
Non sfugge il fatto che alcuni episodi accaduti possano destare preoccupazione, ma i comportamenti irresponsabili di un numero molto ristretto di persone non possono ricadere su una intera comunità, né tantomeno criminalizzare la categoria dei giovani dediti alla “movida”, né punire indiscriminatamente tutti i pubblici esercizi per la stragrande maggioranza rispettosi delle norme e dei protocolli di sicurezza.
Piuttosto non si capisce come mai siano stati del tutto assenti attività di controllo e di prevenzione da parte delle forze dell’ordine che di certo avrebbero potuto svolgere un ruolo dissuasivo e di vigilanza per le situazioni più delicate o potenzialmente pericolose, dal momento che era ampiamente prevedibile che nel primo settimana successivo alla fine del “lockdown” e complice il bel tempo, centinaia di concittadini si sarebbero riappropriati della vita serale del centro storico.
La vicenda di ieri con il passaggio delle “frecce tricolori” sui cieli sopra Perugia è la conferma che certi fenomeni si possono e si devono governare anziché nasconderli dietro ordinanze restrittive che non hanno altro effetto che spostare il problema da una zona all’altra della città oltre che danneggiare economicamente e moralmente i gestori dei locali del centro storico.
Nonostante le attuali norme vietino gli assembramenti e gli eventi pubblici per i quali non sia possibile garantire le distanze interpersonali, è stata data ampia pubblicità, anche tramite i canali istituzionali del Comune, allo spettacolare passaggio delle frecce, lo stesso Sindaco con tanto di fascia tricolore indosso ha fatto parte della folla che ha assistito allo spettacolo e la presenza delle forze dell’ordine, che hanno addirittura provveduto a distribuire mascherine a chi ne era sprovvisto, ha contribuito a rendere maggiormente ordinato un assembramento di persone dove comunque non tutti, fisiologicamente, rispettavano la corretta distanza dagli altri.