   Musica dal vivo per la serata.
       20.00   Cena con prodotti tipici ‘Rosso Vino’.

giovedì 20 settembre 2012

"Ma allora, a cosa serve il famigerato gruppo misto?" si chiedono i Radicali umbri Michele Guaitini e Andrea Maori? Un'inchiesta del Giornale dà conto di una ricerca svolta dai Radicali sui costi della politica regionale

Dalla Rassegna stampaOgni consigliere regionale ci costa 750mila euro l'anno


Le Regioni spendono ogni anno milioni di euro. Un fiume di finanziamenti pubblici ai gruppi consiliari. Il Sole24Ore calcola in 743mila euro il costo per ogni seggio nelle Regioni. Considerando che i consiglieri dei parlamentini sono 1.111, il costo complessivo è di 822.140.000 euro. Secondo un ranking che prende in considerazione diversi fattori, dalle spese per gli organi istituzionali, al numero di commissioni e giunte, fino alle spese per studi e consulenze, emerge anche una classifica delle Regioni più o meno virtuose. In testa, cioè quelle con i punteggi migliori, si trovano l'Emilia Romagna, le Marche, il Veneto, la Puglia e la Toscana, in fondo invece Basilicata, Calabria, Sicilia, e ultimo il Molise. Quello col record di monogruppi. E i controlli sulle spese? Ci sono verifiche esterne, come faticosamente ottenuto per i finanziamenti ai gruppi parlamentari? Macché, solo interne, molto interne... Il capogruppo dell'Udc in Regione Abruzzo, il dott. Menna, tiene una contabilità impeccabile. Nell'ultimo rendiconto, da lui convalidato, ha riportato tutte le spese del suo gruppo consiliare, 103mila euro, nel dettaglio. Ci sono 12mila euro di «spese di rappresentanza», 8mila euro per «organizzazione convegni», 8mila euro di spese postali, 49mila euro di consulenze esterne, 6mila euro di «oneri per il funzionamento decentrato del Gruppo», e 3.200 euro di «rimborsi spese consiglieri». Piccolo dettaglio: il Menna è l'unico consigliere di quel gruppo, un monogruppo di cui è capogruppo, e che amministra diligentemente grazie al finanziamento previsto dalle regioni italiane per i gruppi consiliari. Anche se sono composti da un solo membro. Una vera pacchia, che ha generato un effetto monstre nella casta territoriale: i monogruppi proliferano. In Regione Abruzzo, oltre a quello dell'Udc, ci sono altri consiglieri che fanno gruppo (finanziato) a sé. I Comunisti italiani, l'Api, La Sinistra Verdi-Sd, Rifondazione comunista, il MpA. Sei monogruppi su 12 gruppi consiliari, su 45 consiglieri. C'è chi fa meglio. Il Molise, ad esempio. Lì il business dei gruppi è un'arte consolidata. In Regione ci sono trenta consiglieri, ma ben diciassette gruppi consiliari, uno per ogni consigliere e tre quarti. Di questi dieci sono monogruppi, dall'Udeur a «Il Molise di tutti», da Sel a «Costruire democrazia», tutti con i loro bravi capogruppo con indennità aggiuntiva di carica, segreteria e autoblu. In Regione Umbria ci sono cinque monogruppi, grazie alla deroga concessa dall'Ufficio di presidenza per scavalcare la regole che prevede una soglia minima di tre consiglieri per formare uno nuovo. E oplà, ognuno ha diritto ad un ufficio arredato, attrezzature informatiche e telefoniche, un ufficio di segreteria composto da 2 a 6 unità oltre a un responsabile ed alla copertura delle spese per stampa di manifesti e pubblicazioni, spese postali e telefoniche, consulenze, cancelleria, quotidiani e riviste. «Ma allora, a cosa serve il famigerato gruppo misto?» si chiedono i Radicali umbri Michele Guaitini e Andrea Maori. In effetti il Misto servirebbe per aggregare tutti i consiglieri che non rientrano nei gruppi normali. Invece no, ci sono i gruppi normali, quelli individuali e in più il Misto, che in Molise è anch'esso composto da un solo consigliere capogruppo di se stesso. Nella Regione Lazio dell'«ostricaro» Fiorito, i monogruppi sono ben otto (da Fli a Verdi). Anche nelle Marche sono più i monogruppi (nove) dei gruppi normali (sei). Uno spreco valutato in media 100-150mila euro per ogni monogruppo. Moltiplicato per tutti quelli sparsi nelle regioni, una sessantina, si arriva attorno ai 6-9 milioni di euro l'anno. A cui vanno aggiunti i costi sostenuti dalle Regioni per le indennità aggiuntive, le strutture e il personale messo a disposizione per l'esercito di capigruppi di se stessi. Soli ma felici.

martedì 18 settembre 2012

Radicali di Perugia: dichiarata ammissibile la petizione sottoscritta da centinaia di cittadini, con firme autenticate e certificate, rivolta al comune con la quale si chiedono cambiamenti sulla politica in materia di tossicodipendenza e prostituzione Richiesta l’audizione nelle commissioni consiliari


Radicali di Perugia: dichiarata ammissibile la petizione sottoscritta da centinaia di cittadini, con firme autenticate e certificate, rivolta al comune con la quale si chiedono cambiamenti sulla politica in materia di tossicodipendenza e prostituzione  Richiesta l’audizione nelle commissioni consiliari 

Per il comitato promotore Andrea Maori e Michele Guaitini, segretario e tesoriere di radicaliperugia Giovanni Nuvoli

La petizione comunale sottoscritta da centinaia di cittadini residenti a Perugia in calce ad una petizione con la quale si chiede una cambiamento nelle politiche di riduzione del danno in materia di tossicodipendenza e prostituzione.
Da un lato chiediamo di moltiplicare le iniziative di riduzione del danno già avviate dal Comune attraverso il potenziamento delle strutture di intervento di bassa soglia a partire dall’attività di unità di strada che si concentra, in prevalenza, nella trasmissione di informazioni relative ai rischi sanitari inerenti rapporti sessuali non protetti e alla possibilità di usufruire delle strutture sociosanitarie presenti nel territorio al fine di modificare quei comportamenti a rischio e un aumento degli accessi alle strutture sociocanitarie di prevenzione e cura; di prevedere una rete di protezione sanitaria che va dalla pura e semplice informazione scientifica sugli effetti delle sostanze a locali protetti e igienicamente garantiti;
- la moltiplicazione, a partire da un immediato raddoppio, delle unità di strada attualmente presenti sul territorio, attrezzate anche di strumenti atti ad analizzare gratuitamente le droghe sintetiche e a prevenire situazioni di overdose;
- potenziamento dell’unità di strada di assistenza delle prostitute;
- sviluppo degli attuali progetti contro la tratta e il traffico di esseri umani con potenziamento dei fondi a favore delle “case di fuga” e reintegrazione delle borse lavoro al fine di un reinserimento lavorativo;
- ritiro dell’ordinanza n. 304 del 2 aprile 2012 “contrasto alla prostituzione su strada e tutela della sicurezza urbana” e perché inutile negli effetti e vessatoria nei confronti dei cittadini;.
Per dare voce a questo progetto, abbiamo chiesto di essere auditi presso la commissione consiliare competente per materie.
Se c’è la volontà politica di accettare i temi della petizione, entro novembre di quest’anno il comune di Perugia potrebbe essere all’avanguardia nei sistemi di prevenzione di riduzione del danno. In sostanza, , a novembre si potrebbe avere una risposta da parte della Giunta o dal Consiglio del Comune di Perugia.

lunedì 17 settembre 2012

"Un mondo che fa sembrare stupide le persone buone", di Elisabetta Chiacchella a proposito di "Dio è violent" di Luisa Muraro. Riflessione sulla nonviolenza

Una riflessione sulla nonviolenza tratta dal sito https://cartesensibili.wordpress.com/ a proposito del libro Dio è violent di Luisa Muraro, Nottetempo editore

Un mondo che fa sembrare stupide le persone buone
di Elisabetta Chiacchella
Bisogna partire da qui, da alcune affermazioni che troviamo a p. 21 di Dio è violent di Luisa Muraro: “Nel corpo sociale non scorre più, come energia positiva, il senso di un orientamento condiviso. Sotto i colpi della crisi del 2008 che non passa (…) ci accorgiamo che l’unico orientamento generale lo dava la crescita economica. Scrivo perché ci rendiamo conto di ciò che sta capitando e impariamo a leggere la realtà meglio che possiamo (…). Leggere anche i segni positivi, naturalmente, che è la parte più preziosa e meno facile. Avvengono infatti anche cambiamenti in cui si indovina un orientamento, cioè una via d’uscita da un mondo che fa sembrare stupide le persone buone.”
Grata come sono a Luisa Muraro per il necessario libro che ha scritto, e ad Anna Maria Farabbi per avermi invitato a partecipare a questo confronto di idee, comincio a srotolare il mio ragionamento di persona radicale in politica e amica della nonviolenza nell’azione quotidiana, pubblica e privata.
E’ vero, lo stato è violento. Basta gettare uno sguardo alle carceri italiane e ai continui suicidi di detenuti e guardie carcerarie per capirlo al volo. Basta ricordare le morti infinite nei viaggi della speranza fra le coste della Libia e Lampedusa, morti scaturite anche dallo scellerato accordo d’amicizia italo-libica così caro ai governi italiani, sia recenti che passati. Basta non allontanare la vista dagli anarchici arrestati nel giugno 2012 con l’accusa, tutta da circostanziare, di terrorismo internazionale, guidati da una presunta “cellula perugina”, già resa mostruosa da media indifendibili ben prima che se ne sia indagata l’attendibilità dell’esistenza e si siano accertate le responsabilità delle persone in custodia cautelare.
Lo stato è violento e, come scrive Muraro, abbiamo valide ragioni per negare il nostro consenso allo pseudo-ordine che il potere detiene. La domanda che subito dobbiamo porci allora è con quali mezzi possiamo negarglielo.
La mia risposta diverge da quella indicata da Muraro a p.28: “a chi detiene un potere quale che sia, io non mi presento dichiarando che ho rinunciato all’uso della forza fino alla violenza se necessario.”
Divergo perché subito mi si para davanti il viso di Aung San Suu Kyi e immagino quanto le sia costata, in termini di attesa dichiaratamente nonviolenta, la sua gestazione di democrazia in Birmania. Certo, si sarà arrabbiata, del tutto legittimamente. Ma la rabbia, come in Martin Luther King, esempio citato positivamente da Muraro, anche in lei è divenuta inizialmente forza morale, poi simbolo per il suo popolo, e non solo.
Divergo perché mi sono riletta la lettera scritta, e non spedita, da Elsa Morante alle Brigate Rosse durante il sequestro di Aldo Moro. Riflettendo sulla parola rivoluzione, la scrittrice la definisce come “grande azione popolare al fine di instaurare una società più giusta.”
Trovo convincenti queste sue parole e sono d’accordo anche con il prosieguo della lettera: “Su questa definizione, sono state sventolate troppe bandiere equivoche. E il primo equivoco è stato di scrivere su queste bandiere, il motto nazionale: Il fine giustifica i mezzi. (…) A chi per caso avesse letto i miei ultimi libri, sarebbe nota quale stima io faccia delle società istituite. Ma per quanto inerti e corrotte possano venir giudicate certe società presenti, io mi auguro di non vivere abbastanza per assistere a nuovi totalitarismi”.
La spaventosa crisi economica (con il crollo verticale delle autorità, variamente screditate e considerate parassitarie da moltissima gente) e la disuguaglianza inaccettabile delle condizioni esistenziali dei cittadini potrebbero dare origine oggi a risposte totalitarie da parte dello stato?
Gli scenari presenti mettono i brividi. I nuovi totalitarismi sono solo incubi del passato?
Lascio riecheggiare le domande, fuori e dentro di me; domande a cui non rispondo (con quale risibile attendibilità potrei infatti rispondere?), ma tengo conto di quello che ha dichiarato la ministra dell’interno Cancellieri a proposito dell’opinione di Muraro in Dio è violent: se il cittadino decide di farsi giustizia da solo, c’è il rischio di ricadere nell’uomo provvidenziale che per fermare la violenza impone a tutti le sue scelte con la forza.
Sono prudente, o sono impaurita, nel ricordare la posizione assunta pubblicamente da chi è a capo delle forze dello pseudo-ordine? Non posso giurarci, ma credo che in me prevalga la prudenza, dato che tutti sappiamo come lo stato non possa mai essere messo fuori gioco. Dobbiamo tenere conto delle sue mosse e ricordare che spesso basta l’ombra di una miccia accesa da qualcuno per scatenare selvagge coazioni a reprimere: il G8 di Genova è davanti ai nostri occhi con lo scandalo Diaz e Bolzaneto.
Perciò, sull’onda del prezioso dono di Luisa Muraro, mi sento di concludere esprimendo la mia urgenza. Bisogna che le persone buone e consapevoli, per niente stupide, non collaborino alla propria espulsione dal mondo e disarmino il braccio dello stato. Come?
Tessendo rapporti, rafforzandoli, allargandoli nell’impegno politico di sé. Luisa Muraro ci spiega energicamente che “promuovere l’indipendenza simbolica dal potere” (p.66) è possibile, correggendo un’eredità politica, filosofica, religiosa segnata dal maschile e dalla soggezione femminile al maschile (p.61).
Possiamo tutte e tutti contribuire a cambiare il setting del gioco, agendo in più ambienti possibile, insistendo a creare varie brecce nel contesto. Modificato quello, potranno anche modificarsi le regole del gioco. Bisogna avere pazienza, ancora.
Elisabetta Chiacchella

Mercoledì 19 settembre alle 21, riunione dell'associazione radicaliperugia

Mercoledì 19 settembre alle 21, riunione dell'associazione radicaliperugia - Giovanni Nuvoli presso il negozio Mira shop, via Ruggero d'Andreotto. All'ordine del giorno le iniziative conseguenti al deposito delle petizioni al comune di Perugia e alla regione dell'Umbria, proposta di organizzazione di una manifestazione di fronte al Tar dell'Umbria sul ricorso presentato dai Radicali contro la legge elettorale regionale  e discussione generale sull'attività dell'area radicale.

venerdì 14 settembre 2012

Matteo Renzi: Adesso, vediamo la laicità

Dal sito Civiltà laica articolo di Alessandro Chiometti, utile per capire il "Renzi pensiero".

Pur rinunciando a sparare sulla croce rossa, ovvero a esaminare da sinistra il programma del volto nuovo del Pd, al secolo Matteo Renzi, occorre almeno sottolineare che appare quanto meno folkloristico un candidato che vuole vincere le primarie di una coalizione rivolgendosi ai delusi della coalizione opposta. Ma tant’è, non è certo la cosa più strana che abbiamo visto in questa misera seconda Repubblica.
Limitiamoci quindi a ciò che ci interessa, ovvero come sono affrontate (se sono affrontate) le tematiche laiche nel programma di Matteo Renzi nei dodici punti messi nel suo sito promozionale sotto la voce “Idee”.
Testamento Biologico: non pervenuto
Eutanasia: non pervenuta
Costi della Chiesa (ovvero come recuperare sei miliardi l’anno di spesa pubblica): non pervenuta
Scuola pubblica: a parte la lodevole proposta di portare la quota coperta dagli asili pubblici dal 12 al 40% per dell’utenza italiana sotto i tre anni, le proposte di Renzi sono un po’ fumose e troppo generiche. Tanto per fare un esempio, affermare al punto 4.b.4: «Una revisione complessiva delle procedure di selezione e assunzione dei docenti, basata sulle competenze specifiche e sull’effettiva capacità di insegnare» vuole dire tutto e niente (o Renzi non vuole precludere qualsiasi strada in futuro?). Altri punti come il 4.b.3 che dice: «incentivi ai dirigenti scolastici basati sulla valutazione della performance delle strutture loro affidate» sembrano, pure in questa forma così sintetica, penalizzanti per strutture scolastiche piccole e periferiche.
Ad ogni modo è bene rilevare che il problema dei finanziamenti alla scuola privata (che costituzionalmente dovrebbero essere senza oneri per lo stato) è stato semplicemente ignorato, forse a Firenze non si è avuta notizia del fatto che lo Stato spende 600 milioni l’anno (fra contributi statali e locali) per i finanziamenti alle scuole private. Come del resto non si dice una parola sul costo dell’insegnamento della religione cattolica che è di 1,5 miliardi/anno.
Fecondazione assistita: anche se non c’è scritto a chiare lettere di abolire la vergognosa legge 40 (peraltro ormai quasi completamente smantellata da sentenze costituzionali ed europee), il riferimento a una nuova legge da fare secondo le indicazioni dell’Hfea (Human Fertilisation and Embryology Authority) ci dovrebbe far dormire sonni tranquilli
Difesa e applicazione della legge 194 sull’aborto: non pervenuta
Divorzio veloce: «Una forte riduzione dei tempi per divorziare quando c’è il consenso fra le parti e in assenza di figli». Bene, sarebbe ora.
Coppie di fatto: «Registrazione delle coppie di fatto di qualunque orientamento sessuale al fine di riconoscere diritti, doveri ed interessi di carattere patrimoniale ed amministrativo»
Matrimonio omosessuale: Matteo Renzi propone la civil partnership, ovvero, con parole sue: «Creazione di un istituto che riconosca giuridicamente il legame d’amore ed il progetto di vita delle coppie dello stesso sesso garantendo da questo impegno pubblico diritti e doveri assimilabili a quelli discendenti da matrimonio: di cittadinanza, di assistenza, di successione e di equiparazione a livello fiscale e pensionistico». In pratica un matrimonio che non vuole chiamare matrimonio, ma non nomina l’adozione dei bambini.
Adozione per i single: non pervenuta
Qualcosa c’è e qualcosa manca del tutto. Su dieci punti laici quattro hanno proposte accettabili, uno è da rivedere, cinque mancano del tutto. A voi il giudizio.
Alessandro Chiometti

martedì 11 settembre 2012

Staderini e Martini alla festa nazionale socialista di Perugia a parlare di "Diritti, Laicità, Civiltà"


Nell'ambito della Festa Nazionale Socialista che si terrà a Perugia, dal 12 al 16 settembre, ci sarà, giovedì 13 settembre, a partire dalle ore 21.00 il dibattito “Diritti, Laicità, Civiltà” con Luca Cefisi, Alessandro Cecchi Paone, Pia Locatelli, Antonio Guidi, Gennaro Migliore, Luigi Nicolais, Andrea Orlando e Mario Staderini. Modera Paolo Martini, Direttore Radio Radicale. 

Il programma completo della festa cliccando qui.