mercoledì 21 settembre 2016

«Femminismo che teme la scomparsa della donna: maschilismo latente» di Federica Frasconi

Femminismo che teme la scomparsa della donna: maschilismo latente
di Federica Frasconi, attivista di radicaliperugia

Una donna prima di essere donna è persona.

Non tutte le donne hanno l'istinto materno, altre ce l'hanno e magari sono lesbiche o eterosessuali o bisessuali o transessuali.
Difendere i diritti della persona e non costringerla dentro ruoli di genere da imporre, sia da una parte che dall'altra.
Ognuno è libero di vivere come la sua persona sente di essere:
Una donna vuole seguire lo schema sociale apparentemente maggioritario con i ruoli dategli e che lei ama ricoprire (pretendendo, giustamente, l'uguaglianza dei diritti con l'uomo)? Bene, viva come vuole la sua realizzazione intima;
Una donna è lesbica e crede che sia giusto che non ci sia la GPA? Bene, non la pratichi;

Una donna è lesbica e crede che la GPA, come gesto gratuito e altruista, sia giusta e debba essere legale? Bene, possa poter scegliere un diritto.
Un uomo è eterosessuale ma non vuole seguire lo schema dell'uomo eterosessista-maschilista? Bene, non lo segua.

Restano tutti prima ancora “persone” sia che questi siano uomo o donna e tornano, nella sincerità faticosa ed ancora sconveniente, persone, prima di ruolo!

Un diritto esiste quando c'è legalità d'intento e legalità formale.

Dobbiamo smetterla di pensare che è la maggioranza a decidere quali debbano essere i diritti e quali no.

I diritti sono diritti in democrazia, altrimenti ditelo chiaramente;
Femministe che come i Maschilisti santificare il corpo e la sua funzione, senza consentire ad altri, del vostro stesso sesso biologico, di poter scegliere se vivere come voi o vivere come sentono di essere e sono.
Se una donna dona il suo corpo per generare una vita e donare figli a due donne od a due uomini, non c'è niente che viene meno all'essere donna.
Non è vendita del corpo o della dignità; legalizzare prevede controlli medici, economico-sociali, psicologici per cui, legalizzandola, lo sfruttamento materiale è pari allo zero.
La GPA va legalizzata e non rimossa ne occorre rimediare a questa come tutt’ora o in tempi meno recenti, si cercava e si cerca di rimediare al gay o alla lesbica o alla zitella come alla donna sterile o all’uomo impotente.

Ciò che si sentono venire meno le femministe è il loro “soppalcchetto” di orgoglio femminile del generare solo in presenza di un membro maschile con cui unirsi.
Tipico dei precetti cattolici; la sacralità del concepimento, per cui ai gay od alle lesbiche è bene dare i bimbi del/della partner avuti da una relazione eterosessuale od è bene dare loro, figli abbandonati in orfanotrofio.
Per le femministe introdurre nell’ovulo della femmina uno spermatozoo per fecondarlo è abominio o meglio abominio alla sacralità del copro femminile, tipo quello della Vergine Maria: cosicché l'amore torna ad essere solo fine alla procreazione di figli e non ad altro, cosicché l'amore omosessuale-lesbico è solo un vizietto agli occhi dell'uomo e tale debba esser vissuto dalle donne che tra loro devono considerare quel rapporto solo amicale e magari confessandosi dopo, per il "peccato" commesso o espiandolo con un uomo presente durante l'atto (la donna è nata per soddisfare l’uomo, dalla sua costola lei è nata e deve essere rispettata dall’uomo seppur inferiore in forza fisica e non deve essere sopraffatta – almeno in teoria- per cui la donna deve amare l’essere donna e deve difendere la sua ricchezza genitrice)

In una vera democrazia della vita e non della maggioranza apparente, due donne che si amano non debbono essere costrette a nascondersi dentro questi stanzini a luci rosse, stanzini accettati da ogni potere purché le donne restino lì e non escano, se non in forma amicale, fuori di li.
Se vogliono debbono poter vivere normalmente la loro storia emozionale e sessuale anche fuori, come debbano essere libere nella vera libertà di coscienza che ogni persona ha dentro se ( difficile e intensa che non tace mai e ci rende presenti costantemente a noi stessi e che noi nascondiamo credendo d'essere la voce del diavolo o un errore da correggere per omologarci al pensiero conveniente, pensiero che in noi mai si presenta così negativamente se non sotto forma di disagio rispetto alle maschere lì fuori e la nostra vera voglia di vita)

La sessualità è fluida ed esiste il poli-amore, ma queste non debbono essere usate come scusa per nascondere una volontà libera: queste ultime sono realtà non nascondigli usati da chi vorrebbe vivere in altro modo la sua sessualità.

Essere lesbiche non vuol dire essere una protesta contro il maschilismo.
Essere lesbiche vuol dire avere un orientamento sessuale ed emozionale come lo è l’essere gay e l’essere eterosessuali e non eterosessisti.
Le donne lesbiche non sono lesbiche perché temono il maschio; i gay non sono gay perché temono le femmine!
Eppure queste teorie assolutistiche riportano a questo concetto ed al concetto che lesbica o gay o bisex si diventa e non si nasce.
La scienza, se fosse libera da certe morali fintamente libertarie di oppressione cattolica e se fosse libera da ideologie comuniste-democristiane-fasciste, riuscirà a studiare scientificamente e geneticamente delle caratteristiche fondanti l'identità sessuale della persona, come già fa.
Il genere ed il riconoscimento delle sue sfumature è vera libertà ed è il vero ordine sociale, quello che mai è stato costruito e che femministe dell’ultimo minuto, o meno, cercano di rattoppare come meglio riescono.
Non è con la pala del "padrone" che si combatte il "padrone" cioè non è col totalitarismo maschilista o femminista che si arriva alla libertà della persona e del genere oltre lo schema sociale di etero-normalizzazione.

Quel femminismo che teme la scomparsa della donna e quel maschilismo che teme il non potere dell'autorità dell'uomo nella società, “quindi” sulla donna.

Se oggi si parla nelle scuole di genere e sentimenti uniti alla sessualità, si dà al bimbo una libertà di coscienza e di pensiero, sempre negata prima e data solo dalle famiglie: non è delle famiglie il pensiero dei loro figli, il pensiero dei loro figli è dei loro figli i quali, conoscendo la realtà ed avendo giuste riposte all’evidenza, possono comprendere bene se credere o meno al babbo natale del potere maggioritario ancora dominate.

La realtà della fluidità del genere non crea confusione ma genera domande esistenziali ottime, perché la persona riesca ad ascoltarsi oltre quelle paure indotte da decenni e secoli e millenni da una società mondiale autoritaria che ha sempre rispettato, con fatica “doverosa al suo primato di intrattenimento di coscienze”, l’evoluzione sociale solo in sé stessa, entro gli schemi di governabilità “morale” ed etico cattolica.

Le lesbiche sono donne e prima ancora persone che amano vestirsi o femminile, secondo i canoni, o più “maschili” secondo i canoni.
Spesso persone transessuali, che da donne sono divenute uomini, hanno subito molte discriminazioni anche dalle femministe, le quali le incolpano di avere raggiunto uno status sociale maschile privo di discriminazioni di genere binario.

Le lesbiche non sono una mascolinizzazione della donna ma sono un’identità intima sessuale ed emozionale, sono persone non sono lotte sociali contro il maschilismo o gare a favore dell’essere tali e quali all’uomo.
Lo stesso accade per le persone che nate maschio sessualmente divengono donne come loro sono dentro sé da sempre. I maschilisti accusano quella persona e in particolare il maschio apparente che prima questa persona era, di essere feccia della società come allo stesso modo accusano i gay.

Per non parlare dell’ignoranza totale tra identità di genere e orientamento sessuale.
Esistono, per esempio, persone che sono maschili sessualmente ed esternamente ma che dentro loro sanno d’essere donne al 100% e quindi si operano per divenire donne fisicamente ed una volta donne, vivere la loro sessualità omosessuale od eterosessuale o bisessuale che sia.
I più ignoranti direbbero: “Perché cambiare sesso per divenire donna se si é un maschio esteriormente e biologicamente ma una donna lesbica interiormente?
Diverresti donna per amare le donne? Non è meglio restare maschio biologicamente e amare le donne?”


l’identità di genere è una cosa e l’orientamento sessuale un'altra, proprio come la gravidanza è una cosa e la maternità è un’altra; è ignoranza latente quella di molti e molte, da lì nasce l’irrealtà della società attuale in cui viviamo.

Negare la GPA è come negare l’aborto!
Ogni donna e ancor prima persona ed è libera di scegliere per il suo corpo e per la sua sensibilità intima, sensibilità che non è strutturale ad etiche sociali o morali religiose bensì ad un istinto che fa parte, o meno, del sesso biologico femminile.
Ciò non vuole di certo sottintendere che le donne che praticheranno la GPA non hanno istinto materno anzi sono donne che nella loro libertà decidono di donare una vita a chi non può biologicamente generarla.
Ripensando a grandi stragi, taciute o meno, che spesso ci pervengono grazie a timide testimonianze anonime di chi in certi luoghi ci ha rischiato la vita ed ha rischiato non solo la sua di vita: piccoli neonati nati in circostanze scomode alla morale locale o religiosa, storie di veri e propri cimiteri di neonati trovati sepolti dentro conventi di clausura, in varie parti del mondo in quanto le suore si univano sessualmente a religiosi ed il frutto di quel “peccato” veniva ucciso immediatamente dopo la nascita;
per non fuggire dal passato più “illustre” della storia politica nostra , potremmo ricordare con rispetto e dolore empatico, il tanto tormentato caso del figlio nato morto di cui la madre Nilde Iotti  avrebbe fatto confidenza. Il figlio di Nilde Iotti e Palmiro Togliatti ai tempi in cui il divorzio non c’era e l’aborto non libero ma omicida era l’unica forma possibile che, forse, certi partiti comunisti avevano per mantenere l’immagine dell’uomo in ascesa politica difronte alla donna costretta ad essere “eterna amante”.
Come donna spero che nessuna di noi sia costretta ad abortire ne sia costretta da niente e da nessuno a generare una vita ricorrendo alla GPA per altri scopi se non nel suo libero gesto gratuito così come la legge garantirebbe.

Vergogna, falsità, finto buon senso che spesso per comodità di dialettica viene attribuito a noi, a me donna lesbica, alle altre ed alle persone che vivono oltre i dettami della “buona morale diabolica”.


Donne e Uomini: stessi diritti

Eterosessuali ed Omosessuali e Bisessuali e Transessuali e Queer; stessi diritti

Contro l'etero-normatività sociale.

Lottiamo per liberarci e vivere
 e non per sostenerci nel regno dell’irreale scala sociale binaria. ;)


Federica Frasconi


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