mercoledì 12 ottobre 2011

Lettera aperta al mio Giudice, di Carmelo Musumeci ergastolano detenuto nel carcere di Spoleto

“Non  c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.” (Giovanni Paolo II )



Signor Giudice, non ho studiato solo per avere un pezzo di carta e rimanere chiuso in una cella senza fare nulla per il resto dei miei giorni. Io ho studiato anche per lottare, pensare e sognare, perché non posso arrendermi al mio destino e non lo farò mai.



Signor Giudice, ho un’occasione unica: l’Associazione Antigone, in occasione del 25° anniversario della legge Gozzini, mi ha invitato ha tenere, insieme  a mia figlia Barbara, una relazione dal titolo: “Venticinque anni di legge Gozzini visti dall’interno e dalle famiglie”, presso il Museo Criminologico di Roma, in via del Gonfalone 29, dalle ore 9.00 alle ore 15.00 del 10 ottobre 2011.

martedì 11 ottobre 2011

La vicenda dell’azienda in Parlamento grazie ai Radicali: che fine faranno le 85 lavoratrici?

Grinta, cassa in scadenza e niente ripresa

Dal Giornale dell'Umbria, 9 ottobre 2011, pag. 37
ORVIETO – A novembre scade la cassa integrazione in deroga, quale futuro per le operaie della Grinta? Sono i radicali
ad interessarsi alla drammatica vicenda del tessile orvietano. Lo fanno tramite l’onorevole Elisabetta Zamparutti
che al riguardo ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere un interessamento diretto da parte del
ministro. “Il 22 giugno 2010 è stato firmato il decreto da parte del ministro interrogato, che autorizza l’istituto della cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici dell’azienda tessile Grinta srl di Orvieto, da oltre un anno senza salario e prospettive occupazionali – illustra la Zamparutti nel documento- a maggio il giudice ha decretato il fallimento dell’ex azienda tessile Grinta di Bardano e ore si profila, per il 30 novembre, la scadenza della cassa
integrazione in deroga. La situazione riguarda 85 donne per le quali si prospetta ora una possibile fase di mobilità”.
Quanto alle prospettive di ripresa dell’attività, tutto tace. Non ci sono richieste formali. E la curatela fallimentare sta procedendo alla vendite dei macchinari

lunedì 10 ottobre 2011

Interrogazione della deputata radicale Zamparutti sulla situazione di mobilità delle lavoratrici della Grinta di Orvieto

[caption id="attachment_1723" align="alignleft" width="150" caption="Operaie della Grinta"][/caption]

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Premesso che:

il 22 giugno 2010 è stato firmato il decreto da parte del Ministro interrogato, che autorizza l'istituto della Cassa Integrazione straordinaria per le lavoratrici dell'azienda tessile GRINTA srl di Orvieto, da oltre un anno senza salario e prospettive occupazionali;
lo scorso mese di maggio il giudice ha decretato il fallimento dell’ex azienda tessile Grinta di Bardano e ore si profila per il 30 novembre prossimo la scadenza della cassa integrazione in deroga;
la situazione riguarda 85 donne per le quali si prospetta ora una possibile fase di mobilità al momento per la ripresa dell’attività dello stabilimento Grinta non c’è nessuno segnale incoraggiante nonostante l’interesse manifestato
da grandi nomi del settore;
si chiede di sapere:
se il Ministro sia a conoscenza della preoccupante situazione in cui versale le 85 donne lavoratrici dell'azienda tessile GRINTA; se e quali azioni intenda promuovere per assicurare la possibilità
alle 85 operaie di continuare a lavorare.

sabato 8 ottobre 2011

L'appuntamento, brano musicale dedicato ad Aldo Capitini a 50 anni dalla marcia della pace Perugia-Assisi (1961)

[caption id="attachment_1716" align="alignleft" width="150" caption="Dedicato ad Aldo Capitini"][/caption]

Cliccando qui sotto si può ascoltare  L'appuntamento - Dedicato ad Aldo Capitini a 50 anni dalla marcia della pace Perugia-Assisi (1961) Testo: Elisabetta Chiacchella Musica: Marco Remondini Voce recitante: Elisabetta Chiacchella.

 

 

Qui sotto è riprodotto il testo de L'appuntamento

 

venerdì 7 ottobre 2011

Caso Meredith, Pannella: in migliaia dietro le sbarre come Amanda e Raffaele, "il sistema è troppo lento, i due ragazzi tutto sommato fortunati"

Da una nota di agenzia letta a Radio radicale.

Quattro anni dietro le sbarre da innocenti. Ma Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ieri assolti dall'accusa di aver ucciso Meredith Kercher, "tutto sommato sono stati fortunati: la pressione internazionale e il fatto di provenire da due famiglie di un certo tipo hanno accorciato i tempi" di un sistema "lentissimo". Se non ci fossero stati questi due fattori in gioco, i due ex fidanzatini "avrebbero scontato 6-7 anni da innocenti". Almeno secondo il leader dei radicali Marco Pannella, che all'Adnkronos sottolinea come ci siano "migliaia di persone nelle loro condizioni, rinchiusi nei penitenziari per reati mai commessi".

giovedì 6 ottobre 2011

Volantinaggio di fronte all'Inps di Perugia

Si è svolto oggi il volantinaggio a cura di radicaliperugia.org di fronte alla sede dell’Inps di Perugia, Via Canali per informare i cittadini sulla campagna per la restituzione dei contributi silenti, la grande truffa del sistema previdenziale italiano.

Cliccando qui puoi firmare l'appello. Qui invece puoi accedere a maggiori informazioni

lunedì 3 ottobre 2011

Contributi silenti: Radicaliperugia aderisce alla seconda giornata nazionale del 6 ottobre

Dalle 9,30 di giovedì 6 ottobre, saremo di fronte alla sede dell'Inps di Perugia, Via Canali a volantinare per informare sulla campagna per la restituzione dei contributi silenti, la grande truffa del sistema previdenziale italiano.

Lo Stato italiano è un Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio. Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale.

Intanto la Gestione separata dell’Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi, ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni!

Per rimediare a questa situazione drammatica, e in attesa di una riforma complessiva e finalmente equa delle pensioni, chiediamo che sia riconosciuto ai lavoratori il diritto alla restituzione dei contributi “silenti”, ovvero dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico.

A questo fine sosteniamo la proposta di legge presentata dai parlamentari radicali “Delega al governo per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico” (Atto Camera n. 1611) e chiediamo che la stessa venga calendarizzata e discussa entro la fine del 2011Appello promosso da Radicali italiani e A.N.CO.T. (Associazione nazionale consulenti tributari)

 

 

domenica 2 ottobre 2011

Se la scuola rinuncia alla storia dell'arte


Radicaliperugia ha ricevuto nei giorni scorsi una lettera che pubblichiamo:
vale la pena fare una premessa. in seguito ai mancati incarichi del personale docente precario per la classe di concorso –A061 storia dell’arte- e alla forzata mobilità di docenti di ruolo nella stessa disciplina che hanno perso la loro titolarità  è emersa in tutta la sua gravità una delle molteplici situazioni paradossali di questo paese: l’insegnamento di questa materia è stato fortemente penalizzato dalla riforma Gelmini che ne ha cancellato definitivamente lo studio da tutti i corsi professionali e tecnici. In un paese che vanta l’85% del patrimonio storico artistico mondiale questo fatto è del tutto scandaloso Nei giorni scorsi il dibattito sulla questione è divampato sulla stampa: anche in seguito a notizie parziali e infondate divulgate dal Ministero dell’Istruzione che smentiva lo stato delle cose di fronte a dati numerici oggettivi, illustri intellettuali dal critico Bertelli alla presidente onoraria del FAI Crespi hanno espresso chiaramente il loro pensiero in proposito. Il paese non può che rimetterci se non si provvede ad impartire una adeguata conoscenza dei beni storico artistici , insegnando ad analizzare e riflettere con spirito critico per garantirne la valorizzazione e la conservazione.

Di seguito la lettera ricevuta:Mi preme evidenziare una situazione che non deve passare inosservata.Il caso mi tocca personalmente come insegnante precaria, ma quanto si sta verificando non può essere sottovalutato da chiunque abbia a cuore le sorti di questo paese. Il fatto è che nella patria di Giotto e di Michelangelo la riforma della scuola superiore ha cancellato da molti indirizzi scolastici, soprattutto negli istituti professionali, lo studio della storia dell’arte.

Un primo controsenso appare lampante: il turismo è una risorsa fondamentale del paese, un settore che va potenziato, ma è evidente che l’obiettivo è l’indotto, non la qualifica degli operatori.

In altri ambiti della formazione il fatto è più sottile: il designer o il grafico, il cui talento creativo trae ispirazione dal passato e dalle tradizioni come dall’originalità delle idee del presente, può sfuggire al controllo di chi è interessato a omologare i gusti e le tendenze della gente per motivi speculativi, economici e ideologici. L’arte “degenerata” sobilla le masse e spaventa i regimi .

In sintesi: meglio non insegnare a pensare e ad avere senso critico.

Questo è quanto accade e nessuno si è mosso. Penso ad enti quali il FAI, alle Sovrintendenze ai beni culturali che, sebbene dipendenze periferiche del ministero, mantengono comunque qualche autonomia: nessuna voce di protesta.

Sono convinta che il discorso sia strettamente connesso con un disegno politico più ampio volto ad annientare la possibilità di una formazione culturale che può essere di disturbo.

Lucia Mazzuccato